Trovare su facebook la proposta di leggere un libro e sentire subito il desiderio di acquistarlo è stato immediato. Chi ne faceva pubblicità era una garanzia: un nostro amico sacerdote!
Postava una foto in cui teneva in braccio la piccola Anna e a fianco aveva il papà della bimba.
Pertanto, incuriosita da questo insolito scenario, sono andata subito in libreria a comperare “Anna che sorride alla pioggia”, “l’ho divorato”, quasi senza respirare.

Si, si legge tutto d’un fiato questa storia vera, scritta come un romanzo che parla di famiglia, amore, genitori, figlie e cromosomi in più.

È la vicenda di una coppia che si prepara alla nascita della terza figlia e scopre che questa bambina è down. Il libro racconta il loro sguardo sulla vita. “È la storia di una famiglia e dell’opportunità che le è stata data per essere ancora più felice”, dice il papà che è l’autore del libro stesso. Scrive di sé e della sua famiglia con l’ironia, la leggerezza e la profondità che caratterizza tutto il suo pensare; in questo modo rompe stereotipi e abbatte barriere frequenti in ciascuno di noi.
La sindrome di Down resta sullo sfondo, perché è una parte, ma non il tutto e, alla fine, è un pretesto per parlare a tutti di fragilità.

“Anna mi fece capire che con lei avrei avuto modo di imparare, non solo insegnare”.
“Siamo fatti di-versi, perché siamo poesia”, “La potenza della fragilità” sono i titoli di due capitoli che lasciano intravedere lo spirito con cui viene trattato il tema della disabilità: fragilità e potenza.
Quello che può essere percepito come un problema, diventa una risorsa, una possibilità in più per essere migliori. La positività fa da filo conduttore a tutta la narrazione, anche nei momenti più buoi o tristi della storia.

È importante sottolineare che la disabilità in questa famiglia non è una sconosciuta: il papà, scrittore e uomo di spettacolo, è balbuziente, ma parla di sé e di questo ostacolo al dialogo fluido in maniera molto simpatica.

Inoltre, prima di Anna, doveva nascere Sofia, ma per una disabilità grave non ha potuto conoscere i suoi meravigliosi genitori: “Sofia aveva perso una X per la strada. Ma è bene sapere che in casa nostra non si butta via nulla e il cromosoma perduto sarebbe stato bene presto recuperato”. Tutto questo e molto altro fanno parte del racconto che coinvolge il lettore e che alla fine si trova arricchito dentro.

È un libro scritto in maniera geniale: si ride e si piange a tempi alterni.

La testimonianza di Guido Marangoni – comico e ingegnere – e Daniela – la “psicologa preferita” – con le loro due figlie più grandi è leggera e di sostanza al tempo stesso.
Mai scontata o banale, è una lezione che dovremmo imparare tutti, qualunque sia la sfida o la dura prova che la vita ci fa incontrare.
E le sfide per Guido, papà di Anna, la sua amata terzogenita con sindrome di Down, sono state tante. Anche quella di scegliere il sorriso della sua bambina per raccontare, ridere e riflettere sulla disabilità, dalla pagina Facebook “Buone notizie secondo Anna”, mettendo sempre al primo posto la persona.

E allora…non mi resta che augurare a tutti di comperare questo libro speciale, di entrare in Facebook per conoscere Anna e cosa ha da dirci, attraverso le cartoline postate dal suo papà.

E alla fine, tutti noi, saremo un po’ cambiati e migliori, grazie alla “Storia di calzini spaiati e cromosomi rubati”.

Rosangela Carù

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