Di Riccardo Vaccari

Dopo “La lettera” Kathryn Hughes ritorna nelle librerie con un nuovo romanzo e lo fa in modo sublime. Una storia triste quella narrata ne La chiave dei ricordi, ma dipinta con la forza dell’amore. A dire il vero le storie raccontate sono più di una, matrioske di personaggi femminili intrecciati mirabilmente tra loro dalla penna dell’autrice.

Sarah è reduce dal fallimento del proprio matrimonio, ritornata a casa del padre decide di scrivere un libro su Ambergate, famigerato ospedale psichiatrico dove lavorava il genitore.
Lascerà ben presto lo scettro di protagonista nel romanzo a coloro che cinquant’anni prima vissero in prima persona l’aberrante sistema di prigionia per chi veniva frettolosamente marchiato di pazzia. Tra le pieghe di una spietata denuncia conosceremo Amy, Belinda ed altre internate. Ricostruiremo le storie di dolori così grandi da essere scambiati per follia.
La verità di un segreto rimasto sepolto per cinquant’anni che unirà il destino di tutti i protagonisti.

Su piani temporali diversi il romanzo regalerà momenti di speranza ad attimi di impotente sofferenza. Io in tutta sincerità mi sono commosso, ho perso la speranza alla pari delle protagoniste.

Fino al bellissimo finale, che non cancellerà anni di ingiustizie ma ci regalerà una meravigliosa redenzione.
Perché c’è una forza talmente potente che vince ogni ingiustizia.

Un libro bellissimo, raccontato dall’autrice in maniera talmente empatica da coinvolge il lettore pagina dopo pagina.
Assolutamente consigliato.

Genere: Narrativa

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