Nella nuova edizione ampliata questa autobiografia epistolare ci porta dentro al Ferrante/pensiero, un amore incondizionato per la letteratura, una passione assoluta per la scrittura.

Per mesi e mesi la morbosa curiosità di lettori e non ha invaso il mondo letterario di un unica domanda: chi è Elena Ferrante?
A mio avviso la giusta risposta andrebbe data con un’altra domanda, ma perché ci interessa cosi tanto sapere chi è questa bravissima autrice che si firma con uno pseudonimo? Dopo il grandioso e meritato successo della tetralogia dell’Amica geniale, tradotto in più di 40 paesi ed attualmente in vetta alle classifiche dei libri più venduti, la voglia di “conoscenza” dell’autrice è diventata sempre più impellente.
Lungi da me il pensiero di entrare in merito sulla veridicità o meno della scoperta della sua vera identità oggi vorrei parlarvi de La Frantumaglia.
Nella nuova edizione ampliata questa autobiografia epistolare ci porta dentro al Ferrante/pensiero, un amore incondizionato per la letteratura, una passione assoluta per la scrittura.
Rispondendo alle domande di lettori e giornalisti, autori e registi ci spiegherà il perché chi scrive un libro farebbe bene a tenersi in disparte e lasciare che il testo faccia il suo corso. A mio avviso un pensiero meraviglioso in un mondo di opulenza e apparenza dove invece l’autore vede nel suo romanzo il modo più facile per “apparire”.

Vi siete mai chiesti perché al giorno d’oggi scrivono tutti?

Perché un giovane si allontana dalla letteratura dopo aver letto magari 2 o 3 libri sbagliati nel marasma delle proposte di una libreria?
Senza divagare troppo e tornando a questo libro chiediamoci se conoscere il pensiero dell’autrice verso temi come la maternità, il femminismo, l’amore per Napoli, la sua città, o le mille fantasie infantili che ci hanno regalato le sfaccettature e le suggestioni dei suoi romanzi siano più importanti di un “amore molesto”.
Quel voler per forza creare un’Identità, un viso a un personaggio che in nome della libertà intellettuale al posto della faccia ci ha regalato il “pensiero”.
Ecco allora che La Frantumaglia diventa un libro di spunti e frammenti, una riflessione su quelle che sono state le opere dell’autrice. Che prende per mano il lettore accompagnandolo nella totale comprensione dei suoi scritti. Ma è anche una forma di difesa verso chi non ha saputo comprendere che un identità di pensiero vale più di mille emozioni visive.
Buona lettura.
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