Il titolo è emblematico: non possiamo rimanere a guardare mentre la crisi ecologica dilaga e il divario tra chi sfrutta le risorse naturali e il resto del mondo non ha precedenti nella storia.

Leonard Boff, teologo brasiliano, offre alcune vie d’uscita che ridonino speranza, chiamando a responsabilità quanti abitano la nostra casa comune. «Viviamo in tempi di urgenza. L’insieme delle crisi attuali sta creando una spirale di necessità di cambiamenti che, se non implementati, ci condurranno fatalmente al collasso; se invece verranno attuati potranno portarci a un livello più elevato di civiltà» (p. 15). I tratti distintivi di questa civiltà non potranno che essere la cura, la cooperazione, l’amore, il rispetto, la gioia e la spiritualità per essere «più cooperativi che competitivi, avere più cura che volontà di sottomettere, e riconoscere e rispettare il valore intrinseco di ogni essere» (p. 25). Si tratta di mettere in campo una serie di passaggi progressivi: «dalla parte al tutto, dal semplice al complesso, dal locale al globale, dal nazionale al planetario, dal planetario al cosmico, dal cosmico al mistero e dal mistero a Dio» (p. 19).

Un vero e proprio cammino di conversione!

Come fare della cooperazione e della solidarietà universale un progetto personale e collettivo, per costruire il «buon vivere comunitario» (p. 58)?

Alcune indicazioni preziose vengono dalla necessità di aprire gli occhi sulla «perversa concorrenza che elimina i deboli» (p. 80) e sulla tendenza individualistica di «vedersi libero dall’altro e non di esercitare la libertà con l’altro» (ivi). Inoltre, perché non assumere un modo sostenibile di vita, che faccia delle tre “r” – ridurre, riutilizzare e riciclare tutto quello che consumiamo – una vera e propria carta d’identità. È infine urgente «diventare più umili e imparare a guardarci nella dovuta prospettiva» (p. 165) per fronteggiare l’errata convinzione che «noi esseri umani siamo il centro di tutto […], dimenticando la nostra totale dipendenza da ciò che ci circonda» (p. 164).

Il volume ha diverse affinità con l’enciclica Laudato sì’, che a giugno 2018 compirà tre anni!

Papa Francesco ci invita ad ascoltare il grido della terra e quello dei poveri e ad assumere l’ecologia integrale come paradigma per il rinnovamento della nostra vita e delle nostre società. In gioco c’è la dignità di noi stessi, «a che scopo passiamo da questo mondo? Per quale fine siamo venuti in questa vita? Per che scopo lavoriamo e lottiamo? Perché questa terra ha bisogno di noi?» (LS, n. 160).

Chiara Tintori

Leonard Boff

La Terra è nelle nostre mani

Una nuova visione del pianeta e dell’umanità

ETS Milano 2017

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