Sting – All this Time

da | 20 Lug 2016 | Musica

7 cantanti rock che hanno parlato dei sacramenti

Sacramento: unzione degli infermi

Le musiche e i testi di Sting, che forse in questa lista di 7 cantanti rock che hanno parlato dei sacramenti rappresentano l’elemento che più facilmente richiami i sacramenti, accarezzano sempre un’atmosfera medievale.

Quasi ogni artista in questa lista ha qualche aspetto in comune. Per esempio, molti sono di cultura ebraica e/o cattolica. E sebbene, paradossalmente, il simbolismo cattolico sia come fuoco per la loro immaginazione, sono più che incerti su cosa pensare davvero della Chiesa Cattolica in quanto istituzione.

L’album Soul Cages è forse quello che più si avvicino a questo particolare spirito. Tutte le tracce dell’album sono state scritte subito dopo la mort del padre.
Ne consegue che, come dichiarato da Sting stesso, i testi si concentrano sulla sua infanzia e sulla storia della sua città d’origine. Lui non è stato particolarmente vicino a suo padre, quando era vivo; questo albu rappresenta quindi un tributo al padre, da morto. Essendo cresciuto nei pressi di un fiume (e, spiega lui, all’ombra di un porto), ha immaginato di seppellire suo padre in madre, soprattutto perché suo padre ha sempre voluto viaggiare, ma non è mai stato sufficientemente stabile da un punto di vista economico per farlo. Ad ogni modo, questa canzone parla del complicato rapporto con il padre, associato al costante e profondo desiderio di Sting di seppellire suo padre in mare. Il testo della canzone cerca di contrastare il suo desiderio di “seppellire il padre in mare” con i “rigidi” dettami della Chiesa in merito al seppellimento cristiano:

“Due preti sono venuti a casa nostra stanotte/Uno giovane, uno vecchio, per offrire preghiere al morente e per offrirgli l’Estrema Unzione. Uno per imparare e uno per insegnare in che modo soffia il vento freddo … Se potessi fare a modo mio/ Prenderei una barca sul fiume e seppellirei il vecchio, lo seppellirei nel mare… Beati i poveri, perché erediteranno la terra/ Meglio essere poveri che essere grassi agli occhi del bisognoso/ Pronunciando queste parole giuro di sentire il vecchio ridere: ‘A che serve un mondo esausto e per cosa potrebbe valere la pena?”

Il tono è palesemente cinico, soprattutto nei riferimenti cattolici e biblici, l’humor (seppur nero) non avrebbe alcun effetto se non avesse la peculiare bellezza e la poetica evocatività dei riti cattolici… soprattutto quelli che, come in questo caso, vengono amministrati per ultimi.

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TUTTO QUESTO TEMPO

Oggi ho guardato fuori
Al di là del fiume
Ho visto una città avvolta nella nebbia e un vecchio campanile
Dove giocano i gabbiani
Ho visto tristi cavalli da tiro camminare lenti a casa
Nella luce del sodio
Ho visto due preti sul traghetto
Oche d’’Ottobre in una fredda sera d’’invernoE tutto questo tempo il fiume ha scorso
Al mare senza fineDue preti son venuti a casa nostra stasera
Uno giovane, uno vecchio, ad offrire preghiere per i moribondi
Per officiare il rito finale.
Uno insegnava, l’’altro imparava
Da che parte soffia il vento gelido
Sbattendo e agitandosi in nero pretesco
Come uno sterminio di corvi
E tutto questo tempo il fiume ha scorso
Al mare senza fine
Se potessi scegliere prenderei una barca dal fiume
E seppellirei il vecchio
Lo seppellirei in mareBeati i poveri, perché erediteranno la terra
Meglio essere poveri che un uomo grasso nella cruna di un ago
E quando le parole furono pronunciate, giuro, sentii
Il vecchio che rideva
“A che ci serve un mondo usato, come può
essere di valore?”E tutto questo tempo il fiume ha scorso
Senza fine come una lacrima silenziosa
E non smetteva di scorrere
Padre, se esiste Gesù
Perché non è mai venuto a vivere qui?

I maestri ci dicevano, che i Romani costruirono questo luogo
Un muro e un tempio, il bordo dell’’impero
Città di guarnigione
Vissero e morirono, pregarono i loro dei
Ma gli dei di pietra non emettevano suono
E l’’Impero andò in briciole, finchè non rimasero
Che le pietre da ritrovare negli scavi

E tutto questo tempo il fiume ha scorso
Nella luce cadente d’un sole nordico
Se potessi fare a modo mio prenderei una barca dal fiume
Gli uomini impazziscono in congregazione
Stanno meglio soltanto
Uno ad uno
Uno ad uno…

E mai una volta nella mia vita
Mi sono sentito più solo di adesso
Anche se proclamo di dominare tutto quello che vedo
Non vuol dire nulla per me
Non ci sono vittorie
Nelle nostre storie, senza amore

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