di Luigi Rutigliani

La “canzone simbolo” dei muri che crollano e delle speranze di pace e fraternità dei giovani.

Il 12 e 13 agosto del 1989, nell’Unione Sovietica, ancora per poco URSS, si tiene, nello Stadio Lenin di Mosca, il “Moscow Music Peace Festival”, primo festival rock, organizzato dalla Make A Difference Foundation, in cooperazione tra le due superpotenze degli Stati Uniti d’America e dell’Unione Sovietica, con lo scopo di promuovere la pace e combattere l’abuso di droghe e alcool.

È il primissimo festival in un paese che aveva da sempre censurato il rock visto come pericolosa influenza occidentale sulla cultura sovietica. L’evento eccezionale viene trasmesso in tutto il mondo. Prendono parte a questo storico momento musicale, artisti del calibro di Bon Jovi, Mötley Crüe, Ozzy Osbourne e gli Scorpions che si esibiscono davanti ad oltre 250.000 giovani sovietici.

Proprio grazie alle emozioni e al “vento” respirato in quel contesto, gli Scorpions, band Hard Rock tedesca, compongono la canzone che diverrà il simbolo per eccellenza dei venti di cambiamento che stavano soffiando ormai da tempo: la fine della guerra fredda, la progressiva dissoluzione dell’impero Sovietico con la “Perestrojka” di Gorbaciov, l’abbattimento del muro di Berlino nel novembre del 1989 con la relativa unificazione della Germania e il colpo di Stato del 1991 che apriva definitivamente l’ex Unione sovietica all’incontro con l’Europa occidentale.

Il cantante Klaus Meine ricorda: “Era come se il mondo stesse cambiando davanti ai nostri occhi. Tornando a casa da Mosca, nel settembre del 1989, le emozioni erano così forti, e quello che abbiamo visto tra il 1988 a Leningrado e il 1989 a Mosca era un sentimento forte di speranza nel fatto che il mondo sarebbe cambiato per il meglio”.

Nel 1990, in Europa, divisa tra Est ed Ovest, soffiava una nuova brezza, un vento che sembrava aver finalmente abbattuto muri e regimi. Wind of Change, è la canzone del vento del cambiamento e risuonava forte e chiara nelle stazioni radio, nelle televisioni sparse per il continente e per il mondo, sui palchi di numerosi concerti.

“Quando aprimmo il concerto con Blackout, tutti i soldati dell’Armata Rossa, tutti i membri della sicurezza, si sono girati verso il palco e hanno lanciato in aria i loro berretti e le loro giacche. È stato fantastico. Era come se il mondo stesse cambiando proprio sotto i nostri occhi. In Unione Sovietica molti ragazzi percepivano che l’epoca della Guerra fredda sarebbe finita presto. C’era una sensazione di speranza: ed è quella che ho cercato di esprimere in Wind Of Change” (Klaus Meine)

La canzone trae ispirazione da una serie di concerti realizzati a partire dal 1988 nell’Unione Sovietica (da qui l’unico chiaro riferimento fisico nei primi versi al fiume Moskva e al Gorky Park).

“I follow the Moskva, down to Gorky Park, listening to the wind of change…”

Sempre il frontman della band ci dice: “Durante il nostro soggiorno a Mosca si sentiva una nuova energia nei giovani sovietici, volevano essere parte del resto del mondo, e questo mi ha motivato a comporre la canzone nel settembre del 1989. Due mesi dopo, il muro di Berlino si sgretolava”

Un anno dopo, la canzone celebrava sì i cambiamenti politici in atto a quei tempi nell’Europa dell’Est – come la caduta del Muro di Berlino, l’aumento della libertà nel blocco comunista (che avrebbe presto portato alla distruzione dell’URSS), la chiara e imminente fine della guerra fredda. Ma Wind of Change celebrava soprattutto il profumo della rivoluzione, di ciò che si avverte nell’aria alla vigilia di un cambiamento.

Wind of Change celebrava la riconciliazione di due mondi all’apparenza distanti (l’Ovest con Elvis, i jeans, i chewing-gum e l’Est con la riluttanza alla novità, con il suo balalaika, popolare strumento russo a corde), divenendo la canzone simbolo della pace e di una speranza concreta cantata a voce alta senza più censure, senza più paure.

“did you ever think, that we could be so close, like it brothers?
The future’s in the air I can feel it everywhere, blowing with the wind of change.

“Hai mai pensato che potremmo essere così vicini, come fratelli?
Il futuro è nell’aria, Posso sentirlo soffiare ovunque in questo vento del cambiamento”

 

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VENTO DEL CAMBIAMENTO

Seguo la Moskva
giù al Gorky Park
ascoltando il vento del cambiamento
una estiva notte d’agosto
i soldati passano oltre
ascoltando il vento del cambiamento

Il mondo è vicino
avresti mai pensato
che noi potessimo essere così vicini, come fratelli?
il futuro è nell’aria
lo posso sentire ovunque
soffiare con il vento del cambiamento

Portami alla magia del momento
in una notte gloriosa
dove i bambini di domani sognano
nel vento del cambiamento

Camminando per la strada
ricordi lontani
sono sepolti nel passato per sempre
seguo la Moskva giù al Gorky Park
ascoltando il vento del cambiamento

Portami alla magia del momento
in una notte di gloria
dove i bambini di domani condividono i loro sogni
con te e con me
Portami alla magia del momento
in una notte di gloria
dove i bambini di domani condividono i loro sogni
nel vento del cambiamento

Il vento del cambiamento
soffia diritto in faccia al tempo
come un tempesta che suonerà la campana della libertà
per la pace della mente
lascia cantare la tua balalaika
ciò che la mia chitarra vuole dire

Portami alla magia del momento
in una notte di gloria
dove i bambini di domani condividono i loro sogni
con te e con me
Portami alla magia del momento
in una notte di gloria
dove i bambini di domani condividono i loro sogni
nel vento del cambiamento

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