Entriamo nel dolore di Gesù: la ferita interiore provocata dal tradimento di un amico, l’agonia alla ricerca della volontà del Padre, le umiliazioni, gli insulti, la condanna del processo e infine il cammino della Passione fisica fino al Calvario.
Perché tanto dolore?
Perché è stato necessario tutto questo?

Grande è il mistero del male, del dolore, della morte. La risposta di Dio sta davanti ai nostri occhi nella Passione silenziosa di Gesù. E’ una parola che ci raggiunge nel silenzio. Il silenzio di Gesù davanti ai suoi accusatori: nessun lamento, imprecazione o richiesta d’aiuto; nessun tipo di difesa verbale.
Un silenzio paziente, privo di ogni superbia: Gesù parla, infatti, se interrogato; obbedisce con mansuetudine alla richiesta di chi lo interpella: Pilato, i sommi sacerdoti durante il processo.
Un silenzio squarciato solo per la preghiera: la supplica al Padre durante l’agonia dell’orto e ancora l’invocazione sul Calvario e il suo supremo atto di affidamento.

Il silenzio di Gesù ci invita a un ascolto attento del cuore. Ci invita a nostra volta a entrare in questo silenzio e a restare in ascolto della parola di verità che custodisce per noi.

Guardando l’esempio di Gesù impariamo ad affidarci unicamente a Dio nel momento del dolore, noi così pronti a lamentarci e a ribellarci di fronte a ogni minima contrarietà.

Impariamo ad affidarci all’Amore, la parola più preziosa che il silenzio di Gesù pronuncia per noi attraverso il dono della sua vita.
Impariamo a camminare uniti a Lui, ad affrontare col suo aiuto ogni difficoltà.

La Settimana Santa che sta per aprirsi ci richiama a entrare nel silenzio amante di Gesù e a contemplare, in questo silenzio, i momenti della sua passione.

E’ un silenzio che ci richiama a rimanere più saldamente nel Suo amore  secondo l’invito del Maestro ai discepoli nell’ultima cena: “Rimanete nel mio amore” e a sostare sotto la croce avvolti dal suo sguardo.

Gli occhi di Gesù vegliano su di noi, abbracciano ogni angolo della nostra vita, ogni necessità e bisogno, e ci chiedono in risposta confidenza e abbandono, nella consapevolezza che nulla di noi gli è estraneo.

Il cuore della Primavera è l’amore di Gesù che dona la vita per noi attraverso la morte. E’ il nuovo inizio che si dispiega nell’accoglienza del Suo abbraccio attraverso la fede; un inizio che si rinnova sempre, di fronte a ogni fine.

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