Dio è morto

da | 14 Mag 2019 | Musica

Di Giulia Terzi

Ho visto, la gente della mia età andare via, lungo le strade che non portano mai a niente, cercare il sogno che conduce alla pazzia, nella ricerca di qualcosa che non trovano”.
Era il 1965 l’anno in cui Guccini scriveva queste parole, divenute poi tra le più popolari del cantautorato italiano. In un periodo di rivolte studentesche, cambiamenti globali, violenza e voglia di evasione, Francesco Guccini cerca di tradurre in musica una società che, agli occhi dei più giovani, stava cadendo a pezzi. Con questo tentativo nasce la sua celebre canzone Dio è morto.

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

Un Dio che non va più bene

Dio è morto apre la stagione della canzone di protesta italiana. L’Italia, come il mondo intero, stava entrando nel sentimento di protesta e ribellione giovanile. I giovani iniziavano a comprendere di vivere in una società fatta di contraddizioni: da una parte i grandi ideali proclamati e, dall’altra, la meschinità e l’ipocrisia (“Perchè è venuto ormai il momento di negare tutto ciò che è falsità, le fedi fatte di abitudine e paura, una politica che è solo far carriera”).
Ecco allora che il “dio” di questa società non convinceva più: Dio era morto, o meglio, in qualche modo doveva morire. Guccini e i giovani, però, non si sono fermati qui. Non bastava solamente la morte di Dio per cambiare le cose, ma era necessaria la sua resurrezione, affinché si assistesse alla nascita di una nuova civiltà, la quale incarnasse ciò che Dio insegnava.

Oggi Dio dov’è?

Leggendo questo testo viene quasi spontaneo trasportarlo e adattarlo ai giorni nostri. Esso sembra descrivere esattamente la nostra “stanca civiltà”: una civiltà che sembra stremata dai suoi duemila anni. Così anche io vedo “la gente della mia età andare via”, sento dirmi che la mia generazione si è persa e non ha un valore su cui fondarsi e c’è un Dio che, all’apparenza, sembra essere morto, come quel giorno in cui, “chinato il capo, consegnò lo spirito”. Ecco però che, anche nella notte più buia, Lui è risorto, ha riportato la luce e ci ha fatto rinascere a vita nuova.
Anche Guccini, come tutti i suoi coetanei, questo lo sapeva e cercava di lottare per un mondo in cui questa nuova luce risplendesse: “Ma penso che questa mia generazione è preparata a un mondo nuovo e a una speranza appena nata, ad un futuro che ha già in mano, a una rivolta senza armi perché noi tutti ormai sappiamo che se Dio muore è per tre giorni e poi risorge”.

Un Dio che resuscita

Ecco allora che, anche oggi, in una società che sembra oppressa da se stessa, troviamo un Dio che risorge e che non ci abbandona. Il buio nel quale siamo prigionieri è in realtà ricco di piccoli bagliori. Penso alla piccola Greta Thunberg che, con un cartello, sta smuovendo le nuove generazioni per riprendersi il futuro. Guardo al giovane Simone, il “ragazzo di Torre Maura”, che ha sfidato CasaPound per ricordare che nessuno dev’essere lasciato indietro. Penso anche alla figura di Malala Yousafzai che, a 22 anni, sfida i talebani per donare un futuro alle donne pakistane.

Io ho sempre creduto che Dio non si mostri a noi con grandi effetti scenici, ma Egli si nasconda nelle piccole cose e, soprattutto, nelle persone. Ecco allora un Dio che sì, è morto, ma che continuamente risorge, anche oggi.

Viene allora spontaneo cantare  tutti  in coro quello che il giovane Guccini  scriveva: “In  ciò che  noi crediamo,  Dio è  risorto. In ciò che noi vogliamo, Dio è risorto. Nel mondo che faremo, Dio è risorto”.

 

Lo tsunami della speranza

La terra del dolore e della morte oggi ospita una casa di affettuosa rinascita e fondata speranza grazie ai figli di don Bosco.   Care amiche e amici di don Bosco, come avete certamente sperimentato una delle componenti più belle dell’amicizia è poter condividere i...

Gli anziani siano “maestri di tenerezza”

Nel video con l’intenzione di preghiera per il mese di luglio dedicato agli anziani, Francesco invita ad invocare il Signore perché “l’esperienza e la saggezza” di coloro che vivono la Terza età “aiutino i più giovani a guardare al futuro con speranza e...

Premio per suor Alessandra Smerilli

A suor Alessandra Smerilli il Premio Nazionale Don Diana 2022 Il 4 luglio 2022, a Casal di Principe in provincia di Caserta, suor Alessandra Smerilli, Figlia di Maria Ausiliatrice, Segretario del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, economista e...

Erano undici (più Maria Ausiliatrice)

Di don Francesco Motto   «Siete poche, sprovviste di mezzi, e non sostenute dall’approvazione umana. Niente vi turbi. Le cose cambieranno presto». Il 5 agosto di centocinquant’anni a Mornese di Alessandria un gruppetto di undici ragazze del Monferrato – per lo più...

Convegno Internazionale per il 150° dell’Istituto

Dal 25 al 30 settembre 2022 a Roma, presso la Casa Generalizia dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, si terrà il Convegno internazionale sul tema “L’apporto delle FMA all’educazione (1872-2022). Percorsi, sfide e prospettive” promosso dall’Istituto FMA e...

Le parole di Papa Francesco sulla vita

Nei suoi nove anni di Pontificato, Francesco ha pronunciato parole molto chiare sulla difesa della vita nascente che, afferma, è legata alla difesa di qualsiasi diritto umano. La vita, osserva, va difesa sempre: quella dei nascituri come quella degli anziani e dei...

Archivio Articoli

Categoria Articoli

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza di navigazione. Si prega di accettare o lasciare la pagina se non si è d'accordo. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi