Ferite a morte

da | 6 Dic 2021 | Libri

Serena Dandini, FERITE A MORTE, Rizzoli 2013

E se le vittime potessero parlare?

Serena Dandini, da sempre dalla parte delle donne, in questo libro uscito in prima edizione nel 2013, vuole mettersi dalla parte delle vittime di femminicidio facendo loro raccontare la propria storia, in monologhi dell’assurdo, dopo che sono state uccise, e quasi sempre da chi avrebbe dovuto amarle e proteggerle.

Troppe volte giornalisti, criminologi, “tuttologi” di professione raccontano in modo più o meno strumentale la storia di ogni povera donna vittima della violenza nata e subìta, fino alla tragica fine, tra le mura domestiche. Persino la storia della Chiesa annovera episodi di questo stampo: la vita di Santa Rita ne è un esempio, per fortuna miracolosamente a lieto fine.

La violenza che le donne subiscono in varie forme ed in ogni parte del mondo si perde nel corso di tutta la Storia sin dalla notte dei tempi. La nostra società ha fatto, soprattutto negli ultimi decenni, ben pochi passi in ambito di progresso civile inteso come rispetto della vita, soprattutto delle donne le quali, in genere, con rischio e sacrificio, continuano a donarla agli uomini.

 

L’autrice non fa un’analisi culturale o sociologica di questo problema; in questa sede, semplicemente, vuol dare la parola a chi l’ha persa per sempre, e prima della morte è rimasta inascoltata, per un’ultima volta. Con tono anche ironico, amaramente ironico, ogni donna, dal Sud al Nord, dell’Italia e del mondo in modo breve per ogni storia, ma incisivo, ci parla di sé, dell’assurdità del modo e del contesto in cui la sua morte è maturata ed è avvenuta.

Ogni voce è un monologo, scritto per essere rappresentato in teatro, e così è stato prima che il tutto fosse raccolto in questo libro, allo scopo di non spegnere le luci su un serio problema morale della nostra società, troppo spesso, e vergognosamente, liquidato come un episodio di raptus momentaneo e cronaca nera.

I casi sono stati scelti sulla scorta dell’analisi condotta ed approfondita con l’aiuto di Maura Misiti la quale ha curato l’argomento come ricercatrice del CNR.

 

A conclusione della parte di raccolta delle storie una galleria ampia ed accurata di riferimenti legali, linguistici, storici, sulle manifestazioni di lesione dei diritti delle donne nel mondo. Utili strumenti che permettono al lettore di capire meglio e contestualizzare la portata del fenomeno e che, ancora una volta, mettono l’accento sulla sensibilità dell’autrice; Serena Dandini non affronta mai con superficialità nessuna delle storie che racconta, neanche quella che si presenta con lo stile all’apparenza più scanzonato, in realtà amaramente ironico…

Un argomento di cui non vorremmo mai parlare o sentir parlare, soprattutto mai più, ma che dobbiamo affrontare, soprattutto sul piano educativo, con le generazioni più giovani le cui relazioni appaiono quanto mai alterate e sulle quali i numeri in continuo aumento di violenze di genere avranno, come hanno già avuto nel corso del tempo, dolorose ripercussioni.

 

Angela Maiale

 

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