Il diritto di sognare

da | 30 Mag 2022 | Libri

di Sarah Pellizzari Rabolini – Mondadori

 

Le esistenze delle persone sono sempre storie meravigliose da raccontare, soprattutto se possono insegnare qualcosa.

Beatrice, brava a scuola ma eterna seconda, per un evento fortuito causato dalla necessità di svolgere una ricerca scolastica, viene a conoscere la storia avvenuta in Alabama nel 1955, di una sua coetanea allora quindicenne: Claudette.

 

La lettura di questo libro per ragazzi imposta in modo sinottico le vicende di Beatrice e di Claudette; contemporaneamente allo snodarsi degli eventi della vita dell’una e dell’altra, in parallelo, siamo portati a conoscere meglio il contesto in cui esse vivono e le loro vite molto diverse, ma a tratti tanto uguali, di queste due quindicenni tanto lontane per luoghi e per tempi.

Montgomery, 1955… e subito ricordiamo il reverendo Martin Luther King, la marcia per la Pace e per i diritti, il boicottaggio degli autobus, Rosa Parks; stiamo leggendo di tutto questo ma anche di più.

 

In questo breve racconto l’autrice vuol mostrare l’evoluzione e la crescita di consapevolezza di Beatrice, ragazzina milanese dei giorni nostri ossessionata dall’essere brava, ma mai abbastanza da arrivare prima, a scuola come nelle competizioni sportive che la riguardano; al contempo assistiamo anche all’evoluzione di consapevolezza di Claudette, e la sua sarà certamente più dolorosa, poiché nasce dalla scoperta di essere una ragazza che non ha opportunità né diritti a causa del colore della sua pelle, …a lei non è riservato neanche il diritto di sognare.

 

L’atteggiamento infantile ed autoreferenziale di Beatrice si trasforma sotto gli occhi del lettore, man mano che la sua storia si va intrecciando con quella di Claudette, anche lei “seconda” in un evento davvero importante che la riguarda e che la vede esserne protagonista e simbolo.

Assistiamo al risveglio di Beatrice la quale, guardandosi intorno, fa l’esperienza diretta del preconcetto razziale, sceglie consapevolmente che ruolo assumere in questioni importanti, allena la sua coscienza civile a formarsi delle opinioni e a combattere i pregiudizi.

Claudette insegna a Beatrice che bisogna darsi delle priorità, prendere delle posizioni e saperle spiegare, combattere delle battaglie e cercare, se non di vincerle, dato che non in tutte l’obiettivo deve essere la vittoria del singolo, diffondere l’idea, il pensiero positivo, poiché quello avrà nel tempo il compito di educare le future generazioni.

 

La storia di Claudette insegnerà a Beatrice quanto chi è secondo sappia lottare di più e, alle volte, anche in maniera più efficace degli altri: questi è, infatti, il vero combattente la cui gara non ha mai fine.

Claudette riuscirà solo a distanza di tanti anni dagli eventi di allora a farsi riabilitare per un reato mai davvero commesso poiché, addirittura, la colpa che le era stata imputata non era neanche un vero e proprio reato già negli anni ’50 del Novecento.

Claudette porterà fino in fondo la sua lotta: una prima volta in tribunale per far eliminare una legge assurda, e la seconda volta per far riabilitare il suo nome, e vincerà entrambe le battaglie.

L’insegnamento più importante è che ci sono battaglie che è necessario combattere, ostacoli che è necessario affrontare; e poi che è necessario attivarsi e cogliere le opportunità quando queste si presentano, senza temere di non esserne capaci, di essere soli, di non poter fare la differenza: anche il singolo può fare la differenza, non conta il sesso, l’etnia, l’età: per agire servono soprattutto il coraggio delle proprie opinioni e la dirittura morale della propria coscienza.

La ricerca scolastica sarà per Beatrice l’opportunità per crescere, per spostare l’attenzione da sé stessa e dai propri successi verso l’altro da sé, e ciò le permetterà anche di trovare il suo posto nel mondo, il suo ruolo, e di scoprire di se stessa l’importanza e la soddisfazione di essere seconda, come è importante nel calcio un “mediano di spinta” quando anche chi è “secondo” può essere capace di scrivere la Storia.

 

Angela Maiale

 

 

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