di Marco Pappalardo

 

Siamo spettatori di un disagio, di una sofferenza che in famiglia, a scuola e intorno a noi aumenta di giorno in giorno. Alla sofferenza contribuisce non poco il tracollo del principio di autorità.

Gli alunni e gli insegnanti,  i figli e i genitori si ritrovano a  vivere (a volte anche a teorizzare) relazioni simmetriche, dove non è scontato a priori chi è l’autorità e chi obbedisce, chi si prende cura e chi si affida o chiede cura. Relazioni simmetriche che, nella migliore delle ipotesi, trovano un esito positivo dopo estenuanti ‘trattative contrattuali’.

“I genitori fanno fatica ad assumersi la responsabilità dell’ultima parola – afferma lo psicoterapeuta Tonino Solarino – e in nome del rispetto della libertà individuale si sentono in obbligo di giustificare le loro proposte e le loro richieste. Richieste che i figli possono accettare o meno in un rapporto, appunto, paritario e senza regole.
Ci sono genitori che chiedono approvazione persino a bambini molto piccoli, dimenticando l’età e i bisogni che essi hanno. Si meravigliano di non riuscire a convincerli  ad accettare “razionalmente”  i limiti che si vogliono dare. Sono sempre di più i genitori che vengono a chiedere consiglio su cosa fare con i loro bambini piccoli descritti come tiranni indomabili. Sono  genitori che hanno paura di entrare in conflitto, che spesso hanno troppo bisogno di essere approvati, poiché insicuri su quello che è bene”.

La difficoltà a contenere lascia i bambini e i ragazzi in preda alle proprie pulsioni, alle proprie agitazioni, alle proprie ansie.
Un bambino o un ragazzo, cosiddetto indomabile, non ha bisogno di essere sedato con qualche medicina, come invece sempre più spesso avviene. Ha bisogno che sia raccolto il suo appello: “C’è un adulto capace di contenermi? Ne sto cercando disperatamente uno!”.

“È chiaro che via via che crescono è utile l’arte del negoziare – aggiunge Solarino – ed è sano aggiornare i sì e i no, ma la delegittimazione dell’autorità e la definizione dei rapporti educativi come simmetrici non aiutano a diventare adulti davvero liberi e responsabili.  Si apre piuttosto la strada alla ‘legge della giungla’, a personalità autoritarie, confuse, narcisistiche. Sull’altare della simmetria e della libertà individuale come unico ed esclusivo valore di riferimento i figli e gli allievi (e domani i cittadini) assumono il ruolo di clienti che accettano o rifiutano ciò che l’adulto si sforza di vendere e di contrattare con loro. E quando la strategia della vendita, della seduzione, fallisce il rischio é la forza che diventa violenza o l’assenza che diventa abbandono”.

Recuperare e legittimare l’autorità degli educatori, recuperare asimmetria, è la sfida grande che abbiamo davanti.

“Siamo consapevoli – dice la docente Rosaria Perricone – che nel recente passato l’autorità e l’asimmetria sono stati, spesso, vissuti all’insegna del potere arbitrario. La sfida educativa è vivere un’autorità asimmetrica nutrita da mentalità relazionale, capace di lasciarsi raggiungere dai bisogni dell’altro, in sintonia con l’età e con quello che gli occhi dei figli e degli studenti ci restituiscono. L’autorità vissuta con sensibilità relazionale è l’ancoraggio da condividere e a cui educarci insieme, genitori e docenti”.

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