#tregiorniformazione a Zoverallo

 46 nuovi volontari hanno iniziato la loro esperienza nelle nostre opere.

Il 6 settembre si è concluso l’anno di Servizio Civile Nazionale sulle 14 sedi della Lombardia… dopo qualche giorno, esattamente il 12 settembre, i 46 nuovi volontari hanno iniziato la loro esperienza nelle nostre opere.

La formazione dei volontari è elemento importantissimo del Servizio Civile. Ecco perché tutti i progetti prevedono molte ore dedicate ad essa, distinta in generale e specifica.

Ora lasciamo raccontare la loro esperienza…

Nei giorni 26-28 settembre abbiamo vissuto un’intensa esperienza formativa a Zoverallo che ci ha permesso di conoscersi come gruppo e di allargare i nostri orizzonti. Sono stati tre giorni particolarmente intensi, sia per la quantità di tempo che abbiamo dedicato alla formazione, sia per i concetti espressi, che suggerivano, più o meno esplicitamente, parecchi spunti di riflessione.

Di fondamentale importanza è stato il fatto di aver compreso di essere inseriti in una realtà ben più ampia di quella in cui stiamo operando.

Guidati da sr Simona, sr Carla e sr Patrizia abbiamo approfondito diversi contenuti e ci siamo soffermati sui motivi per cui abbiamo deciso di intraprendere questa avventura ed è emerso il fatto che quasi tutti fossero fiduciosi e ben disposti nei confronti di un’esperienza che, senza dubbio richiede impegno e costanza, ma dona anche emozioni forti in cambio.

Siamo rimasti piacevolmente colpiti dall’eccezionale accoglienza che ci è stata riservata: le suore di Zoverallo erano sempre sorridenti e disponibili.

Non è scontato riservare al prossimo un atteggiamento come quello appena descritto e, a mio parere, è stato un primo passo per poter riflettere su come porci nei confronti dei bambini, o ragazzi, con cui stiamo iniziando a entrare in contatto.

Vogliamo ora riportare brevemente la storia del Servizio Civile con i diversi cambiamenti che ci sono stati negli anni. Dobbiamo subito dire che non è più il servizio civile “obbligatorio”… quando c’era ancora il servizio militare per tutti. La leva militare obbligatoria è stata sospesa in Italia solo nel 2005 e fino ad allora, per svolgere il servizio civile alternativo, era necessario dichiararsi obiettori di coscienza. Magari l’espressione ti fa pensare a qualche strana formula giuridica, buona per chi studia legge, ma nella pratica ha segnato scelte personali e di vita di oltre 800mila giovani, soprattutto dagli anni ’70 in poi.

La nascita del Servizio Civile in Italia risale alla legge n. 772 del 1972 (quasi quarant’anni fa ormai!) con la quale veniva riconosciuta appunto l’Obiezione di coscienza, intesa soprattutto come rifiuto del servizio militare obbligatorio e dell’uso delle armi. La sua storia è travagliata, però vede l’impegno e la passione di migliaia di giovani che lo scelgono, oltre che il sostegno della Corte Costituzionale che nel 1985, con una storica sentenza (n. 164) riconosce la pari dignità tra il servizio militare e il servizio civile: entrambi i servizi, infatti, sono modi diversi per soddisfare il dovere di difesa della patria sancito dalla Costituzione (art. 52). Nuove prospettive si sono aperte un po’ di anni dopo, nel 1998 con la legge n. 230, che nel primo articolo definiva il servizio civile «diverso per natura e autonomo dal servizio militare, ma come questo rispondente al dovere costituzionale di difesa della Patria e ordinato ai fini enunciati nei “Principi fondamentali” della Costituzione».

Il Servizio Civile diventava così alternativo a quello militare, tanto che la sua gestione passava dal Ministero della Difesa all’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile (UNSC), creato per l’occasione e dipendente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e oggi attivo nel Dipartimento della Gioventù e del Servizio civile nazionale. Il nuovo Servizio Civile Nazionale (SCN), (ri)nasce invece dieci anni fa, il 6 marzo del 2001 con la legge n. 64, in concomitanza con la legge che sancisce anche la “sospensione” della leva militare obbligatoria. È definito per questo “volontario” per distinguerlo da quello “obbligatorio” di cui parlavamo prima: chi fa il servizio civile ha un compenso ed una serie di diritti e doveri, per cui tecnicamente non è proprio un “volontario” a tutti gli effetti. Un successivo decreto legislativo, il n. 77/2002, ha specificato meglio alcune questioni. Comunque la storia di questa esperienza, che a 15 anni di vita ha saputo già coinvolgere in Italia e nel mondo oltre 360mila giovani, donne e uomini, continua ancora ed è giunta di recente anche alla sua Riforma con l’approvazione finale della legge delega al Governo lo scorso 25 maggio.

Alla fine dei tre giorni ci siamo salutati con l’augurio di vivere al meglio questa opportunità che ci viene offerta e con un maggiore interesse di conoscere un mondo nuovo, che altrimenti non farebbe parte della nostra quotidianità.

Bianca

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