Una lezione di vita tra rose e dolci

Da prof devi essere un po’ arbitro, un po’ moderatore, mai giudice, sicuramente educatore a tutto tondo per non perdere le sfumature, per guidare con discrezione verso la soluzione autonoma e responsabile del conflitto.

«Prof, oggi dobbiamo affrontare un problema».
«Uno solo?», rispondo io.
«Sì, ma è importante», affermano quasi coralmente gli studenti.
È il momento in cui devi distinguere in pochi minuti se la classe non ha voglia di fare lezione oppure è proprio una questione da non rimandare. Non è facile naturalmente, ma per il programma c’è sempre tempo e invece dialogare con degli adolescenti – sotto loro richiesta – è davvero un’occasione imperdibile!

«A voi la parola ragazzi e che abbia inizio la quarta ora!».

Subito una tra le ragazze – si sa che sono più mature dei maschi a 16 anni – comincia raccontando della giornata precedente durante la quale si erano punzecchiati più volte e su più aspetti tanto da lasciare l’aula con il muso lungo e alcuni senza salutarsi. Un’altra aggiunge che nel pomeriggio ha cercato di contattare i ragazzi sui social, ma anche la potenza e l’invasività di questi mezzi non sono riuscite a sciogliere quanto accaduto al mattino.

Da adulto capisci subito che è la parte femminile a voler risolvere presto il problema, poiché la maggior parte dei maschi hanno troppo orgoglio per esprimere pubblicamente questa esigenza. Chi di loro interviene per primo sembra ancora troppo ferito per riuscire ad ascoltare serenamente e comprendere la necessità di superare subito le difficoltà; un altro vorrebbe farlo però è ancora trattenuto dal ruolo di “macho” che deve interpretare davanti a tutti.
Nel frattempo, dall’una e dall’altra parte, emergono le prime voci dei pacificatori, di chi fa notare che sono situazioni che capitano e non ha senso esagerarle. Da prof devi essere in questo momento un po’ arbitro, un po’ moderatore, mai giudice, sicuramente educatore a tutto tondo per non perdere le sfumature, per guidare con discrezione verso la soluzione autonoma e responsabile del conflitto.

In alcune attività sportive di gruppi giovanili, dopo uno scontro duro, la soluzione sembra essere il classico “ora datevi la mano e fate pace”; questo è un lodevole tentativo per riprendere la gara, ma non è ciò che mette la pace nei cuori e aiuta davvero a guardarsi dopo negli occhi serenamente. La strada, orientata pian piano, devono trovarla loro e così ci si deve muovere tra un ascolto attentissimo e interventi brevi e promuoventi.
Ormai siamo quasi alla fine dell’ora, qualche sorriso dopo la tempesta si vede già tra le parti e qualcuno dei ragazzi riprende alcune parole che hai detto prima:
«Dobbiamo cercare ciò che ci unisce che è molto di più di ciò che ci divide».

A questo punto una ragazza a sua volta torna a citarti:
«Perché essere “contro”, non è meglio essere “con”?».

Suona la campana e, salutando, un penultimo messaggio – buttato là a mo’ di promemoria – da prof puoi permettertelo, citazione inclusa di Papa Francesco:
«Non dimenticate mai tre parole: scusa, grazie, prego».

La vera conclusione va lasciata a loro e abbastanza puntuale giunge l’indomani alla prima ora:
entro in aula e sul banco di ogni ragazza c’è una rosa donata dai maschi e su quello di quest’ultimi un dolce preparato dalle ragazze.

Da prof basta un sorriso alla classe e tutti comprendono che ne è valsa la pena!

Marco Pappalardo

2^ Domenica di Avvento

2^ Domenica di Avvento Vangelo di Matteo 3,1-12 Commento di suor Simona Bisin, FMA    La figura di Giovanni il Battista, che troviamo in questa seconda domenica di Avvento, ci porta già al mistero del Natale: “Il Regno dei cieli è vicino” e ci indica la conversione...

Festa di Cristo Re dell’Universo

Festa di Cristo Re dell’Universo Vangelo di Matteo 25,31-46 Commento di suor Susanna Anzini, FMA   In questa domenica, nel rito romano, si celebra la festa di Cristo Re dell’Universo, che è la festa che conclude l’anno liturgico e nella quale si pone l’attenzione...

La stanza degli abbracci

Di Paola Belletti   Perché questo tempo non è solo "il tempo del Covid" è soprattutto il presente, il solo che ci è dato a disposizione e l'unico nel quale nutrire e curare le relazioni con le persone che amiamo. In una RSA a Castelfranco Veneto hanno realizzato...

Nella fine è l’inizio

Di suor Cristina Merli, FMA   L’irrompere e il perdurare della pandemia nel mondo è un microscopio per leggere il nostro tempo e un telescopio per guardare più lontano. Il Covid-19 è una catastrofe che ha rovesciato tutti gli aspetti della nostra esistenza: dopo...

Nessuna parola

Di Riccardo Deponti   Sono le 03,50. Sono ancora sveglio nel mio letto, con gli occhi chiusi. Ma non riesco ad addormentarmi... parole, frasi, discorsi mi riempiono la testa... Provo a svuotarla... ma nulla. Accendo il cellulare, e provo a mettere un po' di...

Collegi Universitari, accoglienza e formazione

Di suor Silvana Mascotto, FMA   Il trafiletto ‘Il valore dei Collegi universitari di merito’ comparso su Avvenire del 16 ottobre dentro un’ampia pagina che considerava la sfida di Papa Francesco con un ‘patto educativo globale’, ha permesso di rilevare due dati...

Archivio Articoli

Categoria Articoli

Ti informiamo che, per migliorare la tua esperienza di navigazione su questo sito, utilizziamo diversi tipi di cookies, tra cui cookies a scopo di profilazione che ci consentono di accedere a dati personali raccolti durante la navigazione. Alla pagina informativa estesa è possibile negare il consenso all'installazione di qualunque cookie. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione saranno attivati tutti i cookies specificati in dettaglio nella informativa estesa ai sensi dell’art. 13 del Regolamento UE 2016/679. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi