Juliet Naked – Tutta un’altra musica

da | 25 Giu 2019 | Film

di Riccardo Copreni per Sentieri del cinema

Anno: 2018
Durata: 105

Genere: Commedia romantica
Voto: Consigliato
Tematiche: amore, Famiglia, matrimonio, musica, paternità
Target: Da 14 anni

Il rapporto tra un uomo e una donna è condizionato dall’ossessione di lui per un cantante ormai dimenticato, che entrerà nella loro vita…

Annie è una donna che fa la curatrice di un museo di storia locale in una cittadina sulla costa britannica. Da anni è la compagna di Duncan, un insegnante di serialità televisiva ad una piccola università locale. Duncan è letteralmente ossessionato da Tucker Crowe, un cantautore americano di fine anni 90 che ha fatto un solo disco considerato dai fan un capolavoro.
La relazione tra Annie e Duncan è agli sgoccioli: lui è ancora un ragazzino, non vuole prendersi le sue responsabilità e non è disposto a crescere e avere una famiglia. I due si lasciano ma Annie inizia una curiosa relazione epistolare via e-mail proprio con il cantante.

Produzione anglo-americana tratta dal romanzo omonimo di Nick Hornby (About a Boy, Non buttiamoci giù, Slam – Tutto per una ragazza, Brooklyn, An Education), autore quanto meno saccheggiato dal cinema adattato a questo giro da due grandi sceneggiatori del cinema indipendente americano: Jim Taylor (sceneggiatore di Alexander Payne, premio Oscar per Sideways) e Tamara Jenkins (anche regista di film come il bellissmo La famiglia Savage); alla regia invece c’è Jesse Peretz, un regista televisivo americano che dirige il traffico con mestiere più che con un qualche stile.

La materia di partenza, la storia, è un po’ già vista in classici del film sentimentale – a Notting Hill a C’è posta per te – ma sempre efficace, con in più una scrittura raffinata.
Il ritmo è lento ma coinvolgente: non si ride molto, più che altro si sorride, c’è una sorta di leggerezza e malinconia che pervade tutto il film. Un film godibile e intelligente rispetto anche a tante altre commedie sentimentali più prevedibili e volgari.

C’è molta umanità dentro, desiderio di un amore che vada oltre un’abitudine e il bisogno di una famiglia.

I tre personaggi principali sono tratteggiati con finezza per scrittura è interpretazione. La protagonista Annie è interpretata dall’australiana Rose Byrne che porta con eleganza i suoi quarant’anni, molto bella ma credibile come donna normale; mentre il suo compagno Duncan è il grande comico inglese Chris O’Dowd (I love Radio Rock), buffo, patetico adolescente mai cresciuto, ma con sprazzi di umanità e tenerezza. Vera star del cast è poi Ethan Hawke nel ruolo di Tucker Crowe, giovane nonno e adolescente cresciuto troppo in fretta.

Insomma un film confezionato bene, piacevole, godibile. Uno di quei film che si godono molto, di un intrattenimento sincero e intelligente, e che con la sua grande umanità può anche regalare qualche piacevole sorpresa.

 

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