Io credo nelle favole e nelle fiabe, mi piacciono i lieto fine e i “vissero felici e contenti”. In questo genere di opere apprezzo pure le regine e i re, le principesse e i principi, con tutto il seguito di duchi, conti e cavalieri. Ne leggo nei libri, mi appassionano certi film, ma nella vita vera è un’altra cosa!
Favole, fiabe, film, libri di questo genere sono nella maggior parte delle finzioni ben realizzate, seppur in alcuni casi ispirati a personaggi, periodi e fatti veri. Sappiamo che durano il tempo di un racconto, di un tot di pagine, e alcune ore al cinema o in tv, e poi basta.

Pensare oggi che si possano realizzare davvero, soprattutto se a pensarlo sono gli adulti, non è avere un sogno o credere nei sogni, bensì è stare fuori dalla realtà!

Non è più il tempo per i sovrani e i sudditi, per un gruppetto di privilegiati che vivono nel lusso e giocano con le corone, gli scettri e i troni. Forse non lo è stato mai, ma pazienza erano altri secoli e altri periodi! In merito alle recenti nozze dei reali di Inghilterra si è costruito questo mondo fatato, ancora una volta il circo mediatico ha sostenuto l’evento, ha offerto ore di diretta, per di più con la storia quasi perfetta del principino triste e della neo-principessina fuori dai canoni coronati per svariati motivi. Da più parti si è sostenuto che in mezzo alle brutture del mondo c’è bisogno di notizie e racconti come questi ed in fondo la presenza di tanti sudditi e turisti in loco e dietro lo schermo sembrano confermarlo. Peccato che è né più né meno quello che da sempre i potenti (re e regine inclusi salvo qualche “santo” caso) offrono in pasto ai poveri sottoposti per tenerli buoni, per farli sentire parte del regno, per dominarli.

Auguro felicità alla nuova coppia, ma ne auguro con più forza a quelle coppie che fanno un’enorme fatica ad arrivare al matrimonio, ad avere una casa, a poter festeggiare con la famiglia e gli amici, perché non possiedono le risorse. La vera favola è quelle di queste coppie in difficoltà o semplicemente ordinarie che superano le peripezie con i propri sforzi e di chi li vuole bene, per raggiungere un sogno.

Non è retorica, ma stare con i piedi per terra!

Ogni favola o fiaba piace perché è raggiungibile potenzialmente da tutti ed è democratica; ci si immedesima in un personaggio o in tutto il racconto, pur sapendo che si tratta di fantasia e che non importa che nella realtà tu sia ricco o povero, re o suddito, poiché nessuno potrà rubarti l’immaginazione. Invece, queste nozze inglesi (come altre dello stesso rango) sono tutto il contrario, pure quando lo sposo o la sposa provengono da famiglie per così dire “normali”; infatti non c’è democrazia, non sono per tutti, ma solo per un’élite che gode nell’esserlo giocando ogni tanto a fare i magnanimi. Tutto ciò sì che ruba l’immaginazione e la poesia, mettendo dinanzi la discriminazione e l’ingiustizia sociale. Magari ci fosse stato in diretta – come nel celebre racconto – un bambino a gridare dinanzi a tutti: “Il re è nudo!”.

Marco Pappalardo

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