Quel tempo tra il canto finale della messa e il rientro a casa

Quando usciamo dal cinema viene naturale parlare del film appena visto in compagnia, richiamando qualche scena in particolare. Quando andiamo a teatro, finito lo spettacolo, ci confrontiamo sulla bravura o meno degli attori, sui costumi indossati, sulla regia.

Dopo una partita allo stadio o al palasport è naturale commentare il risultato, l’arbitraggio, il gioco di squadra e la performance dei singoli. Nei primi due casi ci improvvisiamo critici attenti, nel terzo certamente bravi allenatori. Riguardo al cinema e al teatro non mancheremo di consigliare o sconsigliare la visione ad amici, parenti e conoscenti; in merito alla partita sceglieremo se andare anche alla successiva oppure preferire una passeggiata.

Sempre noi, gli stessi del cinema, del teatro, delle partite, che parliamo, ci confrontiamo, commentiamo, una volta fuori dalla chiesa, di chi o di cosa discutiamo?

Due settimane fa avevo chiuso così questa riflessione, convinto che potesse bastare, magari da arricchire con le risposte dei Lettori; poi, ho pensato di origliare davvero i discorsi della gente all’uscita delle celebrazioni ed ecco un tentativo di elenco, non una classifica ma quasi: – silenzio: si guarda il telefono, si ascoltano i messaggi vocali, occhio ai social – che cosa mangiamo per pranzo o cena (a seconda dell’orario della messa) – devo comprare il giornale, a te serve qualcosa? – chi erano quelli seduti due panche davanti a noi – li hai visti quei due? Ma è modo di vestirsi quando si va a messa? – c’era proprio freddo dentro – io i bambini piccoli non li porterei in chiesa perché disturbano – dovrebbero far togliere dall’ingresso coloro che chiedono l’elemosina – la predica è stata infinita! – gli avvisi sono stati più lunghi della predica! – che ci va a fare a messa quello se poi è un poco di buono – che belle canzoni!

E chi parla mai della Parola di Dio proclamata?

Chi di ciò che il Vangelo ha detto pochi minuti prima alla propria vita? Forse, ogni tanto, si commenta il contenuto di qualche omelia a seconda del sacerdote e soprattutto nel caso in cui o sia stato incredibilmente coinvolgente o abbia sproloquiato. Sembra che tutto finisca dentro le quattro mura, che debba restare ben chiuso, che non serva parlarne o confrontarsi, tanto – che fa – non sono cose che già si conoscono?

Tutto questo, naturalmente, avviene senza cattiveria ed in fondo, pensandoci bene, non siamo mai stati educati a questa prospettiva del subito dopo e del dopo messa. Prima sì, magari, se inseriti in cammini di gruppo e cenacoli, se avvezzi ai messalini, se seguiamo i programmi religiosi in tv e radio oppure qualche sito web. Dopo, però, una volta che “la messa è finita, andate in pace”, è finita davvero!

Marco Pappalardo da www.vinonuovo.it

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