di Marco Pappalardo

Un Vangelo che è la fine del mondo!

Il tempo di Avvento ci parla sia della conclusione del mondo così come è stato e lo conosciamo, sia del motivo per cui è stato creato e noi con lui. Ma sarebbe meglio dire ‘la’ fine del mondo o ‘il’ fine del mondo? Gli articoli sono entrambi significativi in questo caso e non lontani tra loro come sembra. Solo il Creatore può conoscere l’inizio, la fine e il perché, le creature possono al massimo partecipare facendo del proprio meglio o del proprio peggio, tutto il resto è vanità su questa Terra!

Dante questo lo sapeva bene e così nel III Canto del Purgatorio fa dire a Virgilio:

Matto è chi spera che nostra ragione

possa trascorrer la infinita via

che tiene una sustanza in tre persone.

State contenti, umana gente, al quia;

ché se potuto aveste veder tutto,

mestier non era parturir Maria;

e disiar vedeste sanza frutto

tai che sarebbe lor disio quetato,

ch’etternalmente è dato lor per lutto:

io dico d’Aristotile e di Plato

e di molt’altri»; e qui chinò la fronte,

e più non disse, e rimase turbato.

Ciò non vuol dire che gli studi, la preghiera, la liturgia, la scienza, la teologia, la dottrina siano vane, ma solo che si riempiranno del vero senso in un tempo che non ci è dato di conoscere; insomma, attesa e vigilanza per non perdersi il momento opportuno, cioè viviamo adesso con tutto l’Avvento possibile per prepararci al Natale!

Anche la prospettiva de ‘la fine del mondo’ è coinvolgente, in fondo questa locuzione la usiamo normalmente per qualcuno o qualcosa di bello e positivo, che ci stupisce, che persino amiamo: “Tu sei la fine del mondo!”. Qualcuno almeno una volta ce l’avrà detto e pure noi l’avremo detto, e mai con un’accezione negativa.

E se vale per l’umanità come non può valere per Gesù? Che Gesù ritorni è la fine del mondo!

E ce lo conferma il profeta Geremia: “Ecco, verranno giorni – oracolo del Signore – nei quali io realizzerò le promesse di bene che ho fatto alla casa d’Israele e alla casa di Giuda. In quei giorni e in quel tempo farò germogliare per Davide un germoglio giusto, che eserciterà il giudizio e la giustizia sulla terra. In quei giorni Giuda sarà salvato e Gerusalemme vivrà tranquilla, e sarà chiamata: Signore-nostra-giustizia”. La Parola di Dio in Avvento, quindi, non deve atterrire bensì far superare la paura con la speranza; e poiché tra gli atteggiamenti suggeriti sono “che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita”, cioè in scelte che ci rendono tristi, perdonerete quest’ultima citazione ‘col sorriso’ tratta da una canzone interpretata a Sanremo da Gigi Sabani:

Non mi dire, non mi dire cosa ci potrà capitare

vedo già la gente uscire come fosse ferragosto al mare

c’è chi va in macchina o col treno in direzione Vaticano

che confusione generale

C’è Vasco Rossi e Dalla, in prima fila Celentano

e finalmente le otto, c’è una grande tensione

C’è chi piange e chi ride, siamo in mondovisione

Dal suo aereo privato

è proprio Gesù

io quasi quasi gli do del tu.

Me lo aspettavo un po’ più biondo

è arrivata la fine del mondo.

E adesso cosa gli racconto

è arrivata la fine del mondo.

E adesso dove mi nascondo

è arrivata la fine del mondo.

Allora vengo da te

oppure vieni da me

ma dove andiamo?!

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