di Riccardo Vaccari

Come spiega la seconda di copertina, il libro di Matt Haig è una storia bellissima in cui riconoscersi, per piangere su tutto ciò che perdiamo e per rallegrarsi delle meraviglie della vita.

Tom, il nostro protagonista, ha una sindrome rara per cui invecchia molto lentamente. Ha vissuto in cinque secoli diversi e mantiene ancora il fisico di un uomo di mezza età. Lo so cosa state pensando, questa storia è troppo fantasy per i vostri gusti e forse non lo leggerete. Sbagliereste. Perché il libro è molto più profondo di quello che in realtà appare.

È un viaggio dentro la solitudine, nell’impossibilità di amare e cementare rapporti duraturi con coloro con cui vorremmo condividere la nostra vita.

Ma Tom ha ceduto. Si è innamorato ed ha messo in pericola la sua stessa famiglia in un’epoca dove la caccia alle streghe non era solo un modo di dire. Ora sente il peso del passato che lentamente sopprime ogni sua velleità di ricominciare. Ma l’amore non fa sconti, è nella natura delle cose. La storia era ed è una strada a senso unico.

Ci sono esperienze che abbiamo regalato a persone che poi abbiamo perduto, sogni svaniti che la solitudine non può che acuire. Bisogna però continuare a camminare in avanti, ma non si è obbligati a guardare sempre avanti. A volte ci si può semplicemente guardare intorno, senza paura, ed essere felici proprio li dove si è.

Ed allora Tom sceglierà di vivere, perché nei momenti traboccanti di vita il presente dura per sempre.

Genere: Narrativa sentimentale e un po’ fantasy

 

 

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