Tredici anni fa prendevo in mano per la prima volta un libro che narrava la storia dell’iniziazione di un ragazzo verso un mondo meraviglioso. Era L’ombra del vento, uno dei libri più belli che ho letto in vita mia.

Oggi sono qui a raccontarvi della fine di una saga meravigliosa. Il labirinto degli spiriti.

Quasi sicuramente sarà il capitolo finale di un emozione che a mio avviso ha pochi precedenti nella storia della letteratura moderna. Zafon ci ha regalato l’ennesima perla di un viaggio che nessuno di noi avrebbe voluto concludere.

Come diceva l’altro giorno una cara amica che aveva terminato prima di me la lettura personaggi come Daniel e Fermin ci rimarranno sempre nel cuore. Avranno un posto speciale perché insieme a loro abbiamo sofferto, pianto e sorriso grazie a questo incredibile autore che ci ha cullato nella sua magica Barcellona. In quest’ultimo viaggio ci ha regalato altrettanti personaggi straordinari in un caleidoscopio di situazioni che alla fine hanno chiuso il miraggio di prospettive iniziate varcando per la prima volta la soglia del Cimitero dei libri dimenticati.

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Quello che Zafon non ha dimenticato ed è stata l’ispirarazione di quest’opera sono le migliaia di bambini rubati ai genitori legittimi durante il periodo franchista e rivenduti a famiglie facoltose spesso legate al regime. Un onta che i recenti governi Zapatero e Rajoy ancora non hanno saputo o potuto lavare.

Nel labirinto degli spiriti le donne diventano protagoniste, intrecci come arabeschi ci conducono a dipanare la matassa che Il prigioniero del cielo aveva sapientemente tessuto. Troveremo tutti quei personaggi come David Martin ed il perfido Valls che regaleranno nuova luce ai misteri della famiglia Sempere. La voglia di vendetta di Daniel, il pragmatismo sagace di Fermin, l’ombra furtiva di Alicia per un finale di romanzo che Zafon ha dipinto meno soprannaturale e piu thriller noir.

E’ stato bellissimo ritornare in Calle Santa Ana, aprire per l’ultima volta le porte della libreria Sempere e figli, sentire tra le labbra il sapore di quest’ultima Sugus. Invidio dal profondo del cuore coloro che ancora si debbono cimentare con la lettura di questa tetralogia, per un emozione che li accompagnerà per la prima volta verso una storia bellissima.
La nostra ultima speranza è una bambina di dieci anni e la promessa che suo padre le ha fatto, sotto la luna che che illumina le Ramblas come un nastro d’argento che guida i suoi passi…

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