A caccia di “momenti speciali”

da | 21 Apr 2015 | Genitori

Dall’ecografie prenatali fino all’ultimo respiro, oggi c’è la possibilità di immortalare ogni momento della vita.

Incantati dalle immagini, armati di megapixel, siamo sempre pronti a metterci in posa in attesa di inquadrare qualcuno o qualcosa. Il desiderio di catturare con il teleobiettivo “momenti speciali” a volte ci toglie la spontaneità di godere un bel paesaggio, un tramonto o una passeggiata con gli amici.

Umberto Eco –ricordi di un viaggio nel 61’
”Naturalmente mi ero portato una macchina fotografica e ho fotografato tutto incessantemente… ma di quel viaggio non ricordo più niente. Ero troppo occupato a fotografare e non ho guardato. Da quel giorno non ho mai più fatto fotografie”.

McLuhan diceva che i media sono una estensione di noi stessi ed hanno il potere di plasmare la nostra mente ed “imporre agli incauti i propri presupposti”.

In questa nostra società multimediale dominata dai media dove già di buon mattino ci propinano messaggi da paradiso terrestre:
“Sei un campione, ti meriti di più, solo per te”, si fa in fretta a credere di essere unici, importanti e irrepetibili.

In molti di noi cresce il desiderio di scrivere il romanzo della propria vita o, meglio, raccontarla con migliaia di fotografie, perché un’immagine dice più di mille parole.

Tramandare la propria presenza è un’antica aspirazione, e oggi grazie alle nuove tecnologie, dove i cellulari più semplici hanno una telecamera, i nostri ricordi sono sempre più dettagliati e facili da conservare.
Le nostre foto non stanno più sul comò di casa a prendere polvere, ma faranno il giro sul rete dove il nostro potenziale pubblico è infinito.

“Il fotografo è un cacciatore”- Susan Sontag

Certo che ossessionati dalle immagini, siamo sempre in caccia di “momenti speciali” soprattutto noi genitori.
Tutto quello che fa il cucciolo ci sembra meraviglioso e richiama inquadrature da più angoli.
Non perdiamo l’occasione per dare importanza allo scatto e trasmettiamo questa passione ai nostri figli già della nascita.
Quando in famiglia arriva un bebè l’evento è ben celebrato da decine di flash e già sogniamo di vederlo presto in tv come protagonista di qualche pubblicità.
Dopo qualche anno, appena lasciati i pannolini, i nostri figli davanti all’obiettivo posano da veri attori con sorrisi e smorfie disarmanti, a tal punto da sembrare finti.
D’altra parte chi di noi non aspirerebbe ad avere una figlia fotogenica, affascinante come Kristina Pimenova, piccola modella russa di 9 anni, considerata la più bella bambina del mondo con più di 2 milioni “mi piace” su Facebook.
Non c’è niente da fare, le fotografie sono la nostra debolezza e, per farla breve, per i più edonisti ci vorrebbe un fotografo personale che ci segua ovunque.

TROPPI RICORDI DIGITALI

Gli antichi greci con i loro studi, osservando la luce e l’ottica, hanno dato il nome (fotografia – “scrivere con la luce”) e partendo dalla prima vera fotografia realizzata intorno 1826, siamo arrivati ad oggi dove grazie alla tecnologia digitale possiamo produrre e memorizzare “tutti i nostri ricordi”. Stiamo affondando nei file, non c’è tempo di rivedere le vecchie fotografie e siamo spesso tratti in confusione.

Un pasticcio che, secondo Umberto Eco, può ledere la nostra memoria:
“Avremo allora una quantità tale di registrazioni da perdere ogni possibilità di filtraggio. Cioè l’ammasso di fotografie sarà come Internet un “Funès el memorioso”, che ricorda tutto e pertanto non sa più che cosa è importante ricordare…

Forse avevano ragione le tribù primitive di temere che le foto rubano l’anima; solo che oggi senz’anima ci rimarrà quello che sta dietro l’obiettivo cioè noi, fotografi digitali.

Bojana Ninkovic

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