Open Day 2019-2020

Open Day 2019-2020

“Vi voglio felici nel tempo e nell’eternità” affermava Don Bosco nella famosa lettera da Roma del 1884.

E questa volontà di gioia l’hanno raccolta le Figlie di Maria Ausiliatrice, conosciute anche come salesiane di Don Bosco.
Nelle nostre scuole, insieme con i docenti laici, i genitori e i ragazzi stessi, cerchiamo di realizzare il sogno del santo dei giovani, cioè quella felicità che si raggiunge quando, come voleva Don Bosco, si vive da buoni cristiani e onesti cittadini!

 

Ecco le date degli Open day delle nostre scuole in Lombardia:

 

MESE DI OTTOBRE

Sabato 19/10

Sabato 26/10

  • Scuola Primaria e Secondaria 1° grado – CASTELLANZA
  • Scuola Primaria e Secondaria 1° e 2° grado – MILANO – Volantino

 

MESE DI NOVEMBRE

Sabato 9/11

  • Scuola Infanzia e Primaria – MILANO – Volantino
  • Scuola Primaria – CINISELLO BALSAMO – Volantino

Venerdì 15/11

Sabato 16/11

  • Scuola Primaria e Secondaria 2° grado – VARESE
  • Scuola Infanzia – CINISELLO BALSAMO – Volantino
  • Scuola Infanzia, Primaria e Secondaria 1° grado – SAN DONATO MILANESE
  • Scuola Infanzia, Primaria e Secondaria 1° grado – MELZO
  • Scuola Infanzia e Primaria – LODI
  • Scuola Infanzia – LEGNANO
  • Scuola Infanzia, Primaria e Secondaria 1° grado – PAVIA – Volantino
  • CFP – PAVIA – Volantino
  • CFP – VARESE – Volantino
  • CFP – CESANO MADERNO – Volantino
  • CFP – CINISELLO BALSAMO – Volantino

Giovedì 21/11

Giovedì 28/11

  • Scuola Infanzia “Cornelio” – CINISELLO BALSAMO

Sabato 30/11

  • Scuola Primaria e Secondaria 1° grado – CASTELLANZA
  • Scuola Infanzia – SONDRIO
  • Scuola Infanzia – SAMARATE – Volantino
  • Scuola Primaria e Secondaria 1° e 2° grado – MILANO – Volantino
  • CFP – CINISELLO BALSAMO – Volantino

 

MESE DI DICEMBRE

 

Martedì 3/12

  • Open Night Secondaria 2° grado– MILANO – Volantino

Mercoledì 4/12

  • Scuola Infanzia “San Martino” – CINISELLO BALSAMO

Giovedì 5/12

  • Scuola Infanzia “S. Anna” – BUSTO ARSIZIO – Volantino

Venerdì 13/12

Sabato 14/12

  • Scuola Infanzia – CASTANO PRIMO
  • CFP – CASTELLANZA
  • Scuola Secondaria 1° grado – VARESE

 

MESE DI GENNAIO

Venerdì 10/01

Sabato 11/01

  • Scuola Infanzia, Primaria e Secondaria 1° e 2° grado – VARESE
  • Scuola Infanzia, Primaria e Secondaria 1° grado – PAVIA – Volantino
  • CFP – VARESE – Volantino
  • CFP – PAVIA – Volantino
  • CFP – CASTELLANZA

Giovedì 16/01

  • Open Night Scuola Infanzia e Secondari 2° grado – MILANO – Volantino

Sabato 18/01

Care mamme esco dal gruppo Whatsapp

Care mamme esco dal gruppo Whatsapp

di Sara De Carli per Vita.it

È l’amaro messaggio di Antonella, mamma di Hakim. Ora lui frequenta un’altra scuola, la terza che ha cambiato, «dove spero sia accolto come merita». La scuola, con i bambini adottati, non è inclusiva: anzi, troppo spesso è luogo di «una sofferenza insostenibile». Un grido di dolore in quindici lettere.

«Carissime mamme, mi elimino dal questo gruppo WhatsApp. Me ne libero. Trenta messaggi al giorno, su facezie varie che vanno dalla scelta del colore più idoneo per il nastrino del regalo per la maestra Carla, ai 347 commenti per esprimere preoccupazione per il fatto che la nostra classe sia indietro di “ben” due tabelline rispetto alla C. […] Tanto tempo. Troppo, in rapporto allo zero totale di risposte ai miei tentativi di comprendere perché mio figlio Hakim torna a casa da scuola piangendo un giorno sì e l’altro pure. Vi ho chiesto un incontro, ho anche prenotato, due sabati fa, una saletta in oratorio e avevo preparato anche un ciambellone ai mirtilli. Volevo sedermi con voi e provare a spiegarvi cosa sente un bambino adottato quando i compagni gli dicono che io non sono la mamma vera, che lui è stato abbandonato e che non giocano con lui perché “l’è negher” e che tutti quelli come lui sono figli di ladri. Ma eravamo solo in tre. Io e le mamme dei suoi unici amici: Abdulah e Davide che, seppur in sedia a rotelle, è – a suo dire – il più veloce a venirgli vicino quando si sente triste. Nessuna di voi si è presentata».

È l’amara, amarissima lettera di Antonella, mamma di Hakim, alle mamme dei compagni di classe di suo figlio. Ora Hakim è in un’altra scuola, la terza che ha cambiato, «dove spero sia accolto come merita». Hakim è stato adottato e la sua storia è simile a quella di tanti altri bambini. Perché la scuola è un tassello critico per tanti bambini che sono nati da un’altra parte del mondo e hanno dentro di sé la ferita dell’abbandono.

La lettera della mamma di Hakim fa parte del volume “Cara scuola…”: quindici lettere scritte direttamente da alunni adottati e da genitori, per narrare una sofferenza inimmaginabile e una guerra combattuta in solitudine, una realtà che va in scena, non vista, nelle nostre aule, mattina dopo mattina.

Lettere che raccontano una scuola che è un «campo di battaglia», un luogo di «sofferenza inimmaginabile». Scenario e causa essa stessa (che è pure peggio) di «una sofferenza insostenibile», di un «disagio che arriva a minare serenità e autostima». Esistono delle Linee di Indirizzo per il Diritto allo Studio degli alunni adottatiinserite anche nella legge 107/2015ma secondo UFAI sono applicate in meno del 20% delle scuole. A curare la pubblicazione è stata l’Unione Famiglie Adottive Italiane (UFAI): «Un piccolo libro che non parla di scuola, ma alla scuola», spiega Elena Cianflone, la presidente di UFAI, che ha curato il volume con Gianluca Rocchi.

Perché in verità la scuola potrebbe fare molto per accrescere la sicurezza e la stima dei bambini adottati, ma troppo spesso è impreparata e distratta, poco “accogliente”: «impreparata a leggere cosa ci sia dietro quei silenzi, quelle difficoltà di attenzione, linguistiche o a quegli atteggiamenti oppositivi o di chiusura di un alunno adottato».

Sono storie vere, anche se leggendole verrebbe da difendersi dalla realtà etichettandole come storie “al limite”: «in realtà sono molto diffuse», si legge subito nella prefazione, a smontare la tentazione.

C’è Sergej, che – arrivato in Italia a giugno 2013 dalla Bielorussia e a settembre già a scuola – non poteva andare in bagno finché non pronunciasse bene la parola “pipì”, con l’accento – «ma era la prima primaria, non sapevo ancora parlare bene l’italiano e nella mia lingua d’origine quell’accento sulla “i” non l’abbiamo».

O E.B.M, che a scuola i compagni chiamano «zingara» e «principessa dei topi».

Più di una denuncia, questo libro «è un urlo di dolore che racconta la sofferenza per la mancata inclusione scolastica». Perché «questi ragazzi sono una preziosissima risorsa per ogni gruppo classe. Infatti, sensibilità, empatia, resilienza, capacità di condivisione e accoglienza, sono tra le caratteristiche che i nostri figli hanno formato nella loro permanenza in istituto, per poter sopravvivere. Qualità di cui la nostra società in questi tempi ha un grande bisogno e dovrebbero essere tra i valori più alti che la scuola possa promuovere», riflette Cianflone.

E invece fa finta di nulla la scuola e facciamo finta noi genitori. «Nessuna di voi si è presentata», concludeva la mamma di Hakim nella sua lettera. «Peccato! Avrei potuto spiegarvi perché è così arrabbiato a volte e perché lunedì ha strappato il quaderno di Edoardo e dato un calcio a Lorenzo. Avremmo potuto insieme capire perché sulla chat dei nostri figli compaiano frasi inaccettabili come: “torna da dove sei venuto” o “ se la tua vera mamma non ti ha voluto, perché dovremmo volerti noi?” Sì, perché i vostri figli queste cose le dicono. Le dicono. E le scrivono. Vi ho invitato a leggere la chat dei vostri figli. A discutere con loro. Ma mi avete risposto che hanno il diritto alla loro privacy e che proprio no, non si può leggere la loro chat». Così Hakim è in una scuola nuova. Per la terza volta. Buona fortuna, Hakim.

“Cara scuola…” contiene anche due lettere scritte da due insegnanti al momento dei saluti con due loro alunni, esempio di “scuola che funziona” ed è completato da un vademecum scritto dalla Margarita Soledad Assettati (specialista in adozione e formatrice, oltre che figlia adottiva) e rivolto ai docenti che, avendo in classe un alunno adottato, desiderino rendere l’esperienza scolastica più serena. La versione digitale, gratuita, è scaricabile qui mentre la versione cartacea e l’ebook sono disponibili su molti bookstore.

IRC: ascolto di domande più profonde

IRC: ascolto di domande più profonde

L’insegnamento della religione cattolica (IRC) intende essere, all’interno di tutto il mondo della scuola, “un’occasione di ascolto delle domande più profonde e autentiche degli alunni, da quelle più ingenuamente radicali dei piccoli a quelle talora più impertinenti degli adolescenti.

Le indicazioni didattiche in vigore per l’IRC danno ampio spazio a queste domande; a loro volta, gli insegnanti di religione cattolica sono preparati all’ascolto, presupposto per sviluppare un confronto serio e culturalmente fondato”.

Lo scrive la presidenza della CEI nel messaggio rivolto a studenti e genitori che nei prossimi giorni dovranno decidere se avvalersi o meno dell’IRC per l’anno scolastico 2018-19.

Nel richiamare il Sinodo dello scorso ottobre, la CEI evidenzia come i giovani si siano dimostrati “sensibili alla figura di Gesù, quando viene presentata in modo attraente ed efficace”, e desiderosi di conoscerlo.

Frutto della revisione del Concordato del 1984, l’insegnamento della religione cattolica (IRC) “si è ormai consolidato come apprezzata componente del curricolo scolastico ed è scelto da una maggioranza ancora cospicua di studenti e famiglie, che vi trovano risposta soprattutto in termini di formazione personale, di proposta educativa e di approfondimento culturale”.  

“Nel cercare di rispondere sempre meglio a tali aspettative, gli insegnanti di religione cattolica – prosegue il testo – potranno trovare ulteriori e importanti sollecitazioni dal Sinodo dei vescovi che si è concluso nelle scorse settimane e che è stato dedicato proprio ai giovani, cui la Chiesa intende rivolgere un’attenzione sempre maggiore”.

Tra le numerose tematiche discusse, i vescovi italiani evidenziano il richiamo legato alla domanda di ascolto che viene dal mondo giovanile e riportano questo passaggio del Documento finale del suddetto Sinodo:

“I giovani sono chiamati a compiere continuamente scelte che orientano la loro esistenza; esprimono il desiderio di essere ascoltati, riconosciuti, accompagnati.

Molti sperimentano come la loro voce non sia ritenuta interessante e utile in ambito sociale ed ecclesiale. In vari contesti si registra una scarsa attenzione al loro grido, in particolare a quello dei più poveri e sfruttati, e anche la mancanza di adulti disponibili e capaci di ascoltare”.

L’IRC, si legge ancora nel messaggio dei vescovi italiani, “è il luogo più specifico in cui, nel rigoroso rispetto delle finalità della scuola, si può affrontare un discorso su Gesù. Come insegna Papa Francesco, non si tratta di fare proselitismo, ma di offrire un’occasione di confronto per lasciare che ognuno possa, nell’intimo della propria coscienza, trovare risposte convincenti”.

Di qui l’auspicio che “anche quest’anno siano numerosi gli alunni che continueranno a fruire di tale offerta educativa, finalizzata ad accompagnare e sostenere la loro piena formazione umana e culturale”.

Leggi il messaggio

 

Fonte: Agensir

Open Day 2018/2019 in Lombardia

Open Day 2018/2019 in Lombardia

“Vi voglio felici nel tempo e nell’eternità” affermava Don Bosco nella famosa lettera da Roma del 1884.

E questa volontà di gioia l’hanno raccolta le Figlie di Maria Ausiliatrice, conosciute anche come salesiane di Don Bosco.

Nelle nostre scuole, insieme con i docenti laici, i genitori e i ragazzi stessi, cerchiamo di realizzare il sogno del santo dei giovani, cioè quella felicità che si raggiunge quando, come voleva Don Bosco, si vive da buoni cristiani e onesti cittadini!

Ecco le date degli Open day delle nostre scuole in Lombardia:

 

MILANO VIA BONVESIN DE LA RIVA       volantino

Sabato 10 novembre 2018

Venerdì 30 novembre 2018 – SCUOLA DELL’INFANZIA      volantino

 

LODI                     volantino

Sabato 10 novembre 2018

 

LECCO                 volantino            volantino infanzia

Sabato 17 novembre 2018   

Sabato 12 gennaio 2019

CASTELLANZA               volantino

Sabato 17 novembre 2018   

Sabato 12 gennaio 2019

MELZO                volantino

Sabato 17 novembre 2018         

 

PAVIA                  volantino

Sabato 17 novembre 2018

Sabato 19 gennaio 2019

 

SAN DONATO MILANESE            volantino

Sabato 17 novembre 2018

 

VARESE               volantino

Sabato 17 novembre 2018

Sabato 12 gennaio 2019

 

BRESCIA              volantino

Venerdì 23 novembre 2018

 

LEGNANO           volantino

Sabato 24 novembre 2018

 

SAMARATE

Sabato 1 dicembre 2018        volantino

 

SONDRIO

Sabato 1 dicembre 2018        volantino

 

BUSTO ARSIZIO

Scuola Crespi: 9 gennaio h. 17.30-19.30

Scuola S. Anna: 15 gennaio h. 17.30-18.30         volantino

 

Open Day Centri di Formazione Professionale:

 

Cinisello Balsamo (MI)

Sabato 17 novembre alle ore 9.30
Sabato 1 dicembre alle ore 9.30
Venerdì 11 gennaio 2019 alle ore 18.00
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Milano

Giovedì 29 novembre dalle 17.00 alle 19.00
Sabato 19 gennaio 2019 dalle 9.00 alle 13.00
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Cesano Maderno (MB)

Sabato 24 novembre dalle 10.00 alle 12.30
Venerdì 18 gennaio 2019 dalle 16.30 alle 19.00
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Castellanza (VA)

Sabato 17 novembre dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 16.30
Sabato 12 gennaio 2019 dalle 9.30 alle 12.30
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Pavia

Sabato 17 novembre dalle 8.00 alle 13.00
Sabato 19 gennaio 2019 dalle 8.00 alle 13.00
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Varese

Sabato 17 novembre dalle 9.00 alle 13.00
Sabato 12 gennaio 2019  dalle 9.00 alle 13.00
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Consigli per chi ha un figlio non lettore

Consigli per chi ha un figlio non lettore

di Emanuele Fant per Credere

I ragazzi che non amano i libri non li apprezzeranno con l’obbligo. Le strategie più convincenti passano dalla testimonianza in prima persona.

Caro genitore, che guardi con sospetto tuo figlio che non ha messo nessun libro nella valigia del mare, ti devo parlare. È dimostrato che nessuno si può appassionare per obbligo. Quindi, se speri di vederlo immerso nelle pagine come effetto della tua arrabbiatura, inizi male. Piuttosto fai sparire i libri dagli scaffali, trattali con il riserbo di formulari per iniziati. Svendere un prodotto ne diminuisce il valore. Sfrutta le leggi del mercato (e il potere della proibizione).

Se ancora non ti implora, considera che il gusto per la lettura si sviluppa per imitazione dei familiari. Quindi smettila di screditare il professore di italiano, a tuo parere troppo blando, e prendi in mano tu stesso Jane Austen o un saggio su Napoleone (mentre leggi, il tuo viso deve dire che ti piace).

Se con l’esempio hai ottenuto delle attenzioni, ricorda che il trasporto per un libro è sempre un fatto personale. Quindi non imporgli Kipling perché ha commosso te alle elementari. Gli scaffali delle biblioteche formano strani labirinti con una precisa intenzione: ognuno ci si deve perdere in maniera personale.

Se il tuo giovane bibliofilo vuole iniziare con Colpa delle stelle al posto di Tolstoj, non ti scandalizzare. In ogni svezzamento stanno prima le miscele digeribili, ma che assicurino un buon sapore. Nessuno ti impedisce di assaggiare: scoprirai che spesso i libri commerciali sono buone letture a cui facciamo scontare la capacità di esprimersi in modo trasversale.

Se l’applicazione di questo prontuario si dovesse rivelare un fallimento, ti consoli il fatto che i ragazzi non rischieranno mai di rimanere senza storie. I filologi del futuro non faranno quasi certamente distinzione tra una buona sceneggiatura di una serie tv americana e le sorprendenti trame dell’Ariosto.

Ricorda che la letteratura serve la vita, ma non le è mai superiore. È un peccato non riconoscerne il valore, ma è una forma di perversione anche viaggiare in treno con un libro in mano, senza mai buttare uno sguardo incuriosito fuori dal finestrino.

Distrazione a Messa o forse no

Distrazione a Messa o forse no

Capita a tutti di non riuscire a concentrarsi durante la Messa e, nonostante il desiderio di partecipare al meglio, di distrarsi facilmente.

Ci sono domeniche in cui le difficoltà aumentano e quest’ultima non è stata da meno: vado in una parrocchia in cui non ero mai stato, dunque tutto ciò che mi circonda è nuovo e da vedere a livello artistico, architettonico, umano; arrivo nell’orario in cui c’è anche la celebrazione di un Battesimo, quindi liturgia più lunga e, ad una prima occhiata, parte degli invitati non molto avvezzi alle cose di Chiesa; ci sono diversi bambini, alcuni con i catechisti, altri più piccoli con i genitori, e di conseguenza il movimento è assicurato.
La Messa comincia con il suono dell’organo al massimo, che sveglia la bimba da battezzare, che giustamente si fa sentire coprendo quasi il canto del coro, grazie pure alla sorellina un po’ più grande che si accoda al pianto strillante. Un distinto signore dietro di me inizia a lamentarsi dicendo al vicino che “i bambini dovrebbero tenerli a casa e non portarli in chiesa a questa età” ed io penso tra me e me “e se fosse rimasto lui oggi a casa alla sua età?”. La Liturgia della Parola procede senza troppi intoppi e il Vangelo sull’amore e l’amicizia mi rasserena.
Poi l’omelia, il momento più impegnativo, in alcuni parti troppo “alta” per il tipo di assemblea, in altre tocca il cuore ma si ferma poco prima di entrare nella vita quotidiana, peccato!
Intanto uno dei bambini gioca lungo la navata laterale con un’automobilina rossa che sfreccia alla grande sui marmi; ma così è troppo facile ed anche faticoso, visto che deve andare a recuperarla ogni volta. Comincia allora a lanciarla in aria e a farla volare dal gradino di un altare laterale con un certo rumore; mentre i genitori cercano di fermarlo inutilmente con lo sguardo, dal quadro sopra l’altare San Giuseppe sembra guardarlo sorridente!

Nel frattempo nella stessa navata, proprio accanto a me, una signora – ancora giovane ma visibilmente ammalata – giunge trasportata da una parente sulla sedia a rotelle; mi colpiscono lo sguardo triste della signora e le carezze della parente nel momento in cui il sacerdote ricorda “che non c’è amore più grande”! Non c’è niente da fare, nessun sorriso, neanche quando mi avvicino – spostandomi appositamente parecchio dal posto – per scambiare il segno della pace.

Proprio quando sto pensando “almeno ci ho provato!”, un altro bambino inizia a passare tra me e lei, lungo la navata, spingendo il passeggino con la sorellina; il gioco piace alla piccola, visto che il fratello aumenta la velocità sotto gli occhi vigili dei genitori, e sorride con degli occhioni straordinari. Più volte il passeggino con la bimba e la carrozzella con la signora si incrociano, fino a che quegli occhioni e una dolce risata strappano il sorriso alla signora, e poi un altro ed un altro ancora, che coinvolgono pure la parente e me che, distratto durante il ringraziamento, osservo commosso la scena.

Distratto? Direi meglio “attratto”!

Sì, perché il mio ringraziamento è stato aiutato da quei bambini, da quella signora, dall’amorevole parente, facendo risuonare dentro di me le parole di Gesù “perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena”.

Marco Pappalardo

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