Sposarsi oggi: il dono del “per sempre”

da | 21 Nov 2017 | Giovani

Anche l’amore ha bisogno di modelli: nel cammino verso il Sinodo Federica e Andrea raccontano che cosa li ha condotti al matrimonio.

Ci siamo conosciuti 10 anni fa nell’estate 2007 e quest’anno l’8 luglio 2017 ci siamo sposati. Federica 29 anni insegnante e Andrea 28 anni magazziniere. Ci siamo incontrati in una vacanza dell’oratorio quando avevamo rispettivamente 19 e 18 anni, si può dire sia stato un colpo di fulmine! Ci siamo innamorati e da allora non ci siamo più lasciati. Ci sono stati problemi e preoccupazioni, ma è sempre stata più forte la voglia di stare insieme e di affrontare insieme le cose della vita, grandi o piccole, belle o brutte che fossero. Insomma siamo stati fidanzati per tanto tempo, vorrà dire qualcosa?

Sì, ma il passo non è stato obbligato, c’è stata una scelta comune, un pensiero condiviso. Sposarsi oggi. La domanda è: perché? Vista così la cosa suona quasi ironica eppure la questione non è così banale. Sicuramente era in noi vivo il desiderio di condividere del tempo e dello spazio insieme, di uscire dal nido comodo e caldo delle nostre rispettive case a costo di scontrarci sulle piccole cose, al costo di fare la fatica di smussare ancor di più gli angoli dei nostri diversi caratteri.

Ma perché sposarsi oggi e perché in chiesa?

Ci si può chiedere infatti se non era meglio sposarsi in comune, magari convivendo almeno per un periodo prima del matrimonio, se non era meglio convivere e basta o se davvero ne sia valsa la pena dirsi “sì” per sempre. Ce lo si chiede perché la realtà oggi è questa: sempre più spesso le coppie decidono di voler vivere insieme, ma alla condizione di rimanere liberi da ogni vincolo, da ogni obbligo e da ogni definitezza. Ma così facendo si è veramente liberi? La libertà non è mai “libertà da”, è sempre “libertà di”. La vera libertà è quella di scegliere una persona e di scegliere di amarla. Amare infatti è molto più che convivere, è vivere per l’altro.

Certo, amare non è facile: implica impegno, responsabilità, sacrificio, maturità. Ma è proprio qui il bello: è uno sforzo, si deve far fatica per conquistarlo. Oggi si tende a disimpegnarsi, deresponsabilizzarsi, a non volere una relazione seria, a pensare a sé stessi, a voler essere conquistati ma a dare la colpa all’altro se le cose non funzionano, a preferire il “per il momento”.

Ma se amiamo davvero, amiamo per sempre.

La difficoltà del “per sempre” c’è ed è umana: sembra impossibile pensare all’eternità ora, essere tanto sicuri di una nostra scelta da decidere che sia per tutta l’eternità!
Questa difficoltà è di tutti e in fondo si connette alla più generale paura dell’ignoto e alla subdola e costante paura del fallimento. Anche noi abbiamo fatto i conti con le nostre paure. Una di queste è la paura di non bastare all’altro o che l’altro non ci basti così com’è. Il pensare che esistono milioni di persone a questo mondo e chissà se noi avremo la forza di rimanere fedeli l’un l’altro o chissà se ci ameremo sempre con la stessa intensità, chissà se cambierà qualcosa anche nel nostro amarci, chissà se riusciremo ad andare oltre le nostre idiosincrasie.
Ma è la paura stessa ad essere il vero ostacolo dell’amore. Non si deve avere paura di nulla, tanto meno di sbagliare. Si deve al contrario avere il coraggio di sbagliare, che è poi il coraggio di amare, di buttare il cuore oltre l’ostacolo e di farlo con gioia.

Noi non siamo perfetti, nessuno di noi lo è. Se accettiamo la nostra imperfezione e quella dell’altro, accettiamo di aver bisogno dell’altro, di non bastare a noi stessi. Se fossimo perfetti, se tutto andasse sempre alla perfezione così come abbiamo pianificato nella nostra testa, non avrebbe senso l’esistenza di qualcun altro, non avrebbe senso amare. E invece ci accorgiamo di aver bisogno di amare, di aver bisogno di Altro nella nostra vita, di Qualcuno e di Qualcosa di più grande. E ci accorgiamo che questo è il Senso e la Direzione del nostro amore.

Noi abbiamo sperimentato la gioia di questo amore in particolare nel giorno del nostro matrimonio in cui l’emozione si è mescolata ai volti delle persone che conosciamo, alla bellezza del festeggiare insieme un presente così forte e pieno che rimarrà indelebile nel futuro. Ci siamo lasciati guidare anche dalle parole di S. Agostino, che abbiamo scelto per i nostri ringraziamenti, in particolare quando dice: “la misura dell’amore è amare senza misura”. Queste parole ci sembra che trasformino la paura, la vertigine dell’eterno in qualcosa di grande, di smisurato in quanto infinitamente buono. E noi ci siamo sentiti chiamati a questa dismisura, chiamati a puntare in alto: che poi è il significato stesso della parola “vocazione”.

Per noi la vocazione del matrimonio si traduce in un dono e un compito.

Un dono, perché è qualcosa di gratuito che riceviamo da Dio, è qualcosa che ci guida verso il bello, ci vivifica e ci rafforza, è qualcosa che ci ricorda che non ci siamo fatti da noi stessi, che è divino il dare ma anche il ringraziare, il lasciarsi amare. Un compito, perché questo dono lo dobbiamo custodire e far fruttare, lo dobbiamo coltivare giorno per giorno.
Siamo esseri in cammino: ognuno di noi cammina sempre verso l’altro e insieme verso Dio. Nulla è già dato, per fortuna, siamo noi che decidiamo di collaborare alla continua Creazione di Dio che in ogni attimo decide di amarci, sta a noi scegliere se remargli contro o dargli una mano e viaggiare con Lui. Questa è la vera Libertà, il vero Amore che Dio ci ha donato e noi abbiamo deciso di coglierlo e di accoglierlo nella nostra nuova vita, nella nostra nuova casa e nella nostra nuova famiglia.

Andrea & Federica | Vino Nuovo

Lo tsunami della speranza

La terra del dolore e della morte oggi ospita una casa di affettuosa rinascita e fondata speranza grazie ai figli di don Bosco.   Care amiche e amici di don Bosco, come avete certamente sperimentato una delle componenti più belle dell’amicizia è poter condividere i...

Gli anziani siano “maestri di tenerezza”

Nel video con l’intenzione di preghiera per il mese di luglio dedicato agli anziani, Francesco invita ad invocare il Signore perché “l’esperienza e la saggezza” di coloro che vivono la Terza età “aiutino i più giovani a guardare al futuro con speranza e...

Premio per suor Alessandra Smerilli

A suor Alessandra Smerilli il Premio Nazionale Don Diana 2022 Il 4 luglio 2022, a Casal di Principe in provincia di Caserta, suor Alessandra Smerilli, Figlia di Maria Ausiliatrice, Segretario del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, economista e...

Erano undici (più Maria Ausiliatrice)

Di don Francesco Motto   «Siete poche, sprovviste di mezzi, e non sostenute dall’approvazione umana. Niente vi turbi. Le cose cambieranno presto». Il 5 agosto di centocinquant’anni a Mornese di Alessandria un gruppetto di undici ragazze del Monferrato – per lo più...

Convegno Internazionale per il 150° dell’Istituto

Dal 25 al 30 settembre 2022 a Roma, presso la Casa Generalizia dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, si terrà il Convegno internazionale sul tema “L’apporto delle FMA all’educazione (1872-2022). Percorsi, sfide e prospettive” promosso dall’Istituto FMA e...

Le parole di Papa Francesco sulla vita

Nei suoi nove anni di Pontificato, Francesco ha pronunciato parole molto chiare sulla difesa della vita nascente che, afferma, è legata alla difesa di qualsiasi diritto umano. La vita, osserva, va difesa sempre: quella dei nascituri come quella degli anziani e dei...

Archivio Articoli

Categoria Articoli

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza di navigazione. Si prega di accettare o lasciare la pagina se non si è d'accordo. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi