Perché chiedono il Battesimo nel 2018?

da | 27 Mar 2018 | La buona parola

Ecco alcune delle testimonianze dei 100 giovani e adulti che riceveranno a Roma il Battesimo nella notte di Pasqua.

Sono interprete di lingua dei segni e sto studiando alla facoltà di psicologia. “Dio è una presenza sottile” questa cosa mi ha colpito moltissimo.

Ho 25 anni, sono interprete di lingua dei segni e sto studiando alla facoltà di psicologia. I miei genitori, entrambi atei, hanno deciso di non battezzarmi per darmi la possibilità di fare una scelta consapevole e sentita. Sono sempre stata sicura della Presenza di Qualcuno o Qualcosa superiore a noi ma non avendo nessuna indicazione a riguardo ero un po’ confusa e smarrita.
Ho conosciuto una persona, il mio attuale compagno e futuro marito, che mi ha letteralmente cambiato la vita. Sono tornata ad essere me stessa, cosa che avevo tralasciato e camuffato per una serie di eventi, ed ho ricominciato a vivere, ma questa volta una vita nuova con mente e spirito nuovi, chiari, maturi, sinceri, pieni di amore verso la vita. Osservando lui, il suo modo di essere, di pensare, di agire mi sono sentita animata da qualcosa di diverso dal solito, di più profondo e di spirituale. Ho sentito la necessità di ascoltare ed approfondire una parte di me che mi chiamava, ma che non conoscevo, così sono andata dal Parroco della chiesa sotto casa mia e parlando con lui ho cominciato questo stupendo percorso. Come abbiamo letto insieme in un versetto della Sacra Scrittura: “Dio è una presenza sottile” questa cosa mi ha colpito moltissimo, l’ho sentita subito vera e “mia”, ripensando a tutti i miei 25 anni di vita, alle varie situazioni vissute. È vero Dio c’è sempre stato e non me ne sono mai accorta! Solo oggi con il senno di poi ed un ascolto consapevole e attento, ripensando a tutto posso dire con certezza che è sempre stato con me e mi ha guidata ed aiutata.

Sono un giovane studente camerunese in Italia da un anno. A dire il vero sono un po’ testardo, fuggivo la catechesi per andare a giocare a calcio!

Sono un giovane studente camerunese in Italia da un anno. Sono il secondo di 5 figli. I miei fratelli sono rimasti tutti in Camerun. Per fortuna, da piccolo i miei genitori ci hanno sempre insegnato a temere Dio.
Anche se mio padre non andava in chiesa, pregava comunque a casa e ci dava i soldi per andarci. Al liceo ho frequentato diversi corsi di catecumeni con i miei fratelli ma non li ho mai finiti anche se mia madre mi ha sempre spinto, anzi, quasi obbligato a farli! Ma di quei corsi non sentivo la necessità.
A dire il vero sono un po’ testardo, fuggivo i corsi per andare a giocare al calcio! Comunque ero spesso invidioso quando vedevo i miei fratelli partecipare alla Comunione, e loro mi prendevano in giro. Finché sono arrivato in Italia, e ho incontrato un amico, anche lui camerunese, che sarà d’altronde mio padrino.

Devo sicuramente raccontare della persona da cui tutto è partito; mia nonna paterna, la prima persona che mi ha fatto avvicinare alla chiesa, una donna dalla fede solida che avrei voluto avere accanto in questo percorso

Con questa lettera vorrei provare a farmi conoscere e a spiegare, in breve, il percorso che mi ha portato fin qui. Devo sicuramente partire raccontando la persona da cui tutto è partito; mia nonna paterna, la prima persona che mi ha fatto avvicinare alla chiesa, una donna dalla fede solida che avrei voluto avere accanto in questo percorso. Inizialmente, quando ero piccola, pensavo che essere credente volesse dire partecipare a rituali per me inavvicinabili. Da quel periodo è passato del tempo e piano piano qualcosa in me è cambiato, la mia fede è diventata qualcosa di più dell’andare a messa la domenica, anche se conservo ancora i ricordi di quelle sensazioni, bellissimi ricordi. La morte di mia nonna, alcuni momenti difficili in famiglia, la mia prima laurea, l’inizio del lavoro, molti avvenimenti importanti mi hanno fatto crescere, ho iniziato a pormi domande più profonde che mi hanno portato qui a richiedere il Battesimo. Ho trovato il coraggio di entrare in chiesa, di chiedere informazioni, e da lì è iniziato questo percorso.

“Mamma sai che non sei figlia di Gesù, perché non sei battezzata?” “Mamma sei sicura di farlo? Non farlo per me”

Dieci anni fa il Signore mi ha fatto il regalo più bello del mondo: un figlio, che ha iniziato il catechismo per la prima comunione.  Stando a scuola dalle suore e avendo una brava maestra di religione, ogni volta che c’era, mio figlio tornava a casa molto preoccupato e mi diceva: “Mamma sai che non sei figlia di Gesù, perché non sei battezzata?”. Un giorno la sua maestra di religione e la sua catechista mi hanno chiesto: “Perché non inizi il percorso per il battesimo? In fondo sono solo due anni”. Ho risposto loro come avevo risposto a mio figlio: “Sono due anni di preparazione, è troppo tempo!” Accompagnando mio figlio ogni domenica alla Messa ho incominciato ad entusiasmarmi e a piacermi e quindi ho deciso di approfondire la Parola di Dio, e ho detto a mio figlio: “Ho deciso di battezzarmi”. È rimasto molto contento, però allo stesso tempo ha detto: “Mamma sei sicura di farlo? Non farlo per me, ma fallo solo se veramente senti nel tuo cuore la chiamata di Gesù. Ricordati non farlo per me”.

di Don Andrea Lonardo

Fonte: GliScritti

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