Pre-sinodo: il giorno dopo

da | 3 Apr 2018 | Giovani

Le riflessioni a caldo di don Michele Falabretti sull’assemblea presinodale conclusasi con la celebrazione della domenica delle Palme.

La riunione presinodale dei giovani si è chiusa con la celebrazione della Domenica delle Palme in Piazza san Pietro: gesto simbolico visto che, in realtà, quella celebrazione è una apertura verso la grande settimana, cuore della vita cristiana. Come dire: l’incontro presinodale finisce a Roma, ma tutto si riapre e rilancia nei continenti e paesi del mondo e nella vita quotidiana.

Come era prevedibile, il mondo della comunicazione si è buttato su alcuni passaggi del documento finale cercando il gancio per sollevare temi e questioni; e magari trovare il modo di alimentare qualche polemica. A me pare che sia più importante (in questa fase) sottolineare la bontà e la forza del processo sinodale. I giovani si sono sentiti interpellati dalla Chiesa, sono rimasti affascinati dalle parole del Papa che ha chiesto loro di avere “faccia tosta” e di dire ciò che portano nel cuore.

Non è poco, perché una volta di più abbiamo capito che ai giovani interessa (molto) sentirsi presi sul serio, ascoltati: una Chiesa che ha il coraggio di lasciarsi interrogare dal loro sentire e dalle loro provocazioni, sta facendo la cosa giusta per continuare a essere generativa di processi umani sempre più aderenti al Vangelo.

È passata da tempo la generazione dei contestatori: forse i giovani si sono stancati di adulti capaci di assorbire e digerire tutto. Il muro di gomma che ha caratterizzato molti atteggiamenti e parole degli adulti nei decenni scorsi, ha provocato un disagio che rimane sommerso: ormai i giovani tendono ad andarsene per strade tutte loro senza preavvisi, sussurri, proteste. Se ne vanno e basta, lasciandoci (noi adulti) alle nostre tabelle, indagini statistiche o alle nostre convinzioni su come va il mondo o su dove dovrebbe andare.

Fermarsi e ascoltarli. Coinvolgerli in processi narrativi che ci permettano di comprenderli e a loro di raccontarsi. E magari di capire qualcosa di questo tempo con l’umiltà di chi non pretende di sapere tutto.

Sarebbe stato bello (ma si sa: per fare bene le cose, bisognerebbe farle due volte…) avere la possibilità di ricominciare ancora per qualche giorno, aprendo un dialogo intergenerazionale. Mi sarebbe piaciuto fare domande a questi giovani, a partire da ciò che hanno scritto. Perché sono sicuro che di fronte alle domande degli adulti, si sarebbero appassionati molto nel poter chiarire ciò che hanno scritto inevitabilmente un po’ di corsa. Sia chiaro: una settimana di lavori, con trecento persone provenienti da tutto il mondo, è un tempo buono ma non ancora sufficiente.

Qualcuno mi ha chiesto che fine faranno le pagine del documento dei giovani. Ho risposto che è giusto avere speranza che i vescovi ne tengano conto durante il Sinodo. Ma sarebbe ancora meglio se tutti i cristiani adulti si sentissero impegnati a far proseguire questo incontro e scambio nella vita ordinaria. Un Sinodo non è un Concilio, dove si precisano i contenuti della fede. E nessuno di questi due luoghi, pur importanti, sono decisivi per la coscienza e la libertà di ciascuno: saranno solo le relazioni quotidiane che potranno esprimere lo spessore del cuore di ciascuno. E quindi vorrei davvero sperare che non ci si aspetti che il mondo cambi perché i giovani hanno inviato un documento ai vescovi, ma piuttosto perché abbiamo visto quanto siano affidabili i ragazzi quando vengono presi sul serio. Crederci e fidarsi, ancora oggi, è la sfida che attende gli adulti per poter entrare nel gioco della consegna generazionale della vita.

LEGGI IL DOCUMENTO FINALE PRESINODALE

Di: don Michele Falabretti

Fonte: giovani.chiesacattolica.it

 

Lo tsunami della speranza

La terra del dolore e della morte oggi ospita una casa di affettuosa rinascita e fondata speranza grazie ai figli di don Bosco.   Care amiche e amici di don Bosco, come avete certamente sperimentato una delle componenti più belle dell’amicizia è poter condividere i...

Gli anziani siano “maestri di tenerezza”

Nel video con l’intenzione di preghiera per il mese di luglio dedicato agli anziani, Francesco invita ad invocare il Signore perché “l’esperienza e la saggezza” di coloro che vivono la Terza età “aiutino i più giovani a guardare al futuro con speranza e...

Premio per suor Alessandra Smerilli

A suor Alessandra Smerilli il Premio Nazionale Don Diana 2022 Il 4 luglio 2022, a Casal di Principe in provincia di Caserta, suor Alessandra Smerilli, Figlia di Maria Ausiliatrice, Segretario del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, economista e...

Erano undici (più Maria Ausiliatrice)

Di don Francesco Motto   «Siete poche, sprovviste di mezzi, e non sostenute dall’approvazione umana. Niente vi turbi. Le cose cambieranno presto». Il 5 agosto di centocinquant’anni a Mornese di Alessandria un gruppetto di undici ragazze del Monferrato – per lo più...

Convegno Internazionale per il 150° dell’Istituto

Dal 25 al 30 settembre 2022 a Roma, presso la Casa Generalizia dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, si terrà il Convegno internazionale sul tema “L’apporto delle FMA all’educazione (1872-2022). Percorsi, sfide e prospettive” promosso dall’Istituto FMA e...

Le parole di Papa Francesco sulla vita

Nei suoi nove anni di Pontificato, Francesco ha pronunciato parole molto chiare sulla difesa della vita nascente che, afferma, è legata alla difesa di qualsiasi diritto umano. La vita, osserva, va difesa sempre: quella dei nascituri come quella degli anziani e dei...

Archivio Articoli

Categoria Articoli

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza di navigazione. Si prega di accettare o lasciare la pagina se non si è d'accordo. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi