1^ Domenica di Quaresima – Anno B

1^ Domenica di Quaresima – Anno B
21 febbraio 2021
Vangelo di Marco 1,12-15
Commento di suor Silvia Testa, FMA

 

L’evangelista Marco, nei suoi pochi versetti che descrivono la pericope delle “tentazioni”, ci regala, attraverso alcuni verbi suggestivi, un programma di Quaresima che capovolge le nostre prospettive.

Leggendo attentamente e ascoltando in profondità, non troviamo un Gesù che stila propositi di vita, penitenze, digiuni necessari per meritare il suo perdono, per meritare di arrivare in modo degno a festeggiare la Pasqua.

L’unico impegno che Gesù chiede è quello di fare spazio a Lui nel nostro deserto, nei deserti della nostra vita, affinché lo Spirito possa condurlo lì. Ed è lì che Gesù sceglie di rimanere per quaranta giorni, proprio quelli della Quaresima, non uno di meno; non ha paura, non scappa, non se ne va, sta! Non ci abbandona, sta lì, fino alla “fine”, tanto da prendere su di sé tutto di noi. E alla fine sembra sparire, ma solo per scendere nei nostri inferi, per poi risalire vittorioso. Gesù, in questi quaranta giorni, sceglie di stare con le nostre bestie selvatiche, con ciò che di noi è ancora da addomesticare, ma si lascia anche servire dai piccoli gesti che, come angeli, sappiamo donare, per amarlo in coloro che ci vivono accanto.

In questo inizio di Quaresima, Gesù resiste alla tentazione di Satana, del divisore, ossia di colui che vuole separarlo da noi e vuole portarlo a preferire la sua salvezza alla nostra.

Resiste quindi alla tentazione di fuggire dalla missione che il Padre gli ha affidato: annunciare il Regno di Dio, ossia la presenza di un Dio che non teme di stare con noi, con le nostre gioie e fatiche quotidiane, di stare nei nostri deserti per farli rifiorire.

Allora convertiamoci, rivolgiamo la nostra vita verso Colui che già si è convertito a noi. Crediamo in Colui che già crede in noi ed è la speranza che ci abita.

Questa è la nostra conversione, il nostro vero impegno di Quaresima: volgere lo sguardo a Colui che è Amore dimorante in noi perché, come afferma Ermes Rochi, “ciò che converte il cuore dell’uomo è sempre una promessa di più gioia, un sogno di più vita”.

 

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