Ascensione del Signore

Ascensione del Signore
16 maggio 2021
Vangelo di Giovanni 17,11-19
Commento di suor Daniela Tognoni, FMA

 

 

Hai mai pensato che il tuo Dio prega per te? Ebbene, la Parola di oggi ci offre una fotografia di Gesù mentre prega per noi.

La straordinarietà della preghiera rivolta dal Figlio al Padre risiede nel nostro diretto coinvolgimento in questo dialogo orante. Così, trasportati a volo d’aquila verso le vette celesti, siamo quasi sovrastati dall’immensità del mistero; risulta pertanto difficile commentare questa Parola di sublime bellezza. Lo facciamo mettendoci alla scuola di Gesù Maestro e gli domandiamo di insegnarci a pregare. Lo guardiamo, lo ascoltiamo.

Innanzitutto, egli domanda al Padre di custodirci nel suo nome, cioè di far sì che noi, figli nel Figlio, partecipiamo alla sua comunione con il Padre. Solo il nostro dimorare in questo amore ci preserva dal Maligno.

Poi, Gesù chiede al Padre che ci conservi, ossia che eviti che andiamo perduti. Egli desidera per noi la vita e la salvezza eterne che solo il Padre può offrirci.

Quindi, domanda per noi il dono dell’unità. Lo scopo ultimo della preghiera di Gesù si formula in termini di unità: essere uno, come lo sono lui e il Padre; esserlo perché anche altri lo siano con loro e il mondo creda. In altre parole, Gesù vuole che siamo una cosa sola come lui e il Padre lo sono; ed è sicuro che questa unità sarà un appello alla fede non all’insegna del proselitismo, bensì dell’attrazione.

Dopo Gesù auspica per noi la gioia, frutto dello Spirito e segno di un cuore che è immerso nella comunione con Dio. La partecipazione all’unità del Figlio con il Padre suppone l’esperienza continua del suo amore e spinge ad amare gli altri. Questo flusso di vita incessante ricevuta e comunicata è causa di gioia.

Infine Gesù domanda che siamo consacrati nella verità, cioè che condividiamo la condizione di santità che è propria di Dio. “Santo” significa “separato”; attribuito al Padre, l’aggettivo dice che Egli si distingue dal mondo, si oppone al peccato e alla morte; ma esprime anche il suo essere “santificatore”, vale a dire il suo impegno a esercitare attrazione perché altri prendano le distanze dal male.

Perciò, la santità di Dio, lungi dal “ritirarlo” dalla realtà umana, lo fa intervenire in essa. Di conseguenza, l’appello alla partecipazione per attrazione alla santità divina, ci impegna ad adoperarci perché la Buona Notizia corra veloce e l’amore di Dio si irradi nel mondo.

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