4^ Domenica di Avvento

4^ Domenica di Avvento
Vangelo di Luca 1,67-79
Commento di suor Laura Agostani, FMA

 

La Liturgia di questa IV domenica di Avvento ci invita, ancora una volta, a sostare su questo straordinario brano di Vangelo; il rischio – come per tutti i brani conosciuti – è quello di leggerlo velocemente magari ripetendo: “Lo so già….”.
Ma credo che mai come quest’anno abbiamo bisogno di questa Parola e di ciò che essa racchiude proprio nella domenica antecedente al Natale!

Sono tre le parole su cui voglio porre l’attenzione e che spero siano utili anche a voi, magari in una sosta di silenzio fra la frenesia di questi giorni!

CASA: l’Angelo Gabriele giunge in una casa. Non si manifesta nel tempio o nella reggia lussuosa di Erode, ma si reca nella semplice casa di una adolescente fra le sue abitudini quotidiane. Quasi a suggerirci che Gesù non ama i palcoscenici, non è abituato al folclore, al contrario predilige parlare nel silenzio del quotidiano, fra ciò che ci è usuale: sì, proprio così: fra la monotonia della tua routine quotidiana anche oggi, c’è un messaggio particolare per te; nelle gioie e nelle fatiche che condiscono i nostri giorni c’è Dio! Sta a noi riconoscerLo, prestarGli attenzione e lasciarGli spazio!

RALLEGRATI! La prima parola che l’Angelo rivolge a Maria è kayre, cioè gioisci! Se pensiamo, anche solo per un istante, a cosa ha dovuto passare Maria dopo questa visita angelica, ci verrebbe da dire: “Altro che gioisci… è stato l’inizio dei dolori!” Allora il Vangelo è una fregatura? Lo accogli e iniziano le fatiche? Quasi quasi è meglio ignorarlo…
Possibile? Oppure il significato è diverso? Forse vuole farci intuire che non solo è possibile provare gioia nella cose quotidiane, ma anche nelle fatiche di tutti i giorni! Dire Sì a Cristo è affrontare la vita nella certezza che non sei solo, nella fiducia che il Signore ti è accanto e non si dimentica di te: Gesù non toglie la croce ma ti è accanto per portarla! (E. Ronchi).
Il mistero della sofferenza ci sovrasta sempre, ma se Maria e poi Gesù stesso non l’hanno eluso forse è proprio perché anche in esso c’è qualcosa di redentivo e come dice San Paolo: tutto concorre al Bene per coloro che amano Dio! Ma questo è tutt’altro che umano… A noi l’umiltà di chiedere nella preghiera di comprenderlo e sperimentarlo!

COME AVVERRÀ QUESTO? Maria non è passiva alle parole di Gabriele; chiede spiegazioni, le cose non le tornano…  non conosco uomo?!
In quella giovane donna c’è tutta la forza contrastante della fede: credere in Cristo non è mera esecuzione di forme religiose che pian piano snaturano i gesti e fanno perdere i significati! Credere in Cristo è una relazione vera, viva, quotidiana! E in ogni relazione che sia tale c’è la naturale condivisione di posizioni anche opposte, c’è confronto, c’è esternazione di pareri anche discordanti: solo così si accresce un rapporto! Maria chiede lecite spiegazioni e poi anche se non è tutto razionale si fida e affida: perché la Fede presuppone anche questo! Lei fa il possibile e lascia l’Impossibile all’Eterno che prende dimora in Lei!

Che questo Natale, tanto strano, ma non meno vero ci doni occhi nuovi per vederLo nel quotidiano, per percepirLo nelle gioie e nelle fatiche di ogni giorno e una sana inquietudine per essere credibili testimoni di questo infinito ed eterno Amore: e allora sarà davvero Natale!

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