Forse questo non sarà un articolo sull’educazione, sulle neuroscienze o di psicologia in generale ma voglio parlarvi dell’ultima trasmissione televisiva che mi ha toccato nell’intimo soprattutto in questo periodo di quaresima in preparazione alla Pasqua.

Sabato ho visto per caso, e purtroppo non dall’inizio, una trasmissione televisiva dal titolo “Viaggio nella Chiesa di Francesco” che non mi ha solo fatto riflettere, mi ha preso fin da subito perché parlava del valore della preghiera, della povertà, della vicinanza a Dio o comunque alla profondità del nostro vivere.

Si sono toccati i temi del silenzio, della preghiera come momenti indispensabili nella vita di ciascuno per poter scendere in profondità, quella profondità che poi ti porta alle scelte della vita e questo noi spesso lo dimentichiamo. Soprattutto noi cristiani ci autoassolviamo quando non preghiamo mai perché la nostra vita è frenetica e stressante ma senza capire che il benessere, la pace, lo stare bene con noi stessi passa proprio attraverso dei momenti come quello della preghiera.
La bellezza di questo servizio è stata che non hanno parlato solo preti e suore ma anche tanti laici che hanno raccontato le loro esperienze quotidiane anche come professionisti affermati che pero’ trovano un momento nella loro giornata per la preghiera (il driving rosario è fantastico anche se il mio Babbo me lo ha testimoniato da sempre)

Non ha paura il Papa di parlarci del male e delle sue tentazioni che ritroviamo nelle lusinghe del potere, soprattutto in quelle del denaro e quando ti guardi intorno e vedi quanto illegalità e corruzione stiano distruggendo il nostro Paese e togliendo la speranza ai più giovani sia che tu lo chiami demonio sia che tu lo chiami denaro vedi la fragilità umana e la distruzione che questo porta.
Non possiamo insegnare questo ai nostri figli; che i furbi e i prepotenti hanno in mano il mondo. Dobbiamo mostrare loro la bellezza e la libertà che ci sono dietro scelte di autentica povertà.

<<Silvano Fausti SJ, intervistato su questo argomento
dice proprio che per parlare di preghiera bisogna parlare anche di povertà,
la povertà viene prima della preghiera. Poi dice: “Tu quando preghi entra nella tua dispensa, perché normalmente sei fuori, entra nella tua dispensa e chiudi a chiave la tua porta e li prega il padre tuo nel segreto … Dio è dentro!
In questa dispensa noi troviamo da vivere, la nostra identità,
troviamo Dio, troviamo il mondo intero…
chi non entra in se stesso è fuori di cranio
… è un delirio”
>>

Spesso ci perdiamo tra le pagine scintillanti di internet che riflettono noi stessi, le nostre frasi, il rispecchiarci in noi stessi sperando che il mondo ci osservi e ci ammiri.
Ma così perdiamo la visione degli altri, del mondo e anneghiamo, proprio come narciso, nel nostro autocompiacimento. Avere fede, dice Susanna Tamaro significa avere un cuore che vede; che vede dove manca amore e prova a portarlo dalla pianta che chiede acqua, al barbone che ci chiede del denaro. Un cuore che vede fa parte di quel concetto di intelligenza emotiva di cui noi psicologi parliamo spesso. Empatia, rispecchiamento, mettersi nei panni degli altri, sintonizzarci, connetterci … a volte mi pare che non vediamo altro che noi e i nostri bisogni.
Chiudi la porta, significa stai con te stesso, con le tue ombre, con le tue paure e lascia e tocca la tua povertà con mano.

Nel momento del dolore e della tristezza più forte possiamo sentire la nostra povertà e in quel momento della mia vita ho letto grazie ad una suora a me carissima che ora non c’è più un libro sulla vita di Santa Chiara e allora ho capito il forte senso del mio dolore. Oggi che è un momento di gioia vera e profonda non posso che pregare appena posso ogni giorno per non perdere questa parte di me così profonda che ho incontrato.

Voglio incontrare Francesco significa che vorrei incontrare il Papa per sentire da vicino la sua gioia, il suo sorriso, ma soprattutto pregare con lui in quei momenti di preghiera vera che lui chiede anche quando ha davanti folle di milioni di persone e tu puoi vedere verità e sincerità nel suo sguardo.

Voglio incontrare Francesco significa anche che vorrei provare a cercare quella povertà di cui lui parla tanto che non è solo quella economica, che fa comunque bene alla nostra vita soprattutto come insegnamento ai nostri figli, ma quella dello spirito perché ci pone in una condizione di non giudizio e libertà che è immensa.

Buona Pasqua a tutti!

Serena

 

LA MIA FONTE DI ISPIRAZIONE: Viaggio nella Chiesa di Francesco – vai al video

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