La bellezza di quando

La bellezza di quando la pioggia
batte sul tetto del cascinale, e tu
in pace con l’universo:

a ricordare gli amici
e i tempi andati,
e le speranze e gli amori
che ornavano i davanzali!

Poi la gioia del tuono
a rischiarare i campi
e tutta la corona dei monti.

David Maria Turoldo

Non c’è nulla da fare: è sufficiente cambiare punto di vista e scoprire che la bellezza non è visibile ad un nostro comando, non esiste solo perché la vogliamo, ma è oggettiva, palpabile. E solitamente proprio nei momenti e nei luoghi che meno immaginiamo. Si fanno sempre molti sondaggi ai nostri giorni e se ne facessero uno sulla stima che le persone hanno della pioggia, una notevole percentuale direbbe che la pioggia dopo pochi minuti stufa; annoia e ci vieta molte cose; che un temporale significa rimanere chiusi in casa e lamentarsi sul tempo che va.

Ebbene, basta poco per essere «in pace con l’universo» (ed è molto, è tutto) per poter godere a pieno della disarmante bellezza della pioggia su un tetto di un cascinale. Immediatamente un flusso di pensieri e di ricordi bagna la nostra mente e apprezziamo cose che prima ci scorrevano davanti e non le notavamo. Addirittura ci scopriamo ringraziare con gioia un tuono per illuminare la corona dei monti che scorgiamo intorno a noi. La Natura stessa è un unico grande poema, i cui versi andrebbero pronunciati sempre con amore e rispetto e assaporati in tutte le stagioni. Usciamo nei nostri giardini; andiamo in gita durante il fine settimana, magari in un bosco vicino a casa; accettiamo l’invito di un amico per andare insieme al lago. Tra un mese circa tornerà la primavera: torniamo a vivere con la Natura e seguiamo il suo risveglio.

La bellezza esiste, non vi sono dubbi ed è sempre lì, NATURAlmente.

di Nicolò Raimondi

fonte rivistanatura

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