La scuola che educa al vero, al bene e al bello

Perché la cultura sia una trasformazione profonda del soggetto.

Sabato 11 ottobre il CIOFS Scuola e il CIOFS Fp della Lombardia hanno promosso una giornata di formazione a Milano su Vita, cultura e fede nell’insegnamento delle nostre scuole, ieri e oggi, rivolta alle FMA e ai laici loro collaboratori.

Dopo il caro saluto di sr Virginia e la preghiera, un video ha ricordato le realtà scolastiche dell’Ispettoria, i lavori per i numerosi partecipanti si sono quindi aperti con l’intervento del Prof. Pierpaolo Triani focalizzato sul circuito di interdipendenza che sussiste tra Educazione, discipline e fede cristiana. Premesso che nell’azione didattica non si può prescindere dai contenuti, il professore ha rammentato che il compito dell’insegnante è di farli manipolare, perché essi divengano un tramite per la lettura del mondo (un mezzo per penetrarne i significati e coglierne le sfaccettature).

Nei contenuti disciplinari, pertanto, non si devono mai esaurire le finalità dell’azione educativa, ma questi mirano ad orientare l’allievo ad essere protagonista di un dialogo con la realtà in cui è immerso, per interagire fattivamente e consapevolmente con esso. In questa ottica, la lezione del Concilio Vaticano II fa ancora scuola a tutti coloro che sono impegnati con i ragazzi: infatti, nella Gaudium et Spes, la relazione biunivoca tra educazione e cultura, oltre che tra cultura e fede, è sancita ed argomentata a chiare lettere. Lo scopo di tale impegno è percorrere un cammino di apprendimento e di costruzione della conoscenza, che avvicini progressivamente al Vero, al Bene e al Bello. è seguita la testimonianza di sr Elena Rastello.

L’arte di educare è l’arte di amare secondo lo stile evangelico testimoniato da Don Bosco e Madre Mazzarello.

Un’arte tanto entusiasmante quanto esigente: richiede, da parte di chi la esercita nella scuola, non solo la padronanza di saperi codificati, ma la disponibilità all’acquisizione e all’impiego di modi di pensare e lavorare originali e aggiornati, che sappiano connettere esperienze ed apporti, che si affaccino alle dimensioni dell’interdisciplinarità e interculturalità, al fine di rispondere alla sete di condivisione e ascolto, ora inespressa ora palesata oggi, da tanti ragazzi. La ricchezza delle ore mattutine ha trovato un ulteriore nutrimento nelle parole dell’omelia di don Elio Cesari, sempre sensibile ad intercettare e dipingere le onde emotive dei giovani. Il pomeriggio è stato dedicato a lavori di gruppo, nell’ottica della triade VITA, CULTURA E FEDE.

Con il coordinamento del Dott. Mattia Lamberti, che, impiegando la metafora delle dita, ha suggerito di scegliere le competenze necessarie sia agli studenti che ai docenti. E nel momento di socializzazione degli esiti si sono trovati stimoli a riconfigurare e ripensare i percorsi personali, collegiali e del contesto classe. La valigia, disegnata dal Lamberti per fotografare il bagaglio esperienziale e teorico della giornata di ciascuno degli intervenuti, è stata riempita da tutti con riflessioni ei momenti di confronto, in un ponte tra ieri e oggi, per andare verso la scuola e la vita del domani.

Chiara Baldoni

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