Ragazzi di oggi e di ieri: ritratto dei nativi digitali

da | 3 Mar 2015 | Genitori

Ossessionati dall’essere famosi. Sono così convinti della loro grandezza che in ogni situazione sanno che cosa è giusto e cosa è sbagliato.

CHI È IL MILLENIAL PIÙ INFLUENTE?

I millenial: parlo della generazione nata tra il 1980 e il 2000. Sono il più grande gruppo generazionale negli USA e a causa dei social media, della globalizzazione e della velocità di cambiamento sono molto simili ai loro coetanei in Italia, Europa, Cina, India, … Leggi questo articolo e dimmi se non ne conosci anche tu!

Il potere del singolo? La rivoluzione informatica ha dato il potere alle singole persone di competere contro realtà molto più grandi di loro: hacker VS aziende, blogger VS editori, terroristi VS nazioni, YouTubers VS produttori televisivi, sviluppatori di APP VS intere industrie. (VS = contro)
I “millenials” non hanno bisogno di noi. Ecco perchè abbiamo paura di loro.

LA ME ME ME GENERATION

Negli anni 60 le famiglie – ME generation – esibivano 1 foto del matrimonio e 1 foto di classe, oggi una famiglia- ME ME generation – ha una media di 85 foto di se e del proprio cagnolino/gattino, mentre i nostri ragazziME ME ME generation – condividono ogni istante della loro vita nei social networks. L’esibiszionismo si è evoluto esponenzialmente.

Questo è avvenuto in parte perché negli anni ’70 le persone volevano aumentare le opportunità di successo dei bambini instillando loro il senso di autostima. Tuttavia si è scoperto che l’autostima è una conseguenza, non può essere una causa. Il problema è che l’autostima si è trasformata accidentalmente in narcisismo.

Dite semplicemente ai vostri figli che li amate. Così recitava Don Bosco: “che i ragazzi sappiano di essere amati”. È un messaggio migliore. Quando i figli sono piccoli è simpatico dirgli che sono speciali, chiamarli principesse o rock-star, come recitano le magliette che gli facciamo indossare. Ma quando hanno 14 anni non è saggio. Tutti questi ragazzi sono fortemente delusi quando il mondo si rifiuta di affermare la loro grandezza. Questa generazione vive senza raggiungere le proprie aspettative di grandezza e sono insoddisfatti del livello in cui si trovano. È la crisi delle aspettative disattese.

LA DEFINIZIONE DI TEENAGER È SUPERATA

Un insegnate della high school ha realizzato un video per i propri graduati che si intitola: TU NON SEI SPECIALE. Ha ottenuto 2 milioni di visualizzazioni su YouTube. Il video recita:
scala la montagna più alta così potrai vedere il mondo,
non perché il mondo veda te!

La rivoluzione industriale ci ha donato una aspettativa di una vita più lunga. Il concetto di teenager è nato nel 1920 nel mondo anglo-americano, in quel periodo solo una piccola percentuale dei bambini proseguiva gli studi, così la maggior parte delle relazioni era con il mondo degli adulti in famiglia o al lavoro.

Ora che i cellulari permettono ai bambini di socializzare ad ogni ora, si scambiamo una media di 88 messaggi al giorno, vivono sotto la costante influenza dei loro coetanei. Non era mai successo nella storia di avere una generazione di adolescenti così dominati dai commenti altrui. Ma ahimè, per sviluppare la propria maturità è necessario imparare a relazionarsi con chi è più grande di noi.

NON SONO IN FACEBOOK E NON ME NE PENTO… PER ORA

I millenials passano tutto il tempo a interagire tra loro, ma sempre attraverso uno schermo. Sembrano apparentemente tranquilli ma vivono una profonda ansietà di esseri persi qualcosa. Il 70% controlla il cellulare ogni ora e molti sperimentano la sindrome della vibrazione fantasma. Non solo non sviluppano empatia nei confronti degli altri ma hanno addirittura problemi a comprendere punti di vista differenti dal loro.

Ciò che comprendono molto bene è come trasformare se stessi in un brand, con FAN e FOLLOWERS, come se fossero venditori di se stessi. Maggiori sono i LIKE maggiore è la confidenza in se stessi. Su Instagram, YouTube e Twitter puoi diventare una micro-celebrità. Crescono guardando reality-show, la maggior parte dei quali esalta i narcisisti e si allenano ad essere protagonisti essi stessi di un reality.

La maggior parte delle persone non è in grado di definire la propria personalità prima dei 30 anni. Quindi per una persona definire chi è all’età di 14 anni è un salto evolutivo.

I GIOVANI NON GUARDANO LA TV. DOVREBBERO FARLO?

I media nutrono il sogno di fama e gloria e incoraggiano le persone comuni a identificarsi nelle star rendendo sempre più difficile accettare la banalità della propria esistenza. Quindi il narcisismo dei millenials è la continuazione di un trend e non una rottura con le generazioni precedenti. Loro non sono una nuova specie, sono una mutazione per adattarsi all’ambiente.

Per esempio il fatto che i millenial non antepongono l’etichetta (dott, ing, …) al proprio nome è il risultato di un’era di abbondanza. Per quasi tutta la storia dell’umanità gli uomini hanno fatto gli agricoltori o gli operai. Nessuno si aspettava la soddisfazione di una vita da questo. Ma oggi possiamo scegliere tra moltissime carriere, alcuni lavori come il social media non esistevano fino a 10 anni fa.

Poiché grazie ai social media possono connettersi con le persone in tutto il mondo, non sentono più la necessità di sposare la propria compagna di classe.

Poiché hanno una maggiore aspettativa di vita e possono portare avanti una gravidanza anche a 40 anni, sono liberi di posporre le decisioni importanti.

LE 12 COSE CHE AMIAMO DEI MILLENIALS

Internet ha democratizzato le opportunità per moltissimi giovani, dandogli l’accesso alle informazioni che prima appartenevano solo ai ricchi.

Poiché i millenial non rispettano l’autorità, neppure ne risentono. Ecco perché sono stati i primi teenager a non ribellarsi. Non ne hanno mai avuto bisogno.

Non sono una nuova specie. Anche se ogni ragazzo posta continuamente le proprie foto su Facebook, non è vero che le coppie degli anni 70 annoiavano i propri amici con le terribili diapositive delle vacanze? I millenial sono i figli del baby boom. Potete immaginare se i boomerse avessero avuto YouTube quando sarebbero sembrati narcisisti? Potete immaginare quanti selfie sarebbero stati instagrammati durante Woodstock? Può essere un po’ irritante avere a che fare coni millenial ma sono figli della generazione che li ha creati.

C’è un aspetto sorprendente che mette d’accordo tutti gli psicologi: i millenials sono bravi ragazzi. La POSITIVITÀ. Accettano maggiormente le differenze, non solo tra i gay, le donne e le minoranze ma in ciascuno. È difficile aderire ad una intercultura quando non c’è UNA SOLA cultura. Non c’è un noi VS voi. Forse per questo i millenial non si ribellano. Inoltre ecco un’altra buona notizia, si cominciano anche a vedere i primi segnali di reazione contro la costante auto-promozione.

Ecco quindi un ritratto a tutto tondo dei millenial rispetto a quando siamo partiti.

  1. I millenial possono essere una grande forza di cambiamento positivo.
  2. Il loro mantra è stato: cambiare le convenzioni, le abitudini. Trovare un modo migliore di fare le cose.
  3. Sono ottimisti.
  4. Sono idealisti pragmatici, pensatori più che sognatori, hacker della vita.
  5. Sono in cerca di costante approvazione.
  6. Hanno costante paura di essersi persi qualcosa e hanno un acronimo per ogni cosa.
  7. Sono ossessionati dalla celebrità ma non idolatrano le celebrità da lontano.
  8. Non vanno in chiesa, anche se credono in dio, perché non si identificano nelle grandi istituzioni.
  9. Sono in cerca di nuove esperienze, che sono più importanti per loro degli oggetti.
  10. Sono informati ma inattivi.
  11. Sono finanziariamente responsabili, hanno meno debiti delle generazioni precedenti.
  12. Amano i loro telefonini ma odiano telefonare.

 

 

infografica ragazzi di oggi e di ieri

Per la stesura dell’articolo ringrazio Joel Stein e la sua ricerca pubblicata su TIME.
Eva Bianchi

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