5 cose che non puoi cambiare

Nella vita ci sono cinque inevitabili realtà che possiamo vedere come opportunità di crescita e non come ostacoli.

Di Carmen Laval

1. L’imprevisto

Le cose non vanno sempre secondo i nostri piani

Un colloquio che non porta a un lavoro, un trasferimento che ci viene rifiutato, un bambino che non appare… La sensazione di non avere il controllo della propria vita è profondamente preoccupante. Nella nostra cultura, oggi, non c’è l’idea di un Dio che provvede, che pensa a noi. Così gran parte delle persone si sentono come fuscelli in preda ad uno tsunami, sbattuti in questo mondo ad “arrangiarsi”. La vita sembra una maestra arcigna e severa che dice sempre “no!”.

Come accettarlo

L’atteggiamento opposto consiste nel “mollare la presa”. Spesso non si può modificare il corso di un evento, ma lo si deve accettare, anziché reagire con collera, rimuginare nei rimpianti, lasciarsi invadere dalle emozioni negative. Mai usare la domanda «perché?», ma sempre «come posso fare?». I cristiani credono in Dio “provvidente”: la nostra vita è saldamente nelle sue mani. E tutto, proprio tutto, tutto finirà bene.La mancanza d’amore

2. La mancanza d’amore

Le persone non sono sempre amorevoli e leali
«Non sono amato», «Nessuno mi vuole bene» oppure «Era la persona sbagliata»: sono le frasi della ferita più sanguinosa che una persona può subire.
Essere amati e sentirsi amati significa sentirsi riconosciuti, stimati, realizzati nella propria esistenza. Senza lo sguardo amorevole degli altri – amici, coniuge, famiglia, colleghi – non sentiamo più di esistere. Il tradimento di una persona cara è una ferita che non smette di sanguinare.

Come accettarlo
«Quando quelli che ami profondamente ti respingono, ti abbandonano, o muoiono, il tuo cuore si spezza. Ma questo non deve trattenerti dall’amare profondamente. Il dolore che viene da un profondo amore renderà il tuo amore ancora più fecondo. È come un aratro che spezza le zolle per consentire al seme di prendere radici e di crescere diventando una forte pianta.
Ogni volta che sperimenti il dolore del rifiuto, dell’assenza, o della morte, ti trovi di fronte a una nuova scelta. Puoi diventare preda dell’amarezza e decidere di non amare più, o puoi rimanere in piedi nel tuo dolore e lasciare che il suolo su cui stai diventi più ricco e più capace di dare vita a nuovi semi. In questo modo il dolore del rifiuto, dell’assenza e della morte potrà diventare fecondo» (Henri Nouwen).

3. La sofferenza

Il lato buio della vita
C’è una cosa che da sempre mette l’uomo in ginocchio: il dolore. Durante una visita ad un ospedale infantile, santa Madre Teresa disse ad una bambina ammalata che ogni dolore era un bacio di Gesù. La bambina la invitò ad accostare l’orecchio alla sua bocca e piano piano le disse: «Per favore, puoi dire a Gesù di darmi meno bacini»?
Il mistero della sofferenza umana ha il punto interrogativo anche per i santi. L’enigma del male non può essere spiegato con un ragionamento, altrimenti Gesù ce lo avrebbe chiarito.
Rimane la grande domanda, la più difficile: «Perché proprio a me? Che cosa ho fatto per meritare questo?»

Come accettarlo
Attraverso la sofferenza, Dio ridesta l’essere umano. Lo mette prima con i piedi per terra e poi in ginocchio. È questo il vero “appello” di Dio. Rispondere “presente” è tremendamente difficile. Possiamo solo ripeterci, come fa la Bibbia, che Dio è giusto, anche se i nostri occhi sono velati dalle lacrime e non riescono a vedere chiaramente. Dovremmo comportarci come i bambini che, quando sentono male, piangono per invocare la mamma. Il dolore ci fa piangere e Dio viene ad aiutarci.

4. L’ingiustizia

La vita non è giusta: andate avanti! (Ammiraglio Mc Raven)
Non sempre è sufficiente vivere nel bene e nel vero per essere trattati bene dalla vita. Anche Charlie Chaplin lo sostiene in un famoso aforisma: «Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere così come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un’opera di teatro, che non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l’opera finisca senza applausi».

Come accettarlo
«È facile dare la colpa delle vostre sventure a qualche causa esterna, smettere di provarci perché credete che la sfortuna si accanisca contro di voi. È facile pensare che siano stati il posto in cui siete cresciuti, il modo in cui vi hanno trattato i vostri genitori o la scuola che avete frequentato a determinare il vostro futuro. Nulla potrebbe essere più lontano dal vero. La gente comune e gli individui eccezionali sono tutti definiti dal modo in cui hanno affrontato le ingiustizie della vita» (Ammiraglio Mc Raven).

5. La caducità

Tutto cambia e muore
La vita è davvero un’avventura pericolosa: nessuno di noi ne uscirà vivo. Su qualcuno dei nostri cromosomi c’è la data di scadenza. C’è, da qualche parte e ne spiamo con apprensione i segni.
L’idea della nostra finitudine è insopportabile. Tuttavia, lo sappiamo, i nostri figli crescono, i nostri amici si allontanano, il nostro corpo si trasforma. Esistono diversi modi per dare l’illusione della permanenza: aggrapparsi ai segni esteriori della giovinezza, accumulare beni materiali, difendersi dalle malattie, rifiutare qualsiasi sviluppo, essere in iperattività per fuggire il faccia a faccia con se stessi.

Come accettarlo
Il cambiamento non è una minaccia, ma una condizione dell’esistenza. Ci sono però persone pronte a cogliere i segni dei cambiamenti e anticiparli in modo da non trovarsi spiazzati. Si collocano al comando della cabina di pilotaggio della vita, tengono conto delle caratteristiche dell’apparecchio, del bollettino meteorologico, della propria esperienza di pilota, degli obiettivi e anche della necessità, qualche volta, di modificare il piano di volo.

 

Fonte: bollettinosalesiano

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