Uomo, diventa Uomo!

Di Marco Bocchi*

 

Riprendere in mano questa enciclica, dopo 5 anni, nel bel mezzo di una pandemia, fa risuonare ancora più forte le parole di Papa Francesco. E non può che essere altrimenti.

Il, come lo chiamo io, “buon Franci” ci spiega infatti che l’uomo deve essere l’amministratore del creato e che, se l’uomo vuole avere un rapporto con la natura, deve averlo innanzitutto con Dio e con le altre persone.
Ed è proprio in un momento come questo, in cui il mondo è chiuso in casa e in cui le relazioni in qualche modo sono compromesse, che queste parole risuonano sempre più forti.

Per fortuna il Papa ci indica una soluzione: l’uomo vecchio deve lasciare spazio ad un uomo nuovo.

Ma chi è questo “uomo nuovo”?

Innanzitutto è un uomo che mette al centro la natura ed il prossimo, senza cadere in una “cultura del relativismo” in cui l’uomo è al centro con tutti i suoi soli interessi; un uomo che, per citare un vecchio proverbio, non regala un pesce al povero, ma gli insegna a pescare affinché possa procurarsi il cibo tutti i giorni; un uomo che dà valore al lavoro per potersi realizzare.

Già gli antichi greci erano alla ricerca di questo uomo nuovo, era scritto infatti su vari templi la famosa scritta “uomo diventa uomo”, che si potrebbe parafrasare così: “uomo, realizzati! Trova un obiettivo e perseguilo! Diventa uomo in senso pieno!”.

È proprio questo il lavoro che siamo chiamati a svolgere: possiamo essere il miglior insegnante, imprenditore, educatore, segretario, cuoco del mondo, ma se non siamo uomini in senso pieno, allora abbiamo fallito.

Vorrei concludere con un esempio preso proprio da queste pagine dell’enciclica. Nelle ultime righe del capitolo, il Papa scrive infatti che è preoccupante vedere movimenti ecologisti che si battono per salvaguardare l’ambiente e gli animali, ma non usano quell’energia per difendere la vita umana.

 

 

*Ciao, sono Marco Bocchi, ho trent’anni e sono un educatore professionale.
Ho passato tutta la vita in oratorio ed in ambito educativo, sono ex-allievo dell’IMA Bonvesin, ho una grande passione per il cinema, mi piace viaggiare e da qualche anno collaboro con il Pime e con Esf.
Ho lavorato in comunità per minori, a scuola, in centri per ragazzi diversamente abili, e in comunità terapeutiche per tossicodipendenti.

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