Il cielo tra le mani!

Dicono che in Africa, ancora oggi, quando si riceve qualcosa, sia un gesto di maleducazione prenderlo con una mano sola, bisogna accoglierlo con le due mani unite.

Non ho trovato una spiegazione precisa che dia ragione di questo fatto, si fa così e basta, fa parte della cultura, della sapienza dei popoli e tutti lo sanno e lo osservano, dai più anziani ai più giovani. Forse in quei posti le persone hanno conservato e custodito un più forte rispetto per la terra e per la vita, per cui è rimasta impressa, nella quotidianità dei gesti, la consapevolezza che tutto è dono, che tutto si riceve, che sapiente è colui che accoglie e sa fare tesoro di quanto la vita gli mette tra le mani.

È un gesto molto semplice, tuttavia è un gesto molto bello, è il gesto di chi non ha un’altra mano per difendersi, per allontanare o per “arraffare”, è il gesto di chi si attende qualcosa di grande per cui servono due mani unite perché nulla vada perduto, è il gesto del povero, che non ha una alternativa nascosta, che non sceglie tra più possibilità, ma dipende interamente da ciò che gli viene dato, ed è anche il gesto di chi accoglie per poi rioffrire, per condividere, per far parte del dono con altri.

È un gesto che forse a noi occidentali dice poco, che abbiamo magari un po’ smarrito, pronti, come spesso tanti di noi siamo, più a diffidare che ad affidarci, più a fare che a attendere, più ad accaparrare che ad accogliere, più a chiudere le mani che a tenerle aperte per condividere, sempre un po’ di fretta per cui non c’è tempo per aspettare, si prende e si corre via.

Quanto questo gesto invece ci può parlare oggi, nel giorno in cui celebriamo l’assunzione al Cielo di Maria! Maria è stata accolta in Cielo presso il Padre, perché in terra ha accolto il Figlio a mani aperte, a mani nude, senza pretese, senza obiezioni, senza difese, senza chiusure, senza misure!

Maria è stata assunta in Cielo perché già nella sua vita, nel lento scorrere dei giorni, nei gesti quotidiani, nella leggera profondità del cuore, ha accolto il Cielo come si accoglie un dono, è entrata nel Regno vivendo il momento presente, accanto al Figlio, in mezzo al suo popolo, nella normalità delle cose semplici e nascoste.

Il mio augurio è che anche tutti noi possiamo oggi imitare Maria e tenere le mani aperte.

Che le nostre mani siano vuote, perché tutto è stato donato; le nostre mani siano vuote perché possano accogliere tutto e tutti; le nostre mani siano vuote per lasciar fare a Dio, perché il Padre possa colmarle come lui crede meglio per noi; le nostre mani siano vuote perché possiamo così essere liberi di “aggrapparci” a Maria senza “zavorre” e chiedere a lei di portarci da suo Figlio Gesù.

Che ognuno di noi possa guardare le sue mani aperte e dire con Maria : “Grandi cose ha compiuto in me l’Onnipotente, mi ha colmata di gioia”.

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