Affrontare tutto insieme

Sr Anna Maria

L’importante è affrontare tutto insieme. E’ quello che insegniamo alle nostre ragazze, che facciamo vivere alle nostre signore della scuola, che sperimentiamo noi stesse ogni giorno e, credetemi, il cammino diventa più leggero e si possono vedere tanti fiori sul bordo del sentiero.
Questo è il mio augurio per tutti voi: sempre insieme.

Carissimi amici, eccomi di nuovo a voi con le mie storie dalle Isole Salomone.

Dovete sapere che quando è tanto tempo che non piove, qui da noi succedono i disastri! Non mi riferisco solo al fatto che le coltivazioni, specialmente gli ortaggi di cui vivono le popolazioni delle isole, ma al fatto che scoppiano le malattie e le  epidemie, proprio come ai tempi dei “Promessi Sposi”.

I Papua Nuova Guinea l’anno scorso c’è stata un’epidemia di colera che ci ha fatto temere il diffondersi del contagio anche qui da noi! La nostra capitale, Honiara, è il ricettacolo di tutti questi eventi. E’ un po’ il rischio di tutte le capitali del terzo mondo: tanta gente che vive ammucchiata in poco spazio, niente servizi igienici, fognature inesistenti, polvere e cemento, inquinamento e sporcizia all’ennesima potenza e anche se Honiara è molto piccola come città, ha tutti gli attributi delle megalopoli mondiali.

Il mese scorso abbiamo avuto ben tre settimane di siccità… direte voi: “Ma cosa sono tre settimane senza pioggia!”. Ebbene, con il sole equatoriale che ci ritroviamo e le condizioni proprie della città, tre settimane sono un inferno! La gente va in giro con la testa e la faccia coperte da magliette o asciugamani o qualsiasi capo di vestiario si trovi a portata di mano; la polvere delle strade semi asfaltate diventa come una nebbia che brucia gli occhi e la gola… sembra quasi di essere nel deserto del Sahara! Ad ogni modo è scoppiata un’epidemia di congiuntivite piuttosto forte. Nel giro di pochi giorni la maggior parte dei bambini delle scuole ne erano affetti e in un batter d’occhio l’hanno portata a casa ai genitori!

Nel nostro ostello, un pomeriggio una ragazza è venuta a casa con gli occhi rossi e dopo due giorni mi sembrava di essere circondata da 35 “Caron demonio dagli occhi di bragia”! Anche le signore del corso di economia domestica (le mamme per l’appunto) venivano a lezione con gli occhiali da sole per proteggere gli occhi arrossati e mi sembrava di entrare in discoteca e non nella classe, perché tenevano gli occhiali anche a lezione per non impressionarsi a vicenda con la visione degli occhi rossi.

Le cliniche erano allo stremo con le medicine anticongiuntivite, tanto che ad un certo punto hanno cominciato a distribuire paracetamolo (la Tachipirina) perché non c’era più nient’altro!!! Così le ragazze che non erano riuscite ad avere le gocce, si facevano gli impacchi con acqua bollente e sale! “Ma siete impazzite!” – faccio io – “Ce l’ha detto la mamma” – dicono loro….ah, beh, se l’ha detto la mamma fate pure….ed in effetti sono guarite.

Dopo due settimane di epidemia, le scuole della città con l’internato hanno mandato tutti gli studenti a casa per non diffondere ulteriormente la malattia ed anche noi, un week-end dove c’era il lunedì di vacanza, abbiamo spedito tutte le ragazze e fatto una disinfezione a tappeto degli ambienti e… risultato… la signora che collabora con noi all’ostello si è alzata il mattino dopo con un occhio rosso… ed anche una delle nostre maestre si è unita alla discoteca con gli occhiali da sole! Noi suore l’abbiamo scampata lavandoci continuamente le mani e non toccando gli occhi anche se ci facevano prurito. Alla fine sono arrivate le piogge ed hanno lavato via tutte le malattie.

Ma, dovete sapere, anche quando piove qui da noi succedono i disastri. Non mi riferisco solo al fatto che i fiumi straripano facilmente e tutto si allaga… ma al fatto che scoppiano altri tipi di epidemie!!! Con gli acquitrini, le zanzare pullulano e pare che alle Isole Salomone tutti i tipi di zanzara abbiano trovato il loro habitat ideale. Quindi le cliniche si riempiono di malati di malaria, dengue e zica, l’ultima arrivata. Per non parlare delle varie influenze e febbri che gli sbalzi di temperatura portano con se’.

Nell’ultima stagione delle piogge abbiamo avuto una recrudescenza di diarrea, che ha fatto delle vittime tra bambini e neonati. Le acque si infettano, anche quelle dei pozzi aperti. In alcune zone la gente beve ancora l’acqua dei fiumi o ci lava biancheria e stoviglie. I fiumi che attraversano la città sono altamente inquinati, ma l’ignoranza in proposito è ancora molto alta. Molte persone sono abituate, nel proprio villaggio dove ovviamente l’inquinamento è quasi inesistente, ad usare le acque dei ruscelli e venendo a vivere in città non vedono la differenza. La rete idrica cittadina non è ancora stata adattata all’aumentato numero degli abitanti e così ci si arrangia.

Ecco perché le nostre ragazze, ogni volta che tornano dal week-end a casa, vanno subito alle vasche della lavanderia e lavano tutto quello che si sono portate da casa, tanto che i fili da stendere sono sempre pieni di biancheria. Durante l’ultima settimana di pioggia costante, non c’era più posto sui fili riparati sotto la tettoia e niente asciugava!

Anche noi suore avevamo la nostra lavanderia piena di panni stesi. Io ho dovuto tirare due fili nella mia camera ed ho dormito con la mia biancheria sospesa sopra il letto! L’altro disastro che succede quando piove sono le buche nelle strade. La rete stradale dell’isola Guadalcanal consiste in strade sterrate che percorrono le piantagioni di palma da olio, altre che vanno sulle montagne dove le compagnie del legname distruggono le nostre foreste ed una strada asfaltata di circa cento chilometri che percorre la parte nord dell’isola ed attraversa la capitale. Fine della rete stradale! Se non consideriamo le due reti delle piantagioni e del legname (che tra l’altro le compagnie mantengono benissimo per permettere ai loro camion di grosso calibro di percorrerle senza danni), i cento chilometri di strada asfaltata sono come la “fabbrica del duomo”, in continua e perenne riparazione. Ogni volta che piove, nuove buche si aprono sul percorso, come se sotto il fondo stradale ci fosse il vuoto, e vengono sistematicamente riempite con sassi ed una colata di catrame creando delle cunette che comunque danno disagio ai viaggiatori. Alcune buche sono profondissime e per evitarle bisogna fare lo slalom. Il problema è che a volte lo slalom ti porta sull’altra corsia rischiando dei frontali spaventosi, ma ormai tutti noi automobilisti siamo così esperti che sinora non è successo mai niente. Il bello è che ogni volta che il Consiglio Comunale si decide a far riparare lunghi tratti di strada… piove! Come se la natura testasse la nuova riparazione che, puntualmente, cede!!!

A volte capita di trovare macchine finite nei fossi ai margini della strada….uno slalom un po’ azzardato, magari innaffiato di alcool, e allora comincia la “spoliazione”. Quando la polizia o l’ambulanza se ne vanno, orde di uomini arrivano e cominciano a svitare e prelevare tutto quello che è possibile ed immaginabile. Come succede quando una carcassa è assalita dalle formiche, che una volta che se ne vanno restano soltanto le ossa, così è per la povera vettura: rimane solo l’intelaiatura, pronta ad essere portata via da quelli che raccolgono il ferro per venderlo di seconda mano!

Quante cose, vero? Magari vi fanno anche paura, ma vi assicuro che viste e vissute da qui hanno un’altra portata.

Insieme affrontiamo gli eventi che si presentano lungo in nostro cammino, ci aiutiamo e sosteniamo anche con un pizzico di ironia, che rende il tutto più colorato.

L’importante è affrontare tutto insieme. E’ quello che insegniamo alle nostre ragazze, che facciamo vivere alle nostre signore della scuola, che sperimentiamo noi stesse ogni giorno e, credetemi, il cammino diventa più leggero e si possono vedere tanti fiori sul bordo del sentiero. Questo è il mio augurio per tutti voi: sempre insieme.

Le difficoltà sono più affrontabili e ci sono più idee sul da farsi, ma soprattutto c’è più conforto e parole di incoraggiamento che alleviano il cuore e danno tanta speranza. Forse questa è una delle tante opere di Misericordia che possiamo esercitare in questo anno straordinario, per rendere il nostro mondo più luminoso ed accendere più sorrisi sui volti.

Pace a tutti e alla prossima.

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