Quaresima/Quarantena

 

di frate Francesco Ravaioli

 

 

Se fino ad ora non avessimo preso tanto sul serio la Quaresima, quest’anno a sottolineare il concetto arriva la Quarantena.
Due parole che percorrono strade etimologiche un po’ diverse per riferirsi alla stessa cosa: quaranta giorni. Quaranta giorni di penitenza per la conversione. Quaranta giorni di isolamento per il non-contagio e la guarigione. Significati che si rinforzano a vicenda.

La seconda domenica di Quaresima ci ha fatto svegliare tutti in zona ross… arancione. Siamo tutti improvvisamente “in disparte” come Pietro, Giacomo e Giovanni, anche senza essere saliti “su un alto monte” come il Tabor. Ma non ci riesce affatto spontaneo dire come Pietro: “Signore, è bello per noi essere qui!”.

Mi sembra sempre paradossale incontrare la Trasfigurazione in Quaresima. Cogliere nel volto umano di Gesù la luce sfolgorante del volto di Figlio di Dio non è cosa scontata. In questo tempo richiede di prendere sul serio prima l’andare nel deserto delle tentazioni di Gesù, poi seguirlo in disparte e in alto per r-accogliere questa inaspettata manifestazione della sua bellezza.

In questi giorni anche per noi occorre voler trovare “cose belle”, per non lasciare spazio solo alle notizie più o meno brutte, o l’attenzione tutta protesa solo all’informazione e alle percentuali di crescita o diminuzione epidemiologica. La vita viene prima. Ma occorre andare un po’ controcorrente, un po’ in salita, un po’ in disparte. D’altronde l’andamento della liturgia ci aiuta: si comincia con le tentazioni, ma non sono l’ultima parola.

Ecco allora le tre azioni classiche della Quaresima (che ci consegna ogni anno il vangelo del Mercoledì delle Ceneri: Mt 6,1-6.16-18), che diventano le tre azioni della Quarantena 2020 per i cattolici (e non solo?) per cercare, trovare e… far trovare più bellezza:

1. Digiuno.

Possiamo calmierare e selezionare attentamente il consumo di:

informazione e social network: sempre a rischio di tossicità per il nostro pensare/sentire, in questo periodo sono sovraccarichi di fattori ansiogeni;

uscite non necessarie: stare a casa per limitare le possibilità di diffondere il contagio oggi è un gesto di cittadinanza responsabile, costa un po’, ma quale digiuno non costa?

 

2. Elemosina.

Un’azione di aiuto (del valore di circa un quarto d’ora) in questa Quaresima può assumere la forma di:

– una telefonata ad una persona sola o anziana (che è prudente non visitare di persona, se non necessario) costretta in casa più di me;

– mentre faccio la spesa per me e famiglia, la faccio anche per il mio vicino anziano per evitargli esposizioni rischiose.

 

3. Preghiera.

Non avere la Messa domenicale per i “consumatori” di Messe feriali è un dramma peggio delle peggio epidemie (non vuole essere irriverenza! vuole essere solo umorismo che sottolinea la verità, visto che io sono sia “consumatore” che “esercente”…).

Per i “cristiani (stanchi) della domenica” la festa per la sospensione del precetto domenicale potrebbe essere commentata adeguatamente solo con qualche meme di CattoNerd.

Per gli uni e per gli altri questo vuoto può e deve essere l’occasione per pregare di più “nel segreto” della propria stanza  e/o della propria famiglia (a seconda delle condizioni):

pregare con la Parola di Dio, con un tempo preciso stabilito ogni giorno (5, 15 o 30 minuti, a seconda di quanto ti consiglia il buon senso e/o il padre spirituale);

pregare il Rosario (25′) o almeno una decina (5′): un po’ di semplice e povera preghiera vocale di affidamento non fa male a nessuno, tanto meno agli intellettuali e a chi “pensa troppo”.

Cercando di mettere in pratica le pratiche quaresimali della quarantena, non so se eviteremo il contagio del Covid-19. Certamente ci troveremo ad affrontare molte tentazioni (di lasciar perdere!), ma rischieremo di divenire portatori ri-sanati della bellezza del Vangelo!

 

Fonte: fratidelprato.it

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