Messaggio inderogabile per l’uomo e la donna, oggi

“La modernità ha fallito. Bisogna costruire un nuovo umanesimo altrimenti il pianeta non si salva” (A. Einstein).

Questa asserzione di uno dei più grandi scienziati del nostro tempo viene a saldarsi oggi con la voce di un’adolescente.

Si tratta di Greta Thunberg, una svedese di sedici anni, che non ha esitato a farsi ascoltare dai grandi responsabili della politica, dell’andamento finanziario, economico e produttivistico del mondo. Basti dire che è riuscita a farsi intendere dai grandi delle Nazioni Unite.

Lungi dal dare in escandescenze (come purtroppo è avvenuto in certi ambienti anche italiani), abbiamo preso coscienza che anche noi giovani (di età e non), persone che vogliono vivere responsabilmente il proprio tempo, non possiamo chiuderci in un silenzio: sarebbe espressione di ignoranza, ignavia, di vera e propria egolatria, a volte di connivenza interessata.

Totalmente in balìa di ciò che avviene e sta muovendosi nel mondo, siamo urgentemente chiamati a ciò che più connota l’uomo, e lo fa passare da individuo a persona: la responsabilità.

Al di là di uomini e donne di culture e religioni diverse, al di là di popoli che hanno avuto – in ogni tempo – gravi incomprensioni, urti violenti e guerre, noi oggi sentiamo di essere chiamati a una unità di intenti che esprime un nuovo umanesimo intriso di verità evangeliche.

Viviamo in un mondo che offre ancora stupende bellezze naturali: si pensi alla catena delle Alpi con bagliori di albe e tramonti sui ghiacciai; si pensi all’enorme varietà del mondo vegetale, dal baobab alla minuscola pratolina sbocciata a marzo; si pensi alla varietà degli animali così facilmente addomesticabili, resi amici e aiuto dell’uomo. Volgiamo ora l’attenzione ai grandi valori dei genî: espressione di quel che ha arricchito, lungo la storia, questa nostra Terra. E l’arte potremmo forse dimenticarla? Potremmo forse dimenticare Dante, Wolfgang Goethe, Mozart, Giotto, Michelangelo, e anche pittori recenti, come un Van Gogh, che tanto profondamente esprime un mondo nuovo, proprio nel suo impressionismo?

Non è questione di decisioni prese qua e là da qualcuno che ha mente aperta, cuore attento e sensibilità operativa. Qui è questione di “fare catena”: la mia mano nella tua, la tua in quella di un altro fratello o sorella.

Qui non è questione di campanilismo, nazionalismo o altri “ismi” che si coagulano tutti nell’acqua inquinata dell’egocentrismo.

Qui è ora (senza rimandare a domani) di scegliere uno stile di vita semplice e sobrio.

Nelle modalità del sostentamento per il nostro benessere fisiologico si può star bene senza pretendere cibi prelibati e costosi. Nelle libere scelte di consumo (abiti, consensi alla moda, accessori ultimo modello) nessuno ci vieta di aderire alle offerte anche neo-tecnologiche di oggi. L’importante però è avere chiarezza di mente e di cuore anche qui.

Devo chiedermi: perché desidero rinnovare tutto in casa, dove lavoro, dove la mia presenza è significativa? Forse per esercitare un potere sugli altri, per mettere i “lustrini” alla mia immagine? Perché non voglio prendere coscienza che è necessario ridurre le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera sostituendo le centrali che bruciano combustibili fossili con centrali a energia rinnovabile quali la luce solare, il vento e le maree? Perché voglio nascondere a me stesso l’ingiustizia del mirare ad avere sempre di più quando nel mondo ci sono intere famiglie e milioni di bambini che soffrono la fame fino, spesso, a morirne?

Lo scienziato Ugo Amaldi del CERN di Ginevra, con cognizione di causa, ci invita a fare scelte determinate e sollecite:
“Noi ci impegniamo a ridurre l’emissione di gas a effetto serra usando mezzi di trasporto poco inquinanti, preferendo in particolare treni e autobus ad auto e aerei. Tra i molti scenari possibili, noi sosteniamo la risoluzione approvata il 14 marzo 2019 dal Parlamento Europeo, che chiede di ridurre a zero nel 2050 l’emissione di questi gas nella produzione di energia – di modo che la temperatura media dell’atmosfera non aumenti più di 1,5 gradi centigradi – anziché limitarsi, come previsto dall’Accordo di Parigi del 2015, a ridurre nel 2030 queste emissioni del 40% rispetto al 1990.” (Ugo Amaldi, 18 marzo 2019)

Non si può davvero buttar via tutto quello che su questa nostra Terra continua a essere richiamo a ciò che è giusto, vero, buono e bello.

Piuttosto, con l’intelligenza della mente aperta e la calda luce di un cuore vibrante, condividiamo pienamente ciò che nell’Enciclica Laudato Sii ha scritto Papa Francesco: “Niente di questo mondo ci risulta indifferente” (cap. 2).
Noi ci impegniamo a ridurre l’uso personale di tutti gli oggetti di plastica e il maltrattamento di acque che, già vicino alla sorgente, vengono imbrattate, quasi avvelenate, sprecate.

“Se scopri in te stesso spazzatura come paura, disperazione, odio o qualcosa di simile, non lasciarti prendere dal panico… trasforma questi rifiuti in compost che possa far riapparire l’amore” (liberamente citato da Thich Nhat Hanh, Spegni il fuoco della rabbia, Mondadori, 2002, pag. 24).
In cordata con Voi, sorelle e fratelli di ogni luogo, nazione ed etnia, in sintonia con Voi, uomini aperti a ciò che è vero e giusto e che attende chiare prese di posizione in ordine alla custodia del creato, ci sentiamo dentro un processo positivo che umanizza tutti nell’ascolto di una vita che palpita e chiede di essere custodita e ben coltivata.

Nell’ascolto semplice di tutto ciò che germoglia, brulica, pulsa e vive, noi crediamo di poter impegnarci, con l’aiuto di Dio, non solo a custodire la Terra, ma a viverne i benefici condividendola in una fraternità il più possibile universale. Il nuovo umanesimo che la storia di questa nostra Terra attendeva si realizza in decisioni concrete di battere queste strade.

É bello chiudere questo messaggio lanciato nel vento dello Spirito con le parole di Dietrich Bonhoeffer, martire nei campi di concentramento nazisti:
“Tu ami il bene e lo ricompensi, o Signore: su questa terra con la pace della coscienza
E nel mondo futuro con la corona della giustizia” (La fragilità del male, ed. Piemme Milano, 2000, pag. 51).

Autore: Comunità Figlie di Maria Ausiliatrice Casa di Preghiera San Biagio

www.sanbiagio.org

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