Abbi cura di me

da | 1 Gen 2020 | Libri

Di sr Cristina Merli

 

Come un romanzo di formazione.

La sofferenza di una assenza, il rifiuto della compassione degli altri, la rabbia e il dolore. Ma anche l’emergere dei doni innati, la scoperta di una passione, la conoscenza di se stessi attraverso le attrattive.

È quel viaggio nel profondo che ogni padre e ogni madre dovrebbe insegnare al figlio, che ogni docente dovrebbe indicare ai propri allievi attraverso le discipline.

Simone lo ha imparato dalla vita. E dai maestri.

Con De André, De Gregori, Rino Gaetano, Battiato capisce che la musica può raccontare, comunicare, trasmettere emozioni. Con Jacovitti scopre che l’arte non è fatta solo di estro, ma anche di rigore. Jim Morrison gli insegna che la vita stessa può essere arte. E allora decide: “Sarò un artista”.

Un artista che cerca “tesori di umanità da portare in superficie”. Come Terenzio, anche lui potrebbe affermare: “Nulla che sia umano mi è estraneo”.

È soprattutto l’anima fragile dell’uomo a interessarlo e a spingerlo ad approfondire, a incontrare persone, a registrare storie: i matti, gli ex-minatori, i soldati della guerra di Russia, gli esuli istriani.

E il successo arriva proprio con la storia di Antonio, chiuso per 40 anni in un manicomio. “Ti regalerò una rosa” conquista il primo posto al Festival di San Remo nel 2007. Da qui i concerti per tutta Italia, il riconoscimento del pubblico, la fama.

Ma il trionfo non riesce a spegnere il desiderio di scavare nel profondo, di ricercare, di appartarsi nel silenzio per aprirsi al vero e all’altro.

L’incontro con la figura di David Lazzaretti, con la fraternità di Romena, con alcuni monasteri di clausura gli apre sempre più la dimensione dell’oltre e, con questo, la volontà di mettere in gioco se stesso.

È così che arriva “Abbi cura di me”, dove musica e parole non raccontano storie di altri pescate nella narrazione di oggetti e persone, ma parlano di lui, di chi è, di cosa sente, della sintesi delle realtà fondanti la sua vita, come “sassi di miniera” scavati “a fondo a mani nude in una vita intera”.

 

Massimo Orlandi, giornalista e scrittore, apre ogni capitolo di questo libro raccontando un episodio della storia di Cristicchi, immaginando di essere lui. E si augura che “chiunque, leggendo, possa fare lo stesso, e cioè provare ad appoggiare i piedi sulle orme di questa storia, indossando la vita di Simone in prima persona”. Anche se Simone “si fa rincorrere senza mai essere raggiunto: è sempre oltre”.

“Abbi cura di me”. La vita di uomo. La storia di un artista. Il percorso di un’anima. Bello.

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