You can be saint (Lì dove sei)

da | 17 Feb 2020 | Musica

You can be saint (Lì dove sei) …altro che Sanremo!

E’ nata “You can be saint”, una canzone rap melodico che ha come protagonisti i ragazzi, le loro storie, le loro fatiche, le loro delusioni, ma anche la voglia di rialzarsi e andare avanti, il coraggio di prendere la mano tesa di un adulto e farsi accompagnare nel cammino della vita.

 

Di don Filippo Gorghetto SDB per Corxiii

In un panorama musicale in cui sembra che quello che conti non sia creare qualcosa di vero e di bello ma di apparire per qualche settimana a costo di accettare di tutto, ci sembrava giusto proporre ai ragazzi un progetto accattivante, nel loro linguaggio (quello della musica) e che potesse insegnare ai ragazzi che si può fare qualcosa di buono e bello raccontando se stessi senza dover per forza dire volgarità o parlare male di qualcuno o criticare qualcosa.

Ecco le parole del prof. che ha guidato il progetto

La canzone nasce in realtà agli inizi di novembre come progetto didattico fatto con i ragazzi delle classi dell’Istituto Salesiano Bearzi di Udine, dove io sono docente. Il tema portante di quest’anno è “Puoi essere Santo, lì dove sei”. Assieme ad alcuni colleghi abbiamo cercato di trovare un modo efficace per riuscire a trasmettere questa tematica ai ragazzi, poi un giorno parlando del più e del meno con il nostro direttore, don Filippo Gorghetto, lui se ne esce con :”beh facciamo una canzone!!!” e “perché no?” ho detto io. – Credo che l’esperienza diretta sia il modo migliore per interiorizzare anche i concetti più complessi, da ciò l’idea di raccogliere tra i nostri ragazzi dei pensieri, dei messaggi, delle situazioni di vita concreta, di disagio, di speranza, di rinascita… insomma volevamo cercare di esprimere il loro mondo in maniera autentica partendo proprio dalle loro esperienze”


(Simone Rizzi)

 

E’ nata “You can be saint”, una canzone rap melodico che ha come protagonisti i ragazzi, le loro storie, le loro fatiche, le loro delusioni, ma anche la voglia di rialzarsi e andare avanti, il coraggio di prendere la mano tesa di un adulto e farsi accompagnare nel cammino della vita.

E’ interessante perchè le parole del testo sono le parole con cui i ragazzi hanno scritti i temi, cioè sono le parole con cui si raccontano, che non sono quelle che di solito si sentono sulla bocca di tanti ragazzi: perchè in fondo in fondo il loro cuore è abitato dal desiderio della bellezza, della verità, dell’eternità, di Dio. Basta trovare il modo di…farlo parlare! E ci sembra che la produzione di una canzone sia un buon mezzo per fare in modo che possano far parlare il loro cuore.

Non importa che sia bella o no, che piaccia oppure no, che faccia tanti like o meno. Quello che conta è che più di 100 ragazzi si sono messi in gioco e hanno capito -speriamo!- che la vita non è così vuota come la propone il mondo, ma può essere una vita piena!

Spiegazione della canzone:

Alla prima lettura dei temi raccolti tra i ragazzi è emerso subito, in maniera evidente, il fulcro del disagio che i ragazzi provano e anche la soluzione per superarlo.

Il senso di abbandono, qualcuno che se ne va (fisicamente o no) o semplicemente non li ascolta; e così inizia la canzone.

Il protagonista è solo nel suo letto con le cuffie in testa (in rete con la sua “gente”) isolato e sordo al mondo e alle sue emozioni. Poi qualcuno di importante se ne va e la conseguente sofferenza e presa di coscienza di questo abbandono gli fa “svegliare” il cuore e gli fa iniziare il percorso evolutivo; sarà poi l’aiuto, la mano, l’ascolto ricevuto dagli altri (la gente – quella vera –  che gli sta accanto) che gli aggiusterà il cuore. La canzone si conclude col protagonista cosciente delle sue emozioni, presente nella sua vita, consapevole di essere parte di un piano più grande, un Uomo Vero, pronto a sostenere e aiutare gli altri come è stato fatto con lui.

Abbiamo cercato di raccontare una percorso evolutivo, che è quello dell’Essere Umano, si parte dalla presa di coscienze di una sofferenza interiore, si passa per il vivere e superare il dolore nel quotidiano (lì dove sei), fino alla rinascita come essere umano realizzato “Santo” (da qui il titolo).

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