Pubblichiamo questo articolo di Papa Francesco a cui seguiranno una serie di articoli orientati a stimolare una riflessione, anche in contraddittorio, sulla lettura del presente.

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Papa Francesco
Ci sono tre cose che dobbiamo avere tutti nella vita: memoria, capacità di vedere il presente e utopia per il futuro.

Le utopie ci fanno andare avanti. Sarebbe triste se un ragazzo o una ragazza non le seguissero. Ci sono tre cose che dobbiamo avere tutti nella vita: memoria, capacità di vedere il presente e utopia per il futuro.

La memoria non bisogna perderla.

Quando i popoli perdono la loro memoria, c’è il grande dramma di trascurare gli anziani.

Capacità di ermeneutica di fronte al presente.

Interpretarlo e sapere dove occorre andare con quella memoria, con le radici che ho, come giocarmela nel presente, in questo sta la vita dei giovani e degli adulti.

E il futuro, lì sta quella dei giovani soprattutto e quella dei bambini.

Con memoria, con capacità di gestione nel presente, di discernimento e utopia verso il futuro, perché lì s’inseriscono i giovani.

Perciò il futuro di un popolo si manifesta nella cura degli anziani, che sono la memoria, e dei bambini e dei giovani, che sono coloro che la porteranno avanti. Noi adulti dobbiamo ricevere questa memoria, lavorarla nel futuro e darla ai figli.

Una volta ho letto una cosa molto bella:
«Il presente, il mondo che abbiamo ricevuto, non è solo un’eredità degli anziani ma è piuttosto un prestito che ci fanno i nostri figli affinché lo restituiamo loro migliore».

Se taglio le mie radici e perdo la memoria, mi succederà ciò che succede a ogni pianta, morirò; se vivo solamente un presente senza guardare in previsione al futuro mi accadrà quello che accade a ogni cattivo amministratore, che non sa fare progetti.

L’inquinamento ambientale è un fenomeno di questo tipo. Le tre cose devono andare insieme; quando una manca un popolo inizia a decadere.

Da: Intervista del Papa al quotidiano argentino «La Voz del Pueblo»

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