Facciamo tornare i bambini a giocare

La ministra Bonetti pubblica il bando “EduCare” per «contribuire a ridurre il divario ludico ed educativo generato dalla necessità di contenimento del virus». Scadenza il 31 dicembre, per progetti di sei mesi

 

Lanciato a novembre in un’intervista a VITA, vede finalmente la luce il Bando del Dipartimento per le politiche della famiglia per incentivare la ripresa delle attività educative, ludiche e ricreative dei bambini e dei ragazzi, fortemente penalizzate dall’emergenza sanitaria da COVID-19.

I due bandi annunciati, Educhiamo e Giochiamo, sono stati riuniti in un unico Avviso, ora battezzato “EduCare”. I progetti ammessi a finanziamento dovranno avere una durata di 6 mesi e la scadenza dei termini di presentazione delle proposte progettuali è fissata per il 31 dicembre 2020.

Possono partecipare enti locali, in forma singola o associata; scuole pubbliche e parificate di ogni ordine e grado; servizi educativi per l’infanzia e scuole dell’infanzia statali e paritarie; organizzazioni senza scopo di lucro nella forma di Enti del terzo settore ed enti ecclesiastici e religiosi. L’avviso ha uno stanziamento di 35 milioni di euro, da destinare per il finanziamento di progetti di educazione non formale e informale e di attività ludiche per l’empowerment dell’infanzia e dell’adolescenza. Il finanziamento sarà, per singolo progetto approvato, fra i 35mila e i 150mila euro. I progetti potranno essere presentati da una associazione temporanea di imprese o di scopo (ATI/ATS), costituita o da costituire a finanziamento approvato.

Il bando è, fin dal suo testo, fortemente riorientato dal Covid-19. «L’emergenza sanitaria da COVID-19 ha limitato fortemente le opportunità ludiche e ricreative dei bambini/e e dei ragazzi/e al di fuori del contesto domestico. A tali limitazioni si è accompagnata la sospensione di tutte le attività educative in presenza, impedendo così il regolare sviluppo delle potenzialità dei bambini/e e ragazzi/e derivante dallo svolgimento di esperienze al di fuori del contesto familiare», si legge. «Al fine di contribuire a ridurre il divario ludico ed educativo generato dalla necessità di contenimento del virus, il Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri (di seguito, Dipartimento) intende promuovere l’attuazione di interventi progettuali, anche sperimentali e innovativi, di educazione non formale e informale e di attività ludiche per l’empowerment dell’infanzia e dell’adolescenza, in conformità con le indicazioni sulla riapertura in sicurezza delle attività ludiche e ricreative fornite dalle linee guida elaborate ai vari livelli di Governo. Le proposte progettuali dovranno essere volte a contribuire allo sviluppo delle potenzialità fisiche, intellettuali, emotive e sociali dei bambini/e e dei ragazzi/e come individui attivi e responsabili all’interno delle proprie comunità a livello nazionale e locale e promuovere il loro impegno verso la società che li circonda, nel rispetto delle differenze culturali, linguistiche, religiose, etniche e di genere».

Quattro gli ambiti tematici:

  • promozione della cittadinanza attiva, del coinvolgimento nella comunità, e della valorizzazione del patrimonio culturale locale;
  • promozione della non-discriminazione, dell’equità e dell’inclusione sociale e lotta alla povertà educativa;
  • promozione della piena partecipazione e del protagonismo dei bambini e dei ragazzi attraverso l’educazione tra pari (peer education) e il sostegno del dialogo intergenerazionale tra bambini, ragazzi, adulti e anziani e le loro famiglie;
  • tutela dell’ambiente e della natura e promozione di stili di vita sani

Le proposte progettuali dovranno prevedere che tutto il personale, sia professionale che volontario, impiegato nel progetto sia formato anche sui temi della prevenzione di COVID-19, nonché per gli aspetti di utilizzo dei dispositivi di protezione individuale e delle misure d’igiene e sanificazione.

 


Fonte: vita

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