Collegi Universitari, accoglienza e formazione

Di suor Silvana Mascotto, FMA

 

Il trafiletto ‘Il valore dei Collegi universitari di merito’ comparso su Avvenire del 16 ottobre dentro un’ampia pagina che considerava la sfida di Papa Francesco con un ‘patto educativo globale’, ha permesso di rilevare due dati positivi. Il primo è la costatazione di tanti giovani, appunto, meritevoli che, in questo panorama così negativo e spesso proprio nei riguardi del mondo giovanile, permette un respiro di sollievo. Il secondo dato positivo è proprio l’esistenza di Collegi universitari predisposti all’accoglienza e alla partecipazione formativa di tanti giovani.

Si parla di Scuola, si parla di ragazzi. Poco di Università, poco di universitari e ancora meno di strutture, i Collegi Universitari, che accolgono una porzione di quella realtà giovanile poco presente in altri ambienti.

Il giovane che sceglie l’Università non è più un ragazzo, egli stesso lo sente e si ritiene ‘grande’ giustamente, ma anche i grandi hanno bisogno di ‘cura’. Infatti i Collegi, quelli che fanno una particolare scelta di campo,  sono la mano longa familiare, offrono accoglienza, cura, accompagnamento pur salvaguardando l’autonomia desiderata e dovuta.

Non solo Collegi di merito, ma anche Collegi aperti a tutti, che certamente il merito, molti lo conquisteranno perché i giovani che frequentano tali strutture ( e qui stringiamo lo zoom) che hanno l’obiettivo non economico ma educativo, sono diligenti, amano lo studio, amano il silenzio favorevole all’assimilazione di contenuti preziosi, amano la relazione buona e discreta.

Nei Collegi delle ‘Figlie di Maria Ausiliatrice’, sparsi su tutto il territorio nazionale, l’ambiente ha le condizioni ideali per uno studio proficuo ed è un punto forza, così come l’occasione di dialogo, di aiuto reciproco, di accompagnamento personale e d’insieme.

Le giovani, perché di strutture femminili si tratta, nell’età della frequenza universitaria si aprono alla vita adulta, a quella sociale,  sono in un momento delicato che non può essere trascurato. Occorrono sì di docenti competenti, ma anche di buoni ‘maestri’ di vita. Di chi si affianca loro e di chi sa cogliere, in una convivenza serena, domande, dubbi, sospiri e ideali. Nessuna goccia dev’essere perduta ma potenziata per una maturità personale forte e armonica per essere nella società parte attiva per un vero Bene comune. Oggi più che mai, in questo disorientamento e in questa precarietà desolante e disarmante. Ogni dimensione va considerata e aiutata a discernere verità e valori, come quella religiosa insita in ogni uomo. Non sono le omelie a tener banco, ma il dialogo che sa ‘raccontare’ storia, esperienze, anche quella di Gesù, confrontata con la vita di ciascuno. Nella libertà e rispetto di ogni mente, di ogni desiderio e di ogni cultura e… di ogni passo.

Questo tempo di isolamento e di scelte difensive comunque opportuni, si riflettono anche sui Collegi dove le presenza sono ridotte.

Speriamo in tempi migliori. Crediamo nell’efficacia del Collegio, che va comunque valutato nella sua consistenza ed esistenza, e crediamo che l’educazione, anche della porzione di giovani più grandi,  sia la chiave di una società fraterna e a sua volta educativa per il bene di ciascuno e di tutti.

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