Orientarsi in 3^ media

Suggerimenti per i Genitori

 

Di suor Marisa Lanzoni, FMA

 

Per il preadolescente di terza media la scelta della scuola superiore e dei corsi di formazione professionale è una esperienza fondamentale nel suo processo di crescita. Rappresenta la conclusione di un iter orientativo che comporta una adeguata conoscenza di sé e una proiezione già abbastanza realistica verso la propria realizzazione personale.

Si può configurare una scuola superiore come un “mezzo di trasporto”: deve adeguarsi ai miei gusti, deve condurmi a raggiungere delle mete che corrispondano ai miei interessi.

Scegliere una scuola superiore comporta la consapevolezza matura del ragazzo che può dire: mi conosco e mi progetto. Conosco le mie attitudini mentali, lo stile cognitivo che caratterizza il mio metodo di studio. Percepisco in quale misura le tendenze spontanee che hanno caratterizzato i miei comportamenti infantili si vanno strutturando in aree prioritarie di interessi ludici, professionali, progettuali. Valuto la mia riuscita nelle diverse aree delle discipline scolastiche in correlazione alle competenze e abilità acquisite. Constato come certe componenti caratteriali della mia personalità condizionano molti miei comportamenti,  e in quale misura  il mio livello di autostima può sostenermi nell’affermazione di me stesso e nello sforzo costruttivo verso il successo. Questi i contenuti e gli obiettivi dei test che proponiamo nel percorso orientativo.

Evidentemente la capacità progettuale del preadolescente non ha ancora raggiunto una autonomia matura. L’immagine di sé resta ancora condizionata dai modelli familiari, dalle loro attese, e anche dagli atteggiamenti preadolescenziali di controdipendenza, nel tentativo d’affermazione dell’ io in rapporto alle figure genitoriali. Nella dinamica di tale rapporto sarebbe semplicistico supporre che quando il ragazzo afferma: “i miei genitori vogliono che io faccia quello che va bene per me”, tale percezione corrisponda a una effettiva emancipazione dalle proiezioni esercitate dai genitori. Questo atteggiamento può costituire tuttavia un passo molto positivo nel dialogo stabilito tra genitori e figlio, in una relazione sincera di aiuto a conoscersi e a realizzarsi.

Anche l’esperienza coinvolgente della “amicizia speculare” (l’amico per la pelle, l’amica del cuore) che nella preadolescenza consente al ragazzo e alla ragazza di conquistare una più consistente immagine di sé, rischia inconsciamente di condizionare le scelte. Infatti un processo incompiuto verso la consapevolezza della propria identità e verso la conquista gioiosa della propria irripetibilità, sollecita il preadolescente a tentare l’avventura del futuro ignoto in solidarietà con qualcuno della cerchia ristretta delle proprie relazioni amicali. E non restano certo insignificanti gli stereotipi dei modelli sociali e professionali, così come vengono acquisiti ed elaborati dal mondo dei preadolescenti, diversi ma non lontani dai sogni dell’immaginario infantile

Ed ecco, nel cuore di questa crescita faticosa, affacciarsi agli occhi del preadolescente il “fantasma” della “scuola superiore”. Fantasmi sono l’ambiente, la struttura dei corsi e delle materie svolte, la dinamica delle relazioni, il tipo e il carico di impegno che quella scuola comporta, la prossima riorganizzazione del proprio tempo…
A volte la scarsa conoscenza da parte dei genitori dei percorsi innovativi e sperimentali nella impostazione attuale della scuola, accresce  confusione nel ragazzo circa una conoscenza obiettiva della scuola superiore.

Per un approccio più realistico e più rasserenante vengono offerte varie opportunità. L’esperienza delle giornate di “scuola aperta” accosta l’alunno alla realtà di un certo ambiente. La presentazione della scuola da parte di alcuni docenti, e specialmente degli studenti, consente un dialogo che può essere critico e illuminante circa tanti aspetti della scuola stessa, pur con il rischio in qualche caso di una alonatura “pubblicitaria” che può apparire come un “tiro l’acqua al mio mulino”.

La navigazione nei siti internet può offrire molte opportunità di informazioni obiettive, specialmente se i ragazzini vengono guidati da qualche docente. Infine ogni ragazzo viene raggiunto dal “consiglio orientativo” formulato dal Consiglio di Classe, navigando a volte in un mare di reazioni ambivalenti.

Per fortuna, nel fatidico mese di febbraio che obbliga d’ufficio all’atto delle preiscrizioni, possiamo ancora incoraggiare il ragazzo a continuare il fondamentale cammino del “mi conosco e mi progetto”, chiave autentica dell’auto-orientamento, durante gli altri mesi della terza media; mesi preziosissimi nell’arco evolutivo della preadolescenza, in prospettiva di un futuro percorso adolescenziale durante il biennio configurato come “orientativo” nella attuale riforma della scuola superiore.

 

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