Inizia la “Cordata Educativa”

“Vai per la città e guardati attorno”

Se Don Bosco fosse qui, oggi, sarebbe in piazza, per strada, consumerebbe le suole delle scarpe percorrendo mille marciapiedi, entrerebbe nelle scuole, nelle università, non perderebbe l’occasione per guardarsi intorno…

Immagino che se anche fosse costretto all’isolamento darebbe vita ad un immenso cortile virtuale per tenersi in contatto con i ragazzi, per sintonizzarsi sui loro bisogni. Per tener loro compagnia, con simpatia e semplicità, con qualche parola buona.

Darebbe fondo a tutte le sue risorse di creatività per rendere questo tempo un’opportunità.  Per rinvigorire i desideri, per alimentare i sogni, per insegnare il discernimento. Nella desolazione, quando tutto si azzera, si sogna la realtà di prima, si maturano nuove consapevolezze, si intravedono traguardi. Don Bosco saprebbe parlare al cuore di questi giovani, soffrirebbe atrocemente nel sentire che l’impossibilità di pensare al domani paralizza la capacità di immaginare il proprio futuro. Ma non si farebbe prendere dallo sconforto, entrerebbe proprio qui, senza paura e con delicatezza, non si fermerebbe davanti alla consapevolezza che spingersi oltre potrebbe coincidere con il riacutizzarsi del dolore delle proprie ferite. Andrebbe fino in fondo, per fare a metà.

Non dormirebbe la notte per capire da dove iniziare…

E andrebbe a bussare a mille porte, per scovare tutte le risorse da mettere in gioco, per condividere progetti senza sprecare energie.

Ma con lo stile salesiano di sempre: si parte dal basso, da quello che la vita ti mette davanti e che spesso tanto bello ed esaltante non è!
Da quello che ti offre la piazza e che ha un nome: si chiama Bartolomeo…

Non si farebbe scoraggiare da note indagini sociologiche su “i” giovani oggi. Non ne avrebbe tempo, per quanto interessanti, troppo appassionato alla relazione nuda e pura.

Troppi occhi feriti, sguardi sfuggenti, entusiasmi appassiti, Don Bosco sarebbe lì. Esserci prima di tutto. Dove sono loro. Per loro.

È per non tradire il sogno del nostro fondatore che noi come Istituto di Figlie di Maria Ausiliatrice, rappresentato da suor Simona Bisin e Alessandra Vergani, abbiamo sentito nella “Corata educativa” un appello a cui dare una risposta perché dove risuonano le parole “giovani”, “educazione” e “rete” noi ci siamo!

 

“Il Signore ai grandi bisogni manda grandi aiuti”

La cordata educativa nasce verso la primavera dello scorso anno su invito del direttore della Fom don Stefano Guidi che, raccogliendo l’appello dell’arcivescovo di Milano ad ascoltare e prendersi cura del disagio giovanile che la pandemia ha fatto esplodere, ha chiamato a raccolta i rappresentanti dei diversi enti diocesani e delle realtà educative operanti in diocesi per affrontare insieme un cammino che ha come obiettivo il mettere insieme le forze, per costruire cammini possibili e affermare tutta l’urgenza dell’emergenza educativa. Sono iniziati gli incontri, gli scambi di pensiero e di vedute, gli approfondimenti…

É una bellissima esperienza di Chiesa, nella quale emerge la ricchezza dei diversi carismi, nell’intrecciarsi di progetti ed esperienze che raccontano la storia delle comunità che sorgono in terra ambrosiana, un invito che vuole avere i piedi ben saldi per terra per rilanciare un atteggiamento di speranza e contrastare il grigiore che incombe sulla vita di tanti.
Come diceva don Bosco: “Camminate coi piedi per terra e col cuore abitate in cielo”.

 

“Dalla buona o cattiva educazione della gioventù
dipende un buon o triste avvenire della società”

Il primo frutto di questo cammino è il “Manifesto” nato dell’interazione di varie realtà che si occupano di educazione per fare il punto sui valori dai quali non si può prescindere per realizzare azioni che incarnino un pensiero condiviso sui giovani e l’educazione.

 

“Che i giovani non solo siano amati,
ma che essi stessi conoscano di essere amati”

Il “Manifesto” è la sintesi di quelle attenzioni che emergono da una lettura a più voci dei bisogni emergenti e verso la quale si vuole far convergere lo sguardo delle comunità cristiane, rivolgendosi contemporaneamente a giovani ed adulti, perché possano intraprendere un cammino di reciproca riscoperta e, in virtù di questo, autenticamente educativo.

 

“Amate ciò che i giovani amano perché essi amino ciò che amate voi”

Oltre al “Manifesto”, si è pensato di offrire dei percorsi educativi da svolgersi nelle comunità della nostra diocesi nell’anno pastorale 2022 a partire da febbraio. I destinatari di questi percorsi non saranno solo quanti ricoprono un effettivo ruolo educativo in senso stretto, ma tutti coloro che sono minimamente coinvolti in un progetto destinato ai giovani o abbiano maturato una particolare sensibilità educativa (allenatori e animatori sportivi, genitori, insegnanti, catechiste, operatori Caritas e doposcuola, nonni…). Il modulo formativo è pensato su 3 incontri nei quali verrà messo a fuoco il tema dell’ascolto – di sé nella relazione educativa e degli adolescenti – e il tema della “rete”, mediante la possibilità di attivare delle collaborazioni che consentano di avviare progetti concreti e stabili sul territorio.

 

“Io ho sempre avuto bisogno di tutti”

Tra i macro-obiettivi la “Cordata” pone una riqualificazione della proposta educativa e la creazione di una rete di collaborazione educativa nel territorio.

Oggi, 21 gennaio, inizio della Settimana dell’Educazione, si terrà la Conferenza Stampa in Curia per dare visibilità a questo sogno. Vi terremo informati sui diversi passi che vivremo.

 

Alessandra e suor Simona

 

LA CORDATA EDUCATIVA:

Fondazione Oratori Milanesi
Servizio Diocesano per i Giovani e Università
Ufficio di Pastorale Scolastica
Consulta Diocesana Comunità Cristiana e Disabilità

Azione Cattolica Ambrosiana
Caritas Ambrosiana
Aquila & Priscilla Coop. Sociale Onlus
Pepita
Federazione Lombarda Centri Assistenza Famiglia
Fondazione Guzzetti Onlus
La Casa di Varese
Fondazione Don Silvano Caccia Onlus
FMA Lombardia
AGESCI Zona Milano Lombardia
CSI Milano

 

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