A Milano c’è una scuola salesiana che usa la città come aula
L’istituto Maria Ausiliatrice di Milano è diventato una “Scuola d’aria”: è questo il nome che i docenti hanno scelto per definire la loro didattica innovativa che utilizza l’intera città come luogo dell’apprendimento.
L’idea nasce dal desiderio di rintracciare l’origine delle materie nella vita reale, rendendo la lezione un’esperienza più immersiva e stimolante. I docenti danno appuntamento agli studenti in diversi punti della città, trasformando piazze, angoli storici, sedi di associazioni nei contesti in cui affrontare i contenuti disciplinari.
Così la voce di Alda Merini si incontra leggendo i suoi versi a ridosso del Naviglio dove ha vissuto; le onde sonore svelano le loro caratteristiche dopo averle registrate con un’app in uno svincolo trafficato; una ricerca sociologica comincia intervistando i veri viaggiatori della linea blu della metropolitana.
«L’esperienza», raccontano i docenti, «coinvolge finalmente il corpo, grande escluso della didattica tradizionale: si cammina, si indaga, si entra in relazione con luoghi magari già familiari, ma che svelano aspetti sorprendenti».
Alla base del progetto c’è una riflessione sul significato dell’esperienza scolastica. La direttrice dell’istituto, suor Cristina Merli, spiega: «Nell’epoca della smaterializzazione degli oggetti e dei rapporti, crediamo sia giusto che la scuola si proponga come luogo di pratica del reale, palestra dove sperimentare insieme l’entusiasmo, e anche gli attriti, che questo contatto provoca».
Uscire dall’aula come pratica didattica ha un forte connotato salesiano: don Bosco organizzava di frequente le cosiddette “passeggiate autunnali”: predisponeva il percorso con una organizzazione minuziosa, prevedendo anche pasti e momenti teatrali, e generava stupore e interesse nei giovani ospiti dell’oratorio che avevano l’occasione di uscire dall’ordinario, imparare e divertirsi. Il movimento e la scoperta attiva del territorio erano una forma di coinvolgimento per lui irrinunciabile già a metà dell’Ottocento.
Nella scuola di via Bonvesin la sperimentazione coinvolge due anni in modo continuativo le classi delle superiori (Liceo delle Scienze Umane, Liceo Scientifico Scienze Applicate, Istituto Professionale Sociosanitario) e sta allargando con continuità, anche negli altri ordini, il numero di esperienze, monitorando con docenti e studenti i punti di f
Nella scuola di via Bonvesin la sperimentazione coinvolge da due anni in modo continuativo le classi delle superiori (liceo delle Scienze umane, liceo Scientifico scienze applicate, istituto Professionale sociosanitario) e sta allargando con continuità, anche negli altri ordini, il numero di esperienze, monitorando con docenti e studenti i punti di forza e limiti su cui lavorare.
In particolare, dall’anno scolastico 2026/2027, la nuova prima del liceo delle Scienze umane è a pieno titolo una classe ufficiale di Scuola d’Aria, significa che i docenti dovranno rispettare un obiettivo ambizioso: un terzo delle ore si svolgeranno fuori dalle mura della scuola.
Una parte degli insegnamenti continuerà naturalmente a svolgersi in classe, sui libri e al banco. L’aula resta un luogo privilegiato per la concentrazione; l’obiettivo del progetto non è sostituirla, ma affiancarle in modo significativo la nuova modalità esperienziale che, come confermano numerosi studi pedagogici, non è solo in grado di riattivare energie sopite, ma è premessa di un apprendimento più efficace.
Gli studenti coinvolti hanno già ricevuto un vero e proprio kit da scuola nomade: una sacca con borraccia termica per bevande calde, quaderni rigidi per prendere appunti senza banco e un cuscino pieghevole.
«Il cuscino è un elemento fondamentale», scherzano i docenti. «Una delle prime difficoltà che abbiamo dovuto affrontare è stata la ritrosia dei ragazzi a sporcarsi i pantaloni sedendosi nei diversi luoghi in cui si svolgono le lezioni».
Dietro l’ironia c’è però una convinzione maturata attraverso le sperimentazioni già svolte negli ultimi anni dall’istituto: quando i contenuti ritrovano il contatto con la vita, le lezioni possono trasformarsi in piccole avventure attese e partecipate.
Per approfondire: https://www.scuolabonvesin.it/scuola-daria/



