– Redazione –
Mentre ci avviciniamo giorno dopo giorno alla canonizzazione di suor Maria Troncatti, riprendiamo gli interventi di suor Piera Cvaglià, tenuti durante il Triduo a Corteno, dal 23 al 25 agosto 2025.
Lo spirito missionario di suor Maria Troncatti
L’esperienza missionaria di sr. Maria Troncatti si potrebbe riassumere in una parola: La gioia di donare amore a tutti!
Nel cuore di suor Maria palpita l’urgenza dell’Amore. Amore per Dio, amore per tutte le persone: questo non le consente di pensare a se stessa. Ciò che veramente importa per lei è portare l’annuncio del Vangelo, perché il Regno di Dio avanzi nel cuore delle persone.
Suor Maria, attraverso le sue espressioni semplici e spontanee, ci appare una specie di incarnazione delle parole di S. Paolo: «Guai a me se non evangelizzo!».
Lo sente come parte di se stessa, e come un ritornello ripete in attesa di aprire la nuova missione nella Selva equatoriale:
«Sospiro l’ora e il momento di andare in mezzo ai miei cari indigeni» (L. 24, 3-9-1934).
«… è il mio sogno di far presto…» (L. 25, 24-10-1934).
«Credetemi, il mio anelito è sempre di andare coi miei cari indigeni, e lo spero!» (L. 26, 3-11-1935).
Dove si radica questo anelito missionario?
Si radica non sullo spirito di avventura e neppure solo sull’entusiasmo emotivo, ma sull’amore per Gesù, sul bisogno di attualizzare in sé il potente invio missionario di Gesù: “Andate in tutto il mondo e fate miei discepoli tutti i popoli della terra”.
Lo spirito missionario la sospinge a «fare di tutto per amare e far amare Gesù». Il suo ardente desiderio è solo quello di «guadagnare anime a Dio» (L. 18, 13-2-1932).
Ognuno di noi si realizza ed è felice solo se incontra il Signore!
E lei umilmente vuol facilitare questo incontro e, per farlo, parte dalle esigenze più concrete della gente: cura le malattie come un medico, è dentista, farmacista, puericultrice, oggi diremmo è anche assistente sociale.
Ma, – è questa la sua qualifica più importante – mentre cura il corpo, sr. Maria annuncia Gesù, catechizza, educa alla fede, genera pace e riconciliazione.
Si sente «ogni giorno più felice della sua vocazione religiosa e missionaria» perché – spiega – «qui con gli indigeni mi trovo molto contenta…» (L. 30, 17-6-1939). Felice al punto che «se non fossi venuta, chiederei di venire all’istante» (L. 19, 29-5-1932 – Proc. p. 79).
Suor Maria Troncatti: una cometa di luce
È molto significativo che il Sentiero delle comete parta da questo luogo: la casa dove nacque sr. Maria Troncatti, la sua famiglia, il suo paese, terra buona e feconda.
Questa casa semplice, povera, sconosciuta ai grandi della terra, custodisce un prezioso messaggio: qui un sogno di Dio si è fatto storia, il suo amore sconfinato, passando dall’amore dei genitori, è divenuto – nella piccola esistenza di Maria Troncatti – fonte di vita, di speranza e di gioia per tante persone
Tutto nella vita di una persona dipende da un “sì” all’amore: anche in questa casa risuona il “sì” dei genitori, il “sì” della famiglia e della comunità parrocchiale, il “sì” di Maria che si è aperta poco a poco a discernere il sogno di Dio e a realizzarlo.
Quel sogno non era solo ristretto in queste mura, ma era spalancato al mondo, aveva dimensioni missionarie.
Riconosciamo che la famiglia ha plasmato in Maria un cuore aperto agli altri, sensibile al dono di sé, capace anche di grandi sacrifici. Giorno per giorno l’ha educata a farsi dono per gli altri.
Al tempo stesso l’ha aiutata a riempire la sua vita di amore per Gesù, così che lei ha capito che, quando ci si sente amati da Lui, si è impazienti di irradiare questo amore anche su altri.
Possiamo costatare davvero che Dio ha fatto cose grandi in questa casa, in questa donna umile, dal cuore grande e generoso, per questo la sua vita ha lasciato una scia luminosa che non cessa di stupirci.
In questo luogo vediamo realizzata in pieno la parola di S. Paolo che ai Corinti scriveva: “Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti. Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti…perché nessuno possa gloriarsi davanti a Dio” (1Cor 27-28).
Qui il Padre ha compiuto meraviglie di grazia, perché…. la sua potenza trionfa nella debolezza. La sua mano “lavora” in chi ha il cuore docile, aperto, capace di fidarsi. È un artista e quando lavora fa dei capolavori!



