Un incontro senza pregiudizi

L’8 dicembre 1841 è una data fondamentale nella storia di Don Bosco e dell’opera salesiana.

 

La Data:8 dicembre 1841, Festa dell’Immacolata Concezione.

Il Luogo: La sacrestia della chiesa di San Francesco d’Assisi a Torino.

L’Evento: Don Bosco si stava preparando a celebrare la Messa, quando vide il sagrestano, maltrattare un ragazzo che si era rifugiato in un angolo in sacrestia.

Un ragazzo: Bartolomeo Garelli, sedici anni, un giovane orfano di Asti, solo, un garzone di muratore, analfabeta e non aveva ancora ricevuto la Prima Comunione.

L’Approccio di Don Bosco: Don Bosco intervenne, fermò il sagrestano e difese Garelli, chiamandolo “suo amico”. Dopo la Messa gli parlò con amorevolezza.

L’Inizio dell’Oratorio: Don Bosco conquistò la fiducia del ragazzo e gli chiese se volesse venire a un catechismo “a parte”. Garelli accettò con gioia. L’incontro si concluse con la recita di un’Ave Maria e con l’invito di don Bosco a Bartolomeo di tornare, ma questa volta con altri amici.

Questo semplice colloquio, segno dell’accoglienza incondizionata dei giovani più poveri e abbandonati, e la recita dell’Ave Maria con Bartolomeo Garelli sono considerati l’atto di nascita del carisma e dell’opera educativa di Don Bosco, che diede origine all’Oratorio.

 

L’incontro dell’8 dicembre 1841 tra Don Bosco e Bartolomeo Garelli è un vero e proprio insegnamento di pedagogia che si fonda sul Sistema Preventivo e offre spunti educativi ancora oggi attualissimi.

Di seguito, qualche spunto che possa fare bene a chiunque sia chiamato ad essere per i giovani testimone, custode e compagno di viaggio nel cammino della loro vita.

  1. Il Valore dell’Accoglienza e della Fiducia

Il gesto più rivoluzionario di Don Bosco fu l’accoglienza incondizionata. Garelli era un “nessuno”: orfano, povero, analfabeta. Agli occhi della società e del sacrestano, era un problema da allontanare.

Don Bosco vede in lui semplicemente un ragazzo bisognoso di affetto. L’educazione inizia con il riconoscimento della dignità dell’altro. Chiamandolo “mio amico”, Don Bosco ristabilisce la sua autostima, spezza il circolo della vergogna e pone le basi della fiducia.

Noi adulti dobbiamo credere nel potenziale di ogni giovane prima che ancora i ragazzi stessi ci credano.

  1. La Forza della “Ragionevolezza Amorevole” (Sistema Preventivo)

Don Bosco si oppone al metodo repressivo con la pazienza e il dialogo. Egli rimprovera Bartolomeo perché non sa servire la Messa, ma gli chiede gentilmente se sa fischiare.

Questo è il cuore del Sistema Preventivo, ogni adulto deve porsi a fianco dei giovani, non in contrapposizione ma per accompagnarli verso la conoscenza profonda di loro stessi. L’amorevolezza disarma il cuore di ogni giovane, soprattutto di quelli che agli occhi della società sono i più scartati.

  1. L’Educazione Come Patto di Fede e Vita

L’incontro si conclude con la richiesta di Garelli: “Allora verrò, a patto che non mi picchiate”. E l’inizio della loro relazione è segnato dalla recita di un’Ave Maria.

L’educazione è un patto fiduciario basato sul rispetto e su una dimensione di senso. Per Don Bosco, l’educazione è formazione spirituale e morale, essenziale per dare scopo alla vita e orientare le scelte.

L’episodio di Garelli a noi, oggi, ricorda che l’educazione è un atto di amore attivo che si manifesta attraverso l’ascolto, l’accettazione del punto di partenza dell’altro e la valorizzazione del suo essere più profondo. È il fondamento della pedagogia di Don Bosco: “Basta che siate giovani perché io vi ami assai.”

La singola preghiera, come una semplice Ave Maria recitata nel momento giusto, può dare inizio a miracoli di bene inattesi, bisogna saper riconoscere la forza del piccolo passo di fede.

In questa festa dell’Immacolata rivolgiamoci a Lei perché il nostro cuore non sia tentato a cedere al metodo della fretta e del pregiudizio, ma possa essere eco della pazienza, espressione di fiducia ed amorevolezza perché ogni giovane sia guardato come quel germoglio che a suo tempo sarà un albero rigoglioso.

 

O Maria Immacolata che sei la guida e la protettrice di ogni azione educativa,
ti affidiamo tutti i giovani, soprattutto quelli che hanno bisogno del dono della speranza e
della forza per ripartire.
Aiutaci, come Don Bosco, a vedere in ogni ragazzo
la dignità di un figlio di Dio e un amico da accogliere.
Donaci la pazienza, l’amorevolezza e la fede
per essere compagni di viaggio autentici,
affinché ogni giovane possa trovare nella nostra accoglienza
il primo segno del tuo materno aiuto.  Amen