Alzati e vai – solidarietà

Riportiamo la riflessione del mese dal Sussidio di formazione per le Comunità “Alzati e vai. Saldi nella fede.”

 

Gennaio apre il nuovo anno e definisce il mese salesiano. Il testo di don Quadrio ci invita ad iniziare il 2026 con lo stile di don Bosco: pochi suggerimenti semplici ma concreti che ci portano ad allargare lo sguardo e il cuore in maniera solidale. Poniamo attenzione a quanti sono accanto a noi e prendiamoci cura di confratelli, consorelle, corresponsabili, collaboratori, famiglie, giovani, ragazzi, bambini.

 

Testo di riflessione

  1. Quadrio – Propositi di carità

Elenco di cose che – per esperienza – dispiacciono agli altri, specialmente a quelli che ci servono.

  1. Farsi servire, quando non si ha estrema necessità o quando il servizio reca incomodo agli altri.
  2. Non ringraziare con effusione ad ogni servizio e con particolare attestazione ogni tanto, chi per ufficio è solito a farci dei favori (specie l’infermiere).
  3. Mostrare incomprensione dell’altrui situazione, delle preoccupazioni, imbarazzi, angustie, occupazioni degli altri, massime se causate da noi.
  4. Non rendersi conto di ciò che costa agli altri il servizio, l’opera, il favore che domandiamo o imponiamo. L’imporlo, mostrando di capirne il sacrificio e il peso, lo alleggerisce. Domandare: se si può.
  5. Il non parlare mai con chi lavora per noi delle sue fatiche, della sua noia e disagio, il non rilevarne il sacrificio, la dedizione, ecc…
  6. Il non mostrarsi contento, l’impazientirsi, il non saper aspettare, il non saper spiegare un ritardo, l’attribuire subito a negligenza, dimenticanza, incapacità, ecc…
  7. In conversazione:
  1. Il ripetere molte volte la stessa frase;
  2. Il parlare con un altro di un argomento che non lo interessa – con calore, perseveranza, insistenza;
  3. Il non lasciar parlare, il contraddire.

L’arte della conversazione consiste nel lasciar parlare, nel far dire a ciascuno ciò che gli piace dire, il dire solo ciò che agli altri piace sentire, l’ascoltare con interesse. Penosissimo è il trattenere uno che ha altro da fare, che ha fretta, che desidera andare altrove o che è in faccende.