Carissimo don Bosco

– suor Giulia Calvino –

 

 

Ci prepariamo alla festa di don Bosco, guardando alla sua figura grazie ad alcuni flash che illuminano alcune delle caratteristiche che fanno di lui il padre e il maestro della gioventù.

 

 

Carissimo Padre Don Bosco,
come presentarti a chi non ti conosce?

 

Sei ricordato per il tuo instancabile impegno nell’educazione e nella formazione dei giovani poveri e abbandonati nel XIX secolo a Torino. Lo hai fatto con dedizione, bontà e un innovativo approccio pedagogico. Lo hai fatto con Ottimismo e fede nel bene: Amorevolezza e “familiarità”: Ragione e buon senso: senza repressione, con Incoraggiamento e Speranza…senza reprimere, anzi…Prevenire.

Il che per noi, oggi, si traduce in questo modo:

  • Incontrare i giovani nel loro mondo, sui cortili e nelle strade, non chiudendosi in sagrestia.
  • Offrire un ambiente educativo che sia casa e luogo di incontro, amicizia e crescita.

 

 

Hai sempre agito con sano realismo ottimista di fronte alle difficoltà, prevedevi il futuro positivo anche in situazioni avverse e con determinazione ferrea perseguivi i tuoi scopi, dimostrando che si può costruire un’opera grande partendo dal nulla con fede e passione. pur riconoscendo le fragilità nei giovani (realismo), hai creduto fermamente nella loro capacità di crescita e di bene, lavorando sulla fiducia e sulla trasformazione (ottimismo), creando un ambiente di accoglienza e sviluppo vocazionale. Sapevi vedere opportunità dove altri vedevano ostacoli e questo ti ha portato a costruire un’opera educativa che educava con il cuore e la speranza.

Il che per noi, oggi, si traduce in questo modo:

  • credere nei giovani e offrire fiducia, fermezza, ascolto, benevolenza e…pazienza:
  • aiutarli ad andare “oltre” e ad agire, facendo appello alla loro intelligenza con costanza e determinazione

 

 

Ma…dove attingevi l’energia per proseguire nei tuoi intenti, nonostante le innumerevoli difficoltà che mai ti sono mancate?

      Una “fonte” è stata la devozione a Maria, fin da bambino, ti appare in sogni cruciali (come quello dei nove anni) guidandoti alla tua missione educativa, trasformando la tua devozione popolare in un apostolato specifico. Dopo il 1860, la tua devozione si focalizza su Maria l’Ausiliatrice, colei che aiuta e difende la Chiesa e i giovani, specialmente nei momenti di difficoltà e la costruzione della Basilica in suo onore a Torino, iniziata nel 1865, fu la realizzazione concreta di questo amore e della fiducia nella sua protezione. 

Il che per noi, oggi, si traduce in questo modo:

  • uno stile di vita: La devozione mariana non è solo un atto devozionale, ma uno stimolo alla perfezione cristiana, all’amore per Gesù e alla carità operosa. 
  •  “Maria, fiducia nostra”: l’Ausiliatrice è presenza invisibile che accompagna i giovani e noi tutti nel cammino di fede, trasformando sentimenti romantici in un potente strumento di formazione spirituale.

 

 

Ma niente sarebbe potuto accadere senza la tua relazione d’amore continua con Dio: la tua fu una vita di profonda preghiera, tradotta in una vita di servizio, gioia e carità, specialmente verso i giovani, attraverso il tuo Sistema Preventivo per guidare alla pienezza della vita cristiana, con illimitata Fede nella Provvidenza che ha la sua origine nella fiducia incrollabile nella paternità di Dio, che ti sosteneva nelle difficoltà, mantenendoti sereno e guidandoti nel tuo lavoro. 

Il che per noi, oggi, si traduce in questo modo:

  • Coltivare una relazione d’amore intensa e continua con il Signore, sentendosi colmati da un amore che si dona disinteressatamente.
  • educare alla speranza, alla responsabilità e alla fede. 

 

 

Grazie, Don Bosco! Aiutaci ad essere forti nella fede, radicati nella speranza e operosi nell’amare concretamente coloro che ci sono affidati perché divengano “buoni cristiani e onesti cittadini”.