Dalla fiaccola in oratorio alla torcia olimpica

La storia di Mattia: da sportivo in oratorio a tedoforo per le Olimpiadi

 

Il 26 novembre 2025, da Olimpia, in Grecia, è iniziata la grande corsa della Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026: un viaggio che ha condotto la Fiamma Olimpica in Italia il 4 dicembre, a Roma; di lì è ripartita verso tutte le 110 province della penisola.

In totale, saranno percorsi 12mila chilometri in 63 giorni, con 60 città di tappa e, soprattutto, 10.001 tra tedofori e tedofore coinvolti nel passaggio della Torcia Olimpica fino all’apertura dei Giochi Olimpici Invernali, con la Cerimonia di Apertura del 6 febbraio 2026 al San Siro Olympic Stadium di Milano.

La Staffetta della Torcia Olimpica vedrà tra i suoi protagonisti atleti e atlete di discipline Olimpiche e Paralimpiche, campioni e campionesse dei Giochi Olimpici sia estivi che invernali, molti volti noti dello spettacolo e tanti altri decisamente meno conosciuti, “gente comune” selezionata tramite candidatura pubblica, persone dalle storie più disparate, ma tutte accomunate da una grande passione per lo sport.

 

Abbiamo incontrato uno di questi tedofori, Mattia… La sua passione per lo sport è sbocciata in oratorio e la prima fiamma che ha portato -sin da giovanissimo- è quella della fiaccola che ogni anno parte da un santuario mariano e passa di mano in mano fino a raggiungere gli Oratori di Castellanza.

 

 

Presentati…

Sono Mattia Borroni, di Castellanza.

Ho giocato a calcio nella squadra dell’oratorio fino ai primi anni delle superiori, per poi dedicarmi al ciclismo, sport che ancora oggi pratico a livello amatoriale. Sono molto appassionato di sci e della montagna in generale, oltre che dello sport a 360 gradi.

 

Come sei arrivato a portare la fiaccola olimpica? Perché hai inviato la candidatura?

Ho deciso di presentare la mia candidatura a tedoforo proprio perché mi ritengo una persona molto sportiva, che crede molto nello sport come veicolo di valori: il rispetto verso gli altri e verso se stessi, la collaborazione, specialmente negli sport di squadra, il sacrificio, la fatica, il sano divertimento. Lo sport dunque ha una sua importanza sia a livello educativo che sociale.

 

Come hai vissuto la scoperta di essere stato scelto?

La conferma mi è giunta via mail; all’inizio l’ho presa come se fosse uno scherzo, ma poi, con le successive comunicazioni e con l’avvicinarsi della data ho realizzato che in realtà è tutto vero. È un’occasione che capita una volta nella vita, una di quelle cose da raccontare ai propri amici, ai propri figli e nipoti. Sono molto emozionato.

 

Cosa dicono le Olimpiadi a un giovane cristiano?

Lo sport e l’essere cristiano hanno molte cose in comune, a partire dai valori che essi trasmettono. Il rispetto verso il prossimo, la capacità di saper valorizzare i propri talenti, per citarne alcuni. Lo spirito olimpico, allo stesso modo, è guidato dai medesimi principi.

 

Qual è il ricordo più bello che hai dello sport? Un evento, un incontro, una persona…

Ho ricordi molto belli legati alle Olimpiadi, invernali ed estive, così come allo sport in generale. Da tifoso dell’Inter, sicuramente la vittoria della Champions League nel 2010 costituisce un ricordo indelebile.

 

Qual è il valore più importante dello sport? Quali valori dello sport servono per diventare adulti?

Mi piacerebbe che i genitori trasmettessero ai propri figli  l’importanza di fare sport, qualsiasi esso sia. Per fare in modo che sappiano crescere, è fondamentale che i ragazzi pratichino sport, scontrandosi con la realtà, fatta di fatica, di difficoltà da affrontare e di incontri con altre persone, con i propri pregi e difetti, ognuna diversa dall’altra.